19 novembre 2010

Sono una statistica vivente - 2

In postazione al pc
Circa due anni fa scrivevo questo post, affaticata e scoraggiata dopo il rientro al lavoro dalla prima maternità. Allora scoprivo di riassumere in me tutte le sfighe delle "Grande oppressa dalla società maschilista italiana" e iniziavo a vacillare.

Oggi scopro di essere esponente di un altro preoccupante trend che riguarda le mamme italiane: "il 27% delle donne occupate lascia il lavoro dopo la nascita del primo figlio. E nel 90% dei casi la motivazione principale dell’abbandono del lavoro è legata proprio alle esigenze di cura dei figli... e spesso il rientro è particolarmente critico" (da una ricerca di Manageritalia che ha elaborato dati diffusi dall'Istat e dall'Isfol). In effetti, presso gli uffici dell'Ispettorato del Lavoro di Milano mi è stato detto che dall'inizio dell'anno sono già più di 2000 le madri che hanno firmato lì le dimissioni (e sono solo quelle che lo fanno entro l'anno di vita del bambino).

Io abbandono dopo il secondo figlio: il rientro è stato critico e la cura di due figli non si può fare nei ritagli di tempo. Questa volta però non vacillo, anzi sono sollevata e fiduciosa nella exit strategy.
Certo che però, quei numeri, sono anche un po' una sconfitta.

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