26 aprile 2010

Varicella: antivirale sì o no?

Sabato scorso, come già due settimane fa, abbiamo trascorso la mattinata al pronto soccorso pediatrico (grazie al sistema sanitario italiano che prevede che i pediatri di base non lavorino il fine settimana). A tascinarci in ospedale la prima volta, un eccesso di scrupolo (Bianca, "aiutata" da Luigi, era caduta dal letto su uno spesso tappeto, ma bisognava scongiurare ogni ipotesi di trauma cranico); la seconda, dei sospetti pomfi sulla faccia, la testa e la pancia della piccola.
Dopo un'attesa di circa due ore in isolamento abbiamo ricevuto una diagnosi neanche troppo imprevedibile: varicella per tutti e due, più evidente per Bianca e più preoccupante dati i suoi soli cinque mesi di vita, agli inizi per Luigi.
La pediatra del pronto soccorso ci ha congedati raccomandando la somministrazione di un "EV" antivirale per Bianca solo in caso di diffusione pesante delle pustole. Inoltre, no bagni in acqua per tutti e due (il virus si espanderebbe di più), sì isolamento e no aria aperta.

Questa mattina chiamo La Pediatra di base e le faccio il resoconto del week end. Lei mi chiede se è stato somministrato subito l'antivirale a Bianca; dico di no e le spiego le eventualità indicate per la somministrazione.
"Errore! L'antivirale nei bambini sotto l'anno e in quelli sopra i dodici va somministrato entro le prime 48 ore dalla comparsa dei sintomi della varicella! Somministrarlo ora è inutile! E poi: sì all'acqua sulla pella, sì all'aria aperta, certo senza rischiare contagi".

Messo giù il telefono mi sono chiesta chi delle due avesse realmente ragione e soprattutto mi è rimasto un grosso interrogativo: in caso di peggioramento di Bianca, l'antivirale andrà somministrato o no?
Sconfortata, ancora una volta mi sono detta che la pediatria è tutto tranne che una scienza esatta.

20 aprile 2010

Parchi di provincia, parchi di città

Con la bella stagione sono tornata a frequentare i parchi giochi.
Questo lungo inverno non ha concesso a Bianca lunghe passeggiate con la carrozzina ne' tantomeno a Luigi frequenti puntate al parco cittadino più vicino a casa. A dire il vero ci abbiamo messo piede per la prima volta la settimana scorsa.

Non ero più abituata alla vita e soprattutto alle frequentazioni da parco cittadino e improvvisamente mi sono sentita come un'orso che esce coi suoi cuccioli dalla tana dopo un lungo letargo. In altre parole: al cospetto di una fauna di mamme accessoriate di figli e borse elegantissime ho avvertito la necessità di una visita dal parrucchiere e di un colorito meno cadaverico e sonnambulesco. L'indole dei frequentatori del parco cittadino era "da struscio" sul corso pedonale: ci si incontra, ci si saluta e si chiacchiera amabilmente aggiornandosi dopo la pausa invernale. Poi si passa alla mamma successiva.

Il giorno dopo per salutare la mia amica Laura, ancora una volta in partenza per Dubai, mi sono recata al parco di Villa di Serio: inutile negare la differenza di stile. Forse perché il parco offre giochi più articolati (per esempio, la carrucola sulla quale i bambini più grandi si lanciano per percorrere sospesi in aria un bel po' di metri), tavoli per le merende, il box per giocare con la sabbia e soprattutto una notevole quantità di spazio, ma le mamme con rispettiva prole avevano un'indole più domenicale, di chi nel parco ci va come nel cortile o nel giardino di casa propria. Ho partecipato anche io a una merenda in corso, ho perso di vista Luigi più di una volta e seduta su una panchina ho preso qualche raggio di sole.

12 aprile 2010

1 aprile 2010

Non è una Regione per donne

Il giorno dopo le elezioni il mio amico Marcello mi ha inviato un sms per chiedermi a chi avessi dato la mia preferenza di voto.
La mia risposta: a trascinarmi al seggio, oltre a uno stantio senso civico (e una tessera del PD che giace in qualche piega del mio portafoglio), è stato il desiderio di esprimere una preferenza di genere: ovvero, votare per una donna.

Credo però che in pochi abbiano ragionato come me, visto che su ottanta eletti nel Consiglio Regionale della Lombardia ci sono solo sette donne... Che dire? Forse per sostenere la politica di genere nel nostro paese, più che della legge sulle quote rosa c'è ormai bisogno di quella sulle specie protette.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...