24 luglio 2011

Quando le mamme tagliano i capelli ai figli

Venerdì pomeriggio, dopo giorni e giorni che mi ripormettevo di portare Luigi dal parrucchiere, ho deciso di intervenire io. Armata di forbici ci siamo seduti su una panchina in giardino e ho iniziato  a tagliargli i capelli. All'inizio ho tentato di essere professionale: utilizzando il pettine per dividere le ciocche per il lungo, tenendole tra le dita tese e tagliandole in verticale (insomma, come mi sembra facciano i parrucchieri veri). Nel giro di due minuti ho però realizzato che: non gli avevo neppure bagnato i capelli, Luigi non ne voleva sapere di stare fermo e la forbice tagliava malissimo.Tutte scuse per giustificare il fatto che a un certo punto ho iniziato a tagliare "a sentimento", senza più pettine, ciocche, scriminature ecc.?
Alla fine ho mostrato il risultato a mia madre, ancora ignara di quello che stava succedendo in giardino: lei ha apprezzato, ma io mi sono sentita un po' in colpa per le varie sforbiciate che si riconoscevano nella capigliatura di Luigi. Nonostante l'effetto generale mi piacesse, ho deciso di portarlo dal parrucchiere di Daiano per regolarizzare il tutto. L'ho supplicato di non accorciare troppo, ma evidentemente per sistemare il mio taglio lui, molto scrupoloso e preciso, ha dovuto infierire.
Ecco il prima, il mio taglio e quello "daianese":



Quale preferite? A me piaceva molto nella fase incolta, ma ormai lui poverino iniziava a lamentarsi per il caldo e il fastidio. Cesare lo preferisce ovviamente con i capelli corti, io invece con il taglio intermedio. Quasi quasi era meglio non avere sensi di colpa.

17 luglio 2011

Un forte in giardino

Ecco il mini forte che il nonno ha realizzato per Luigi e Bianca nel giardino di Varena.
Ha avuto per aiutante Luigi, ma il più entusiasta era decisamente lui. Ha tagliato rami di albero e spago per un po' di giorni, li ha martellati nell'erba (prima opportunamente accorciata con le forbici da giardino), disegnato bandiere e annodato e intrecciato. Ora mancano solo i soldatini e gli indiani!

10 luglio 2011

Estate a Varena


Merenda a ciglio strada nel viaggio per arrivare in Val di Fiemme

Ce l'abbiamo fatta! Siamo arrivati a Varena, dove trascorreremo i mesi di luglio e agosto. Memore infatti del caldo soffocante dello scorso anno, per quest'estate mi sono attrezzata e con i bambini trascorreremo qui l'estate. Ho dovuto però superare qualche scoglio prima di arrivare, da qui l'entusiasmo dell'esordio di questo post.

Punto Uno: non essendo più a casa in maternità, ma telelavorante, ho dovuto accertarmi che in questa casa funzionasse una stabile connessione Internet. La cosa non è stata semplicissima, dal momento che le varie chiavette internet non prendono a Varena. Come si è risolto il problama: il vicino di casa ci ha gentilmente concesso di agganciarci alla sua rete :-)

Punto Secondo: dovendo lavorare con una certa continuità almeno alla mattina, ho bisogno di qualcuno che mi aiuti con i pargoli. Mia mamma si è "data volontaria", e visto che la casa in cui villeggiamo è loro, si è trasferita anche lei qui. Mio padre pendola con i suoi impegni di lavoro da Varena, così spesso la sera è qui con noi.

Punto Terzo: arrivando qui con mia madre, siè risolto il problema auto. Non essendo io infatti automunita e non essendo Cesare qui con noi, mi posso appoggiare su di lei.

Di fatto la partenza è stata epica: caricata la macchina all'inverosimile, legati i bambini ai seggiolini, siamo partite io e mia madre alla volta della Val di Fiemme. Per fotuna niente intoppi in autostrada: Bianca ha dormito, Luigi si è intrattenuto con fiabe sonore e playlist canore. Il bello è arrivato ai primi tornanti, con i primi strilli e le prime minacce di vomiti (di qui la scelta di un'estemporanea merenda a ciglio starda).
Poi finalmente l'arrivo: la casa fresca, le stanze da aprire, l'erba alta in giardino e tante borse e valige da scaricare.

7 luglio 2011

Herpes Zoster

Siamo tornati da Punta Ala con questa "bella" novità: una macchia sulla schiena di Bianca, piuttosto allungata e rossa. Poi nei giorni seguenti ne è comparsa una seconda e sulla prima sono spuntate delle vescicole. Ho pensato si trattasse di punture di un insetto, forse incrociato alla festa dell'asilo la domenica prima, al maneggio. Poi, col passare dei giorni, le dimesioni della macchia si sono fatte preoccupanti e quindi è stato necessario ricorrere alla Pediatra, al telefono piuttosto perplessa, ma alla fine rassegnata a visitare Bianca. Verdetto: herpes zoester.
Come è possibile? Semplice, Bianca ha contratto la varicella prima dei dodici mesi di vita e in forma piuttosto lieve. Un caso da manuale, quindi, la sua ricaduta quando è stata, presumibilmente due o tre settimane prima, a contatto con un bambino "a pois". Ma la ricaduta non avviene nella varicella, bensì nell'herpes zoster, altrimenti detto Fuoco di Sant'Antonio.

Per fortuna nei bambini l'herpes zoester non è doloroso né fastidioso. Un po' meno divertente per i genitori la somministrzione dell'antivirale 4 volte al dì per una settimana. Gli orari consigliati: 9, 15, 21, 3. Sì, avete letto bene: per sette notti abbiamo puntato la sveglia e "ci" siamo alzati nel cuore della notte per dosare l'antivirale e somministrarlo a Bianca. Che per fortuna si sorbiva da una siringa la medicina senza svegliarsi.
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