25 settembre 2010

La ragazza coi cetrioli di Sisley è trasgressiva o solo volgare?

Da circa due settimane ad attendermi alla mia discesa dal treno in Stazione Centrale a Milano c'è questa pubblicità del marchio Sisley:

Gira incessantemente su uno dei due megaschermi che accolgono i viaggiatori, dura una manciata di secondi e in pratica è impossibile non guardarla. La prima mattina l'ho trovata banale e volgare, dalla seconda ho iniziato a trovarla fastidiosa.

Poi, all'esordio della Fashion Week di Milano leggo un'intervista ad Alessandro Benetton, Vice Presidente Esecutivo di Benetton Group. Alla domanda se anche la sua azienda si farà contagiare dalla moda dilagante di assoldare grandi firme per farsi disegnare una collezione, nello specifico per Sisley, ha risposto: "Abbiamo già degli ottimi stilisti per Sisley... e le sue campagne di comunicazione, sofisticate e trasgressive, unite all’attenzione per l’immagine, la ricerca e l’innovazione pongono il marchio al centro delle tendenze e dei movimenti contemporanei". Ovviamente la campagna di comunicazione se la fanno in casa, con Fabrica.

Ma a me invece la ragazza tra i cetrioli continua a urtare e quasi quasi la segnalo ai genitori del Moige: possibile che le uniche trasgressioni che si possono somministrare ai giovani siano a sfondo scontatamente sessuale?

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