18 dicembre 2011

Barbie e i nostri figli

Barbie in noi mamme di figlie femmine suscita sentimenti contrastanti (leggi qui e qui). Madre anche io di una bambina, riconosco un certo disagio nel propinare a mia figlia duenne la bellissima bambola, figuriamoci ora che è diventata attrice consumata di una serie di ormai 10 film.
Da bambina ho amato moltisssimo Barbie, ammetto di averci giocato fino ai 12 anni. L'ho acconciata in ogni modo (compresi permanenti e tagli a caschetto), l'ho vestita con tutto ciò che mi passava per le mani, compresi i calzini bucati impossibili da rammendare, le carte dell'uovo di Pasqua e i ritagli di stoffa della zia sarta. Eppure, ho provato un certo disagio quando mio padre si è presentato la scorsa primavera con una Barbie in dono per Bianca.
Un modello così iperfemminilizzato di bambola, perdipiù così ostentatamente consumista, così corrispondente agli stereotipi della biondona... non era certo questa la prima bambola che avevo pensato per Bianca. Forse anche perché, sotto sotto, imputo proprio a lei il senso di sconfitta che ancora oggi, arrivata ai 40 anni, provo per certi inarrivabili stacchi di coscia. E poi, seriamente, in tempi in cui l'informazione ci martella sull'allarmante crescita di malattie come anoressia e bulimia, una madre di figlia femmina ben se ne guarda dal proporle modelli estetici inarrivabili come quelli.
Per cui mi sono sentita rassicurata quando Bianca, lungi dal subire il fascino della bionda spilungona sempre in punta di piedi e con il trucco perfetto tatuato, ha preferito impugnarla come una clava e ramazzare polveri e pavimenti.

Sistemata per ora Bianca (ma mi dicono le amiche con figlie più grandicelle che il fascino di Barbie si subisce un po' più tardi), mai avrei pensato di dover fare i conti con Luigi.
Il dvd Barbie - A perfect Christmas ci è stato regalato durante l'evento che era dedicato proprio al lancio di questo film nel contesto del Mamma Blogger Club, il progetto Universal a cui anche io prendo parte. Non ero molto fiduciosa che Luigi si sarebbe interessato al film e alla sua protagonista. Infatti, dopo la visione di Barbie - Accademia per Principesse che avevo propinato a lui e alla sorella poche settimane prima, se ne era uscito con un inappellabile: "Questo è un film da femmine!". E come dargli torto, visto anche solo l'ambientazione (una scuola dove le fanciulle nobili imparano a diventare regine e principesse, tra lezioni di portamento e cerimonie di incoronazioni)? Bianca, sempre probabilmente per lo stesso motivo di cui sopra, non è durata più di 10 minuti nella visione del film e ha preferito concentrarsi sulla custodia.
L'episodio natalizio ha invece sortito un effetto opposto su Luigi. Arrivati a casa dopo l'evento Barbie, ha subito voluto rivedere il film e a distanza di pochi giorni un'altra volta.
L'interesse di un figlio maschio per un film di Barbie se nella madre non suscita particolari osservazioni (se non quella che poveretto prima o poi si renderà conto che le donne molto raramente sono fatte così), può allertare invece il padre, che guarda con sospetto la dominante rosa fucsia che pervade ogni attimo del racconto. Sì, perché se ad oggi è del tutto accettato che una bambina giochi con trenini e automobiline, per qualcuno un maschietto che subisce il fascino delle bambole può essere ancora fonte di perplessità.
Mi sento qui di rassicurare tutti i padri di figli maschi che si perdono nella visione di Barbie - A perfect Christmas :-) Bambini e bambine (più mature di Bianca) se ne interessano anche o soprattutto perché è un film sul Natale, dove non manca nulla di ciò che rende così affascinante ai loro occhi questa festa: il mistero di Babbo Natale, le renne, l'albero e la sua decorazione, le canzoni natalizie e poi la neve, i cani da slitta, una montagna di regali custodita in un misterioso magazzino, la cioccolata calda, tanti buoni sentimenti.
Inevitabilmente anche io ho visto questo film più volte e, influenzata da Luigi, mi sono ritrovata a canticchiare le canzoncina "Ma che bel Nataleeeee" e "Decoriamo l'alberello..." (che sfrutta la musica della tradizionalissima Deck the halls). La pensata di fare un film sul Natale e di lanciarlo proprio a fine anno è dunque azzeccattissima. Il soggetto è molto forte e si apre a un pubblico più ampio di quello delle sole bambine innamorate delle principesse.
Quanto poi ai personaggi praticamente tutti femminili dei film, rilevo la loro evoluzione in positivo. Barbie è una matura e responsabile sorella maggiore, Skipper è una giovane con la passione per la musica e gestisce un videoblog, le sorelline minori sono litigiose il giusto, adorano gli animali e sono sveglie. Le figure femminili più adulte sono forti e di riferimento, come la saggia e misteriosa proprietaria dell'albergo che accoglie le quattro sorelle impossibilitate a raggiungere New York a causa della neve; così come la raffinata zia che riesce miracolosamente a raggiungerle la notte della Vigilia. Certo lo stacco di cosce di tutte quante le donne della razza Barbie rimane ancora altamente improbabile!

6 commenti:

Serena ha detto...

Ciao Elisa,
mi sono divertita molto a leggere la tua recensione, soprattutto quando parli dell'ansia che appare evidente negli occhi dei papà quando vedono i piccoli ometti di casa interessarsi ad oggetti prettamente femminili. Ti lascio immaginare lo sguardo di mio marito quando alla domanda: "Anto che chiediamo a Babbo Natale quest'anno?" si è sentito rispondere "Ciccio bello bua!" ^_^

littleelo ha detto...

già, forse per quella stessa ansia i padri nostrni sono tanto refrattari a cambiare pannolini e somministrare pappete?? ;-)
Alla prossima Serena!

M di MS ha detto...

Sono considerazioni che ho fatto anche io e mi ritrovo molto nel post. Ti confermo che il mio grande (5 anni e mezzo) ama molto questo film sul Natale perchè non è un film stupidino su fidanzamenti e vestiti, ma riesce a sviluppare una trama.
Sulle canzoni, come ho già detto altre volte, devono aver lavorato molto perchè qui a casa nostra si canta da mane a sera "Ma che bel Natale" e "Chiamala Principessa".

Più in generale, l'estetica du Barbie, ma anche degli accessori, intesi come oggetti, ttira molto lo sguardo di maschi e femmine. Mio figlio per es. continua a "scegliere per la sorella" cose che LEI dovrebbe chiedere a Babbo Natale...figurati.

Margot ha detto...

Mi sono più volte interrogata anch'io sui modelli di genere: barbie e bambole per le femmine, videogames o motori per i maschi. Sono stereotipi talmente inculcati nelle nostre istituzioni che difficilmente si potranno scalfire, ma vale la pena continuare a provarci. Il modello "Barbie" con cui anche io ho giocato fino alla nausea deve cominciare a preoccupare quando esce dalla stanza dei giochi e diventa un modello di vita vera: Barbie è una finzione, un gioco, e tale deve rimanere, ma se incontro per strada bimbe di 9-10 anni esattamente vestire da Barbie, con tanto di trolley in tinta (vi giuro), minigonna e stivali bianchi,tanto tranquilli non si può stare. Qualche domanda ce la dobbiamo pur fare, no?

Elvira Coot ha detto...

ahah che simpatico il tuo blog! Ci sono capitata per caso e guarda tu chi mi ritrovo: BARBIE. La maledetta. Sempre perfetta, sempre gentile, sempre tutto. Insomma, l'anti.
Speriamo che nemmeno Luigi la prenda come modello di moglie, troppo perfetta e noiosa. W i difetti!
Blog stupendo, sei tra i miei link! :)

ilenia ha detto...

Avevo letto il tuo post e sghignazzando per la simpatia mi trovavo talmente d'accordo... :-)))

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