30 settembre 2011

BergamoScienza 2011, anche per i più picoli


BergamoScienza è una manifestazione coinvolgente, interessante e dai propositi davvero nobili. Leggo sul sito dell'evento che il fine ultimo dell'Associazione è:
"mantenere vivo l'interesse della cittadinanza per tutto ciò che riguarda la scienza, la tecnologia, lo sviluppo di nuove idee e la creatività, per favorire una 'cultura dello sviluppo' basata sulla conoscenza, sull’indipendenza culturale e sulle pari opportunità."
La IX edizione prende il via domani e si concluderà il 16 ottobre. Proprio per le sue finalità divulgative, la manifestazione punta molto ai giovani, agli studenti delle scuole elementari, medie e superiori. La risensibilizzazione alla cultura scientifica, di fatto bistrattata negli ultimi decenni nel nostro Paese, è di certo una strada obbligata per uscire dall'attuale impasse economica e culturale. E portare i giovani su questa strada vuol dire aiutarli a trovare significativi percorsi di crescita non solo personali ma anche professionali.
Condividendo appieno questi intenti e desiderosa che i miei figli intraprendano quella strada, mi sono informata presso gli organizzatori dell'evento su quali siano le iniziative adatte anche ai più piccoli, ovvero ai bambini non esattamente in età scolare (poiché, leggendo il programma, mi sembra di capire che il visitatore di BergamoScienza debba avere almeno 6 anni). Ecco, tra mostre, laboratori ed eventi, quelle che mi hanno segnalato:
Almeno alle prime due credo che parteciperemo!

27 settembre 2011

Hop

Su invito di Jolanda ho iniziato a far parte di Universal Blog Club, iniziativa cui prendono parte diverse mamme per recensire film di animazione. In pratica, ti arrivano a casa dei dvd in target bambini, tu li guardi con i tuoi figli e  poi li recensisci sul tuo blog.
Ieri sera finalmente ho convinto Luigi a vedere Hop, il primo film arrivato. Era da qualche giorno che se ne stava incartato sullo scaffale, ma non attraeva la sua attenzione. E anche io ero un po' titubante, perché la commistione di personaggi reali e animati, già sperimentata con l'Orso Yoghi, non ci aveva convinto. E invece è andata meglio.
Le scene iniziali per una chocoholic come me sono deliziose. La fabbrica delle uova di cioccolato (che si trova sull'Isola di Pasqua!), con i coniglietti in catena di montaggio e le montagne di dolcetti, sono lo sfondo della prima parte del film, quando conosciamo Cipì, il protagonista, il coniglietto ribelle. Predestinato a divenire il successore del Coniglio Pasquale che consegna le uova di Pasqua a tutti i bambini (tradizione un po' estranea ai nostri figli), preferisce fuggire dalla fabbrica per inseguire i suoi sogni: diventare un batterista.
Arriva dunque nel mondo reale (che poi è Hollywood, per cui proprio così reale non è), dove incontra Fred, un giovane umano a sua volta alla ricerca di uno scopo nella vita: trovare un lavoro e una strada che lo realizzi.
Il finale è a sorpresa: è Fred il predestinato a diventare il Coniglio Pasquale!

Non so se mio figlio si sia immedesimato in questi due giovani alla ricerca di sé, ma credo di no, è un po' troppo presto (ha solo 4 anni e mezzo). In compenso io mi sono un po' vista nei due padri che premono per vedere i figli realizzati a modo loro. In particolare quando il Coniglio Pasquale definisce la passione di Cipi per la batteria un hobby, ho sorriso: mi toglie praticamente le parole di bocca, se immagino uno dei miei figli che tra 15 anni mi comunica che ha deciso di iscriversi a corsi di laurea come lettere o filosofia (sì, perché i miei figli andranno inappellabilemente all'università!).
Comunque Hop rimane un film per bambini, a cui mi pare di capire piaccia per le fattezze del coniglietto, la trama serrata, la musica "da grandi" ma orecchiabile e il fascino delle uova di cioccolato. Quanto ai grandi, che il film tenta di coinvolgere con qualche trovata ad hoc (citazioni da altri film e il cameo di David Hassehoff che interpreta se stesso), alla fine sorridono. Ma i tormenti di Ratatouille, il piccolo topo chef alla ricerca della sua identità (professionale ed esistenziale), sono lontani!

26 settembre 2011

Il corso di nuoto: insistere o mollare?

Venerdì sera Luigi ha iniziato il corso di nuoto presso la piscina Siloe di Bergamo. L'ambiente non gli è sconosciuto, anzi lo ha già frequentato con i compagni dell'asilo all'inizio dell'anno per un corso di acquaticità. Premetto che Luigi non galleggia, ma si muove tranquillamente in acqua con i braccioli. Con questo corso di nuoto, della durata di 14 lezioni, l'obiettivo è che impari a stare a galla e a fare il famoso cagnolino.
Non ho sponsorizzato troppo la cosa nei giorni precedenti al via, insomma, non ho tentato di vendere a Luigi il corso di nuoto come la cosa più bella del mondo. E forse lì ho sbagliato.
Venerdì pomeriggio alle 17.30, dunque, lo accompagno in piscina: è la nostra prima volta, Luigi è sempre stato accompagnato o dal padre o dalle maestre dell'asilo.
Il dramma comicia negli spogliatoi: non vuole mettere il costume, e una volta in costume, non vuole uscire dallo spogliatoio.
Ottenuto che venga a vedere che cosa fanno i bambini là fuori, si siede con me sull'appoggio dove stanno tutte le mamme in attesa che i figli escano dall'acqua.
Verso le 17.50 riesco a convincerlo a sedere a bordo vasca, insieme (non vi dico come sono uscita da questa esperienza!), e a mettere i piedi in acqua. tento di mollarlo lì verso le 17.55, ma mi rincorre prontamente in lacrime.
Alle 18.05 si convince non so come a entrare. La maestra lo accoglie con un galleggiante e io finalmente mi siedo tra le altre mamme.
Alle 18.15 Luigi rischia di affogare. La maestra alle prese con un'altra bambina strillante non vede che Luigi ha perso di mano il galleggiante. Lo vedo annaspare, per fortuna interviene la maestra del corso a fianco. Luigi piange, ma io impassibile mi dico che in fin dei conti a tutti è capitato di andare sott'acqua.
Alle 18.20 finisce la lezione. Luigi non piange, è di un umore abbastanza perplesso, mi dice che è affogato. E che non vuole più fare il corso di nuoto.

Tento di essere conciliante, di socializzare con il coordinatore dei corsi e di farcelo amico, Luigi abbozza anche un sorriso. Ma è irremovibile: "non voglio più venire!".
E ora io che faccio? Ai miei tempi anche a me non piaceva fare i corsi di nuoto, ma avevo qualche anno in più.
Tengo duro e forzo un po' la mano (rischiando che alla fine odii il nuoto) oppure mollo tutto, rischiando, come mamma Tigre docet, di generare il lui senso di fallimento e insicurezza?
Ho ancora qualche giorno per meditare, speriamo che la settimana porti consiglio.

25 settembre 2011

Le mamme al MomCamp

Me lo sono goduta questo MomCamp, ho seguito molti interventi, ho rivisto amiche e conosciuto altre mamme e blogger. Soprattutto mi è piaciuta l'atmosfera di questa manifestazione, che per coinvolgere davvero le mamme ha fatto in modo che potessero arrivare con i figli al seguito e per qualche ora delegarne la cura a baby sitter e bravi papà.
Molti gli interventi, tra quelli che più ho apprezzato quello di MammaFelice che ha parlato del mestiere di blogger: lei chiaramente ci mette tutta se stessa, per lei è davvero un lavoro e questo si vede. E nelle sue slide ci dà degli utili suggerimenti in caso volessimo fare sul serio.
Belli gli interventi di chi richiama le madri anche sul fronte dell'impegno e del sociale: in questo senso ho molto apprezzato l'invito di Yeni Belqis a usare il volontariato come strumento educativo per i nostri figli.
Molte hanno poi condiviso iniziative in rete di cui sono promotrici, a conferma del fatto che tante mamme si devono reinventare una vita professionale dopo la matenità e che molte ce la fanno, proprio attraverso la rete e i loro blog.
Cosa mi ha impressionato di più? La consapevolezza, il senso critico e la propositività di tante di queste (mamme) blogger. Altro che ricettine, pannolini, consigli per gli acquisti e lamentele: ho visto donne a tutto tondo, toste, agguerrite e traboccanti di personalità. Come dire: alla riscossa! Citando anche Silvia di Genitori crescono: "Noi siamo mamme OGM perché siamo mamme che stanno cambiando!"
Ecco qualche foto:
Machedavvero (alias Chiara Santamaria) ai banchetti per lasciare il materiale informativo all'esterno della sala.
Elena Crestanello intervistat da Veronica Viganò per Mammeinradio
La merenda a base di crepes!
Ed eco qualche link che parla del MomCamp:
La rivoluzione delle mamme 2.0 - Corriere Milano
MomCamp, una giornata non basta
Quel che resta della Social Media Week

23 settembre 2011

MomCamp!

E' venerdì, già si pensa all'organizzazione del week end. Io domani sarò assente da casa e sola soletta me ne vado al MomCamp, a Milano.
Volendo potrei portare Bianca e Luigi (ci sono le tate ad accoglierli), ma voglio potermi godere il mio primo MomCamp da cima a fondo in tranquillità.
Rivedrò di certo qualche amica blogger e chissà che finalemente non riesca a dare un volto a tanti nick di mamme che seguo in Rete!

22 settembre 2011

Si sono sposati


Da quando Luigi ha iniziato a parlare con una buona proprietà di linguaggio è diventato molto interessante chiacchierare con lui o semplicemente affiancarlo e ascoltarlo nel corso delle sue attività preferite.
Per esempio, mentre guarda i dvd dei suoi film animati, se gli siedi accanto, attacca a commentare ciò che vede. E così ho scoperto che cosa significa per lui sposarsi.
Nel film Ratatouille a un certo punto il protagonista Linguini bacia con trasporto la cuoca Colette (peraltro armata di spray antiagressioni). E' qui che Luigi, avendo vicino sia me sia il nonno, si è sentito in dovere di spiegargli: "Ecco nonno, adesso si sono sposati". Il nonno ha sorriso e ringraziato per l'informazione.
Insomma, un uomo e una donna che si baciano per lui si stanno sposando. Impegnativa come interpretazione, ma molto bello che la pensi così!

20 settembre 2011

Omaggio a Walter Bonatti

Walter Bonatti è morto il 13 settembre. Domani Vanity Fair gli dedica questa copertina. Una scelta bellissima, che magari farà conoscere ancora a più persone questo grande alpinista, viaggiatore, scrittore.
Mi sono appassionata alla figura di Bonatti quando decisi di compilare la mia tesina per l'esame di giornalismo proprio sulla famosa "querelle" sorta dopo l'ascesa e la conquista della vetta del K2 (1954) tra lui, Compagnoni e Lacedelli. Mi sono letta i suoi (e quelli dei suoi compagni d'impresa) libri sulla vicenda, ho letto incredula di come Bonatti (con le attrezzature degli anni '50) sia potuto sopravvivere a una notte di bufera di neve all'addiaccio, a 8000 metri di altezza, nel niente più assoluto. Mi ha persuaso e convinta quando ha continuato a battersi perché anche il CAI riconoscesse la verità su quell'ascesa.
Un uomo tutto d'un pezzo, una figura che su di me - che amo la montagna, la sua grandezza e l'umiltà che ti impone - esercita anche oggi senso di rispetto e ammirazione. E di questi tempi non è poco.

Il tunnel per bambini

Un regalo inaspettato, molto apprezzato! Anche come cuccia per nascondere i giochi:

11 settembre 2011

Retro-marketing per bambini

Uso un po' impropriamente il termine retro-marketing, soprattutto nell'associarlo all'infanzia: infatti di cosa possono avere nostalgia i bambini?! Lo uso riferendomi a quel fenomeno per cui nei reparti di abbigliamento, giochi e cartoleria per i piccoli è tutto un dilagare di personaggi e animazioni che erano tanto cari a noi genitori quando eravamo bambini. Per noi intendo mamme e papà nati intorno e negli anni '70 e che hanno visto al cinema i film animati di Walt Disney e in televisione i primi cartoni animati. E che oggi hanno figli tra gli 0 e 10 anni.
Tralascio l'invasione di Hello Kitty, un vero incubo, che infesta ogni accessorio e giocattolo per bambine (e non solo) dagli 0 anni in poi. Io ormai detesto la gattina, la vorrei morta.
Da circa due anni sono risorti i Barbapapà. Dopo la riedizione in 30 dvd (editore DeAgostini) della prima e seconda serie (in tutto 150 episodi), i Barbapapà sono comparsi su astucci, quaderni, libri, album da colorare e giornalini. Luigi è stato un grande fan, soprattutto di Barbaforte, tra i 2 e i 4 anni. Ora sta passando libri e dvd a Bianca.
Dopo i Barbapapà è stata la volta di alcuni personaggi dei vecchissimi film Disney: Crudelia De Mon della carica dei 101 (1961) e i sette nani di Biancaneve (1937, non sapevo che fosse così vecchio questo film!): eccoli comparire circa lo scorso anno come sempre su articoli di cartoleria e felpe. In questo caso, si strizza l'occhio anche ai nonni.
Al cinema quest'estate mi sono sciroppata una riedizione mezzo animato in grafica computerizzata e mezzo dal vivo de l'Orso Yoghi, che però non è piaciuto né a me né a Luigi.
Infine, facendo in questi giorni la spesa al Billa ho scoperto che è la volta dei Puffi, che stanno per essere rilanciati da un film come quello sopra. Non è dunque un caso che di recente avessi visto nei negozi le solite felpe e magliette che li ritraggono. (Cosa centra il supermercato Billa? Facendo la spesa si ricevono in omaggio le figurine del nuovo film dei Puffi. L'album si compra a parte alla cassa).

Non c'è dubbio, trovo tutti questi personaggi animati molto carini: ma è ovvio, a me possono suscitare nostalgia e quindi desiderio di rivederli.
Quindi, alla fine, io tutto questo revival me lo spiego così: visto che la mano al portafoglio ce la mettono mamma e papà, perché non far leva oltre che sull'immaginario dei piccoli anche sui genitori e sulla loro nostalgia per l'infanzia perduta?!
Oppure, altre spiegazione plausibile, c'è una crisi creativa che porta a rispolverare a man bassa eroi e beniamini del secolo scorso. Ma io non ci credo. Credo più alla prima che ho detto.

7 settembre 2011

Io l'avevo detto che quelli nati in novembre hanno un brutto carattere

In un mio post precedente (Perché si dice che i nati sotto il segno dello Scorpione abbiano un carattere più difficile) sostenevo che i nati in novembre hanno mediamente una personalità più complessa e lo legavo alla sfavorevole situazione climatica, l'inverno, in cui vivono i loro primi mesi di vita. Oggi addirittura scopro che sono dei potenziali serial killer!
Mah! Questo articolo del Corriere sulle possibili correlazioni tra mese di nascita e attitudini professionali mi lascia un po' perplessa.
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