30 marzo 2010

La prima volta che tradisci La Pediatra


Ci sono cascata, ho tradito La Pediatra (che visita solo nel suo studio, solo in certi giorni, se non è in vacanza) in nome della comodità. Mi sono fatta dare da un'amica il numero di un Pediatra A Pagamento Che Visita a Domicilio e ne ho pagato le vere conseguenze.

Giornate fredde e di pioggia, Luigi e Bianca si ammalano, chiaramente lui ha portato a casa dall'asilo qualche virus e lo ha passato a lei.
La mattina si svegliano (loro, io no perché non ho mai dormito), uno con febbre, l'altra raffreddata. Decido di chiamare il Pediatra A Pagamento Che visita a Domicilio e quando suona il campanello puntuale mi sembra una cosa meravigliosa.

Li visita entrambi, decreta una bella bronchite per Luigi, poi tira fuori il libretto per le prescrizioni mediche e comicia la litania: antibiotico, areosol, goccine da sciogliere in tisana (e chi l'ha mai propinata a Bianca rischiando di incogliere nelle ire de La Pediatra?), supposte, antimucolitici... Più lui scrive più io mi sento sprofondare: mi sta prescrivendo una quantità di medicinali che Luigi non ha mai assunto neanche in tre anni di vita! e se Bianca è solo raffreddata, perché mai propinarle tre diversi tipi di medicine?

Si congeda e io chiudo la porta alle sue spalle carica di ogni dubbio e perplessità. Che fare, passare davvero a un approccio pediatrico così radicalmente diverso da quello seguito fino a oggi? E la prossima volta chi glielo racconta a La Pediatra? E adesso? Panico!

Alla fine decido: chiamo La Pediatra, confesso le mie colpe e la diagnosi del Pediatra a Pagamento Che Visita a Domicilio e la imploro di visitare entrambi in mattinata nel suo studio. Lei all'inizio si irrigidisce, ma poi la mia captatio benevolentiae ("Prima di cominciare una terapia antibiotica, vorrei che lei visitasse Luigi") funziona.

Responso de La Pediatra: non c'è bronchite, per ora no antibiotico, sì areosol e lavaggi del nasino. L'antibiotico solo in caso di peggioramento e dolore all'orecchio. E così è stato.

Che dire: la lezione mi è servita, non tradirò più La Pediatra.

11 marzo 2010

L'ASL e le torte di compleanno

Oggi è il compleanno di Luigi, il terzo.
Per festeggiare durante la merenda di questo pomeriggio la direttrice dell'asilo mi ha chiesto di portare torte e succhi, e si è raccomandata: "Le torte devono essere confezionate, come quelle del Mulino Bianco, che riportano bene tutti gli ingredienti sulla scatola. Dovesse passare l'Asl e trovare i bambini che mangiano torte fatte da voi mamme saremmo nei guai!"

Mi sono attrezzata, e rifiutandomi di comprare le tortine suddette ho optato per quelle fresche di panetteria. Ma per farle passare al controllo della direttrice ho dovuto chiedere al panettiere di timbrare il foglio di carta su cui erano riportati gli ingredienti.

A me questo scrupolo dell'Asl pare un po' eccessivo. Non mi risulta che ai nostri tempi qualche bambino sia mai stato avvelenato da una torta di compleanno "home made". E poi non sono i pediatri italiani quelli che vietano le tanto vituperate "merendine"? Quelli che attribuiscono l'obesità infantile al consumo di prodotti da forno confezionati a base di grassi ignoti e conservanti ?? Quelli che dicono che le mamme nostrane non cucinano più come una volta???
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...