8 aprile 2012

Il Pediatra di montagna

Passando la maggior parte del nostro tempo (più o meno) libero in montagna, ci capita spesso (come durante questa Pasqua) di aver bisogno di un pediatra.
Abbiamo conosciuto il Pediatra di montagna due anni fa, approcciandolo in un ambulatorio del posto aperto anche ai turisti. La prima cosa che ci stupì, dopo la visita, fu che sulla sua carta intestata per le ricette mediche comparivano sia il numero dell'ambulatorio sia quello dell'abitazione, numeri che subito meticolosamente mi appuntai (non puoi fare altro se sei rimasto segnato dalle trafile dei prontosoccorsi pediatrici nel week end).
Così la volta successiva che è capitato di averne bisogno - purtroppo pare che l'aria di Varena non faccia bene a Bianca, visto che ogni volta che ci mettiamo piede  si ammala - l'ho chiamato, direttamente a casa (era sabato, gli ambulatori erano chiusi).
Ero pronta a sentire la voce di una segreteria telefonica o almeno a essere tenuta in attesa per qualche minuto per poi sentire un messaggio preregistrato. Invece, non solo il Pediatra di montagna ha risposto subito, ma si è detto disponibile a passare a trovarci per una visita! Detto fatto, è arrivato poco dopo, abbigliato come uno scalatore, abbronzato, sorridente e con la valigetta da dottore. Di lì è iniziato il rito che si ripete (purtroppo per noi) ogni volta quando lo chiamiamo (ahimé sempre in giorni che dovrebbero essere di vacanza). Si siede sul divano accanto ai bambini, chiacchiera amabilmente del più e del meno con me e con i presenti in casa, poi parte con la visita alla piccola malata, quindi prosegue con un'estesa illustrazione della diagnosi. Fatto questo, inizia a trascrivere il tutto sulla carta intestata. Si fa quindi pagare, emette regolare fattura e si congeda, raccomandandosi di chiamarlo per aggiornarlo sulle evoluzioni della malattia (nel frattempo ci ha forniti anche del suo cellulare). Il tutto dura almeno una quarantina di minuti.
A volte ci mette un po' di più ad arrivare, può capitare infatti che sia la moglie a risponderti perché lui è fuori o perché sta riposando (ma chi conoscete voi che in età lavorativa riposa al pomeriggio?). Ma lui ti richiama non appena si libera o si risveglia! Se può ti riceve in uno degli ambulatori presenti in valle (come capitava la scorsa estate), altrimenti ti raggiunge a casa. Tra l'altro, mostrate le varie diagnosi alla Pediatra di città, abbiamo avuto conferma che i due sono allineati quanto a modalià di procedere e prudenza nel prescrivere medicinali ai bambini.
Mia madre sostiene che una volta i pediatri erano tutti così, venivano a casa per le visite, si intrattenevano amabilmente con le nonne che gli offrivano il caffè e non avevano fretta di passare al cliente successivo. Probabilmente vivevano meglio, come a me sembra che vivano meglio il Pediatra di montagna, i suoi piccoli pazienti e le loro mamme.

4 commenti:

Vanessa ha detto...

Ciao cara bel post, lo so che non c'entra niente con quel che hai scritto ma devo farti una domanda...ho letto che in passato hai avuto dei problemi con delle immagini che Postavi sul Blog che diventavano nere con un triangolo bianco in mezzo...come hai fatto per risolvere il problema? Ora sta capitando a me Un bacio!

littleelo ha detto...

Ciao Vanessa, purtroppo era successo che avevo cancellato le immagini dall'album di Picasa, passando attraverso il mio profilo su Google Plus. Non avevo capito che cancellandole da lì le cancellavo anche dal blog :-(
Le ho dovute rinserire a mano, purtroppo non tutte

Mammatrafficona ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
littleelo ha detto...

Ciao Mammatrafficona, per fortuna negli ultimi due anni abbiamo avuto meno bisogno del Pediatra di montagna. Soprattutto d'estate i miei bambini rifioriscono nell'aria di Varena!
ma i pediatri sono tutti così disponibili dalle vostre parti? Qui quando ti si ammala un figlio oltre alla preoccupazione che non sta bene c'è anche la corsa a ostacoli per ottenere una visita...

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