18 dicembre 2011

Barbie e i nostri figli

Barbie in noi mamme di figlie femmine suscita sentimenti contrastanti (leggi qui e qui). Madre anche io di una bambina, riconosco un certo disagio nel propinare a mia figlia duenne la bellissima bambola, figuriamoci ora che è diventata attrice consumata di una serie di ormai 10 film.
Da bambina ho amato moltisssimo Barbie, ammetto di averci giocato fino ai 12 anni. L'ho acconciata in ogni modo (compresi permanenti e tagli a caschetto), l'ho vestita con tutto ciò che mi passava per le mani, compresi i calzini bucati impossibili da rammendare, le carte dell'uovo di Pasqua e i ritagli di stoffa della zia sarta. Eppure, ho provato un certo disagio quando mio padre si è presentato la scorsa primavera con una Barbie in dono per Bianca.
Un modello così iperfemminilizzato di bambola, perdipiù così ostentatamente consumista, così corrispondente agli stereotipi della biondona... non era certo questa la prima bambola che avevo pensato per Bianca. Forse anche perché, sotto sotto, imputo proprio a lei il senso di sconfitta che ancora oggi, arrivata ai 40 anni, provo per certi inarrivabili stacchi di coscia. E poi, seriamente, in tempi in cui l'informazione ci martella sull'allarmante crescita di malattie come anoressia e bulimia, una madre di figlia femmina ben se ne guarda dal proporle modelli estetici inarrivabili come quelli.
Per cui mi sono sentita rassicurata quando Bianca, lungi dal subire il fascino della bionda spilungona sempre in punta di piedi e con il trucco perfetto tatuato, ha preferito impugnarla come una clava e ramazzare polveri e pavimenti.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...