20 aprile 2010

Parchi di provincia, parchi di città

Con la bella stagione sono tornata a frequentare i parchi giochi.
Questo lungo inverno non ha concesso a Bianca lunghe passeggiate con la carrozzina ne' tantomeno a Luigi frequenti puntate al parco cittadino più vicino a casa. A dire il vero ci abbiamo messo piede per la prima volta la settimana scorsa.

Non ero più abituata alla vita e soprattutto alle frequentazioni da parco cittadino e improvvisamente mi sono sentita come un'orso che esce coi suoi cuccioli dalla tana dopo un lungo letargo. In altre parole: al cospetto di una fauna di mamme accessoriate di figli e borse elegantissime ho avvertito la necessità di una visita dal parrucchiere e di un colorito meno cadaverico e sonnambulesco. L'indole dei frequentatori del parco cittadino era "da struscio" sul corso pedonale: ci si incontra, ci si saluta e si chiacchiera amabilmente aggiornandosi dopo la pausa invernale. Poi si passa alla mamma successiva.

Il giorno dopo per salutare la mia amica Laura, ancora una volta in partenza per Dubai, mi sono recata al parco di Villa di Serio: inutile negare la differenza di stile. Forse perché il parco offre giochi più articolati (per esempio, la carrucola sulla quale i bambini più grandi si lanciano per percorrere sospesi in aria un bel po' di metri), tavoli per le merende, il box per giocare con la sabbia e soprattutto una notevole quantità di spazio, ma le mamme con rispettiva prole avevano un'indole più domenicale, di chi nel parco ci va come nel cortile o nel giardino di casa propria. Ho partecipato anche io a una merenda in corso, ho perso di vista Luigi più di una volta e seduta su una panchina ho preso qualche raggio di sole.

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