3 gennaio 2012

Corso di sci, questa volta non mollo!

Siamo stati in montagna tra Natale e il primo dell'anno, come sempre a Varena, in Val di Fiemme.
Poca neve, ma abbastanza per togliersi la voglia di una sciata noi "grandi" e soprattutto per iniziare a insegnare a sciare ai "piccoli".
Nei primi giorni assolati della nostra vacanza abbiamo scelto di andare alla piccola stazione sciistica di Passo Oclini, dove già sapevo molto operativa una scuola di sci (che, ho scoperto poi, è in target bambini). Non ho esitato un secondo, appena scesa dalla macchina mi sono diretta subito alla biglietteria nonchè centro prenotazioni lezioni e ho fissato un'ora con maestro per Luigi nel primo pomeriggio. Sì, perché uno degli obiettivi di questa vacanza era proprio quello di insegnargli lo spazzaneve e a prendere un impianto.
Fatto questo, la nostra mattinata è trascorsa piacevolmente sulla neve, tra il tapis roulant che ci riportava a monte dopo delle microdiscese con bob (Bianca) e sci (Luigi), la cotoletta con patatine fritte del self service e il sole sulla terrazza dell'Hotel Schwarzhorn. Fino a che non è arrivato il momento della lezione di sci.
Appena Luigi ha visto il maestro si è irrigidito e senza giri di parole ci ha detto che non voleva fare la lezione. Il maestro, giovane e davvero gentile nonostante il marcato accento tirolese, ci ha messo tutta la sua buona volontà per convincerlo a seguirlo, ma niente. Lui ha iniziato pure a piangere.
A quel punto, memore del fallimento con il corso di nuoto, la Mamma Tigre che da qualche parte si nasconde in me è venuta fuori: lezione è e lezione sarà fino all'ultimo minuto che ho profumatamente pagato con il maestro Christoph!
Detto questo a padre e figlio, ho girato le spalle e mi sono allontanta trascinando Bianca (trionfante!) sul bob. Non mi sono più voltata, nonostante gli strilli, nonostante nel frattempo mi chiedessi se stavo facendo il bene e di chi e mi sentissi bieca ed egoista come il padre della povera Alice di La solitudine dei numeri primi (che poi il sole in realtà splendeva alto nel cielo terso, la temperatura era primaverile e il maestro dedicato solo al piccolo). Insomma, questa volta ho tenuto duro (anche se Cesare con gli sci ai piedi ha dovuto fare da "osservatore" fino alla fine della lezione, che comunque si è potuta svolgere tra skilift e pista) e, al termine, ho prenotato altre due ore per i giorni successivi.
Luigi, dopo quella prima lezione, nei giorni seguenti non ha più protestato, ha anche sciato con noi un pomeriggio su una pista azzurra. E con nonchalance ci ha pure comunicato, durante il viaggio di ritorno da Varena e non prima di varcare il casello dell'autostrada a Bergamo, che a lui piace molto sciare, soprattutto col maestro.
Questa volta dunque non ho ceduto, non so per l'egoismo di poter finalmente tornare a trascorrere delle belle giornate all'aria aperta con gli sci ai piedi finalmente in compagnia dei figli o se per la convinzione che a 5 anni (quasi) bisogna iniziare ad accettare che il nostro tempo possa essere strutturato, facendo quello che di dice un maestro (di nuoto, di sci, di disegno, di cucina...) e applicandosi per imparare.
Non so quale delle due cose mi abbia spinto di più a perseverare, ma credo che ora siamo tutti piuttosto soddisfatti, Luigi compreso.

4 commenti:

Elvira Coot ha detto...

ahahah :)
Be' almeno il risultato é stato positivo. Ma toglimi una curiosità, ho letto il post sul nuoto... Luigi é tornato o no? :)
Buon anno!

Angela ha detto...

Brava!!! Oggi sara non voleva andare ad atletica, le ho detto che insieme abbiamo preso un impegno e che lo dovevamo rispettare, quindi doveva andare. Non c'e' stato grande entusiasmo ma ha fatto la sua lezione - all'aperto - e certamente le ha fatto bene al corpo e non solo. Perseverare sempre. D'altra parte noi conosciamo i nostri piccoli e sappiamo quando si arriva al limite. Grancesca ad esempio ha avuto un inizio negativo con il nuoto ma osservando da birdo piscina il maestro aveva adottato la tattica sbagliata. Ho capito che un'altra lezione cosi' e lei non ci sarebbe piu' tornata. Quindi da mamma tigrotta ho parlato con la dirszione che le ha cambiato istruttore. Risultato: e' strafelice di andare e fa notevoli progressi. Quello per lei era il limite da non superare.

littleelo ha detto...

@Elvira: il corso di nuoto è finito che non l'abbiamo fatto. La seconda lezione non è neppure iniziata, negli spogliatoi è avvenuta la ribellione, si toglieva il costumino appena infilato, si attaccava ai tubi delle docce.... Ha vinto l'amore del quieto vivere e ho lasciato perdere! Per questo mi sono accanita tanto sul corso di sci!

littleelo ha detto...

@angela: è vero, il maestro fa la differenza, e l'ho capito proprio a Cavalese con il corso di tennis al parco della Pieve. E' bastata una lezione col maestro sbagliato perché l'entusiasmo per la racchetta svanisse.... Questa volta però ho tenuto duro e ho visto i primi risultati. Mi sono spinta oltre e l'ho iscritto a un collettivo di sci qui nei paraggi di BG... vediamo cosa succede!

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