20 dicembre 2010

Laboratorio di tennis

La scorsa settimana noi mamme siamo state invitate all'ultimo incontro del laboratorio di tennis organizzato dal Tennis Club Montecchio di Alzano Lombardo (Bg) a cui l'asilo di Luigi ha aderito. E' stato molto carino assistere a una specie di "saggio" conclusivo del ciclo di sei/sette incontri.
I bambini erano tutti molto entusiasti, sia di vederci nell'oratorio dove si è svolto il tutto sia di prendere parte alle diverse attività che venivano loro proposte. Infatti, non si è tratttato di un corso di tennis (davvero prematuro a questa età), ma di un avviamento allo sport, attraverso giochi e percorsi che stimolano la psicomotricità, l'interazione, la logica e poi anche un primo uso della racchetta (piccola e leggera) e della pallina (anche queste più leggere). Sono rimasta davvero stupita dalla concentrazione di alcuni bambini di soli quattro anni nel colpire le palline, sia in diritto che in rovescio, e anche dalla disciplina che un solo maestro riusciva a ottenere. Lo consiglio!





18 dicembre 2010

L'albero di Natale

I
l primo che realizziamo in casa nostra, ma gli addobbi sono quelli di sempre, raccolti in vent'anni di tradizione natalizia. L'albero è vero e prometto che verrà trapiantato, non appena farà un po' più caldo, nel giardino di Castelnuovo.

10 dicembre 2010

Quasi quasi smetto di sciare...

Per portare Luigi sugli sci.

Vestiti con pantaloni e giacca da sci, vestilo, carica sci e scarponi in macchina, caricalo in macchina.
Si arriva alle piste. Scarica sci e scarponi dalla macchina, scaricalo, mettiti gli scarponi, mettigli gli scarponi, il casco, i guanti, aggancia gli sci, agganciagli gli sci. Mettiti gli sci in spalla, trascinalo fino al tapis roulant, scendi con lui dal falso piano (per almeno 10 volte).
Torna alla macchina, togliti gli scarponi, mettiti i doposci, togligli gli scarponi, i guanti e il casco, mettigli i doposci, caricalo in macchina, carica sci, scarponi e varie in macchina.
Si arriva a casa. Scendi dalla macchina, scarica sci, scarponi e varie. Prendilo in braccio (nel frattempo si è addormentato), portalo in casa, svestilo e mettilo a letto.
Nel frattempo si è svegliato: "Mamma, adesso facciamo un pupazzo di neve!"

Siamo certi che a Natale le vacanze si faranno in montagna?

1 dicembre 2010

Trenini in legno. Le marche compatibili

I primi binari e trenini in legno con attacchi magnetici regalati a Luigi erano di marca Sevi. Non immaginavo che la casa produttrice fosse stata così lungimirante da produrre pezzi compatibili con quelli di molte altre marche, a loro volta da molto tempo fra loro compatibili.

A partire infatti dai trenini Brio e Eichhorn (si torna agli anni 50 e 60), altre case produttrici di giochi in legno si sono adeguate. Ovviamente la compatibilità più importante è quella dei pezzi che compongono i binari. Di fatto gli incastri per congiungere un pezzo all'altro non sempre sono identici e collegare binari di marche diverse a volte richiede un minimo di forzatura. Ma il tutto funziona e si creano circuiti che rischiano di invadere mezza casa!

Ecco le marche compatibili: Thomas & Friends, Brio (il più caro, ma adesso si compra anche nei negozi Unicef), Sevi (non vende i binari separatamente dai treni), Eichhorn (a volte si trova in offerta al Lidl o nelle Coop e ha un'enorme assortimento di binari, curve, scambi, ponti, rilievi...), Ikea (con la serie Lillabo) e Heros.
 Foto via Ohdeedoh

29 novembre 2010

La casalinga perfetta

Non traete subito delle conclusioni sbagliate! Non voglio trasformarmi in una casalinga full time, ma la figura della perfetta padrona di casa esercita da sempre su di me un grande fascino.
In questo blog sono tornata spesso sull'argomento. In passato ho parlato di Una casa perfetta e della mia dedizione all'Enciclopedia delle donne, dei miei tentativi hand made, di qualche prova in cucina, e sugli scaffali della libreria annovero titoli come "Il piacere della casa" di Irma D'Aria, "Domestic Bliss" di Rita Konig, "Space Clearing" di Karen Kingston... Qualcuno, in malafede, potrebbe evidenziare una contraddizione con altri titoli proposti sempre in questo blog, ma vi assicuro che non c'è. Non è detto che collezionare canovacci da cucina faccia automaticamente di te una nostalgica prefemminista!

Insomma, mi gratifica occuparmi della casa in modo "ludico", ovvero evitando il più possibile di lavare vetri e pavimenti o stirare decine di camicie, per dedicarmi ad attività come: la profumazione di cassetti e armadi, l'acquisto di tessili per il bagno, il wallcovering, il gardening da balcone... Attività che mi attraggano ma che alla fin fine ad oggi ho praticato poco: la scusa è sempre stata la mancanza di tempo.

La lunga premessa per dire che visto la pecurialità del periodo, mio e dell'anno, mi vorrei dedicare con attenzione e dispendio di tempo alla ricerca (oltre ovviamente di un lavoro)... di decorazioni natalizie per casa e balcone. E mi metterò alla prova anche con il fai da te.
Stay tuned!

21 novembre 2010

1 candelina anche per Bianca

Piccola festa di compleanno anche per Bianca. Chissà lei cosa ha realizzato, tra nonni, zie, cuginetti e candeline accese sulla torta? La mia impressione, però, è che si sia divertita.
Nella foto: con la zia spegne ben due candeline (Luigi ha messo probabilmente alla prova le capacità della sorella di contare, lei ha raccolto la sfida e ha tentato di spegnerle, invano)

19 novembre 2010

Sono una statistica vivente - 2

In postazione al pc
Circa due anni fa scrivevo questo post, affaticata e scoraggiata dopo il rientro al lavoro dalla prima maternità. Allora scoprivo di riassumere in me tutte le sfighe delle "Grande oppressa dalla società maschilista italiana" e iniziavo a vacillare.

Oggi scopro di essere esponente di un altro preoccupante trend che riguarda le mamme italiane: "il 27% delle donne occupate lascia il lavoro dopo la nascita del primo figlio. E nel 90% dei casi la motivazione principale dell’abbandono del lavoro è legata proprio alle esigenze di cura dei figli... e spesso il rientro è particolarmente critico" (da una ricerca di Manageritalia che ha elaborato dati diffusi dall'Istat e dall'Isfol). In effetti, presso gli uffici dell'Ispettorato del Lavoro di Milano mi è stato detto che dall'inizio dell'anno sono già più di 2000 le madri che hanno firmato lì le dimissioni (e sono solo quelle che lo fanno entro l'anno di vita del bambino).

Io abbandono dopo il secondo figlio: il rientro è stato critico e la cura di due figli non si può fare nei ritagli di tempo. Questa volta però non vacillo, anzi sono sollevata e fiduciosa nella exit strategy.
Certo che però, quei numeri, sono anche un po' una sconfitta.

5 novembre 2010

Sta zitta sii bella

Ovvero, "Perché l'Italia di oggi offende le donne". Una collega mi ha prestato questo libro di Michela Marzano invitandomi a leggerlo. Me ne aveva parlato qualche giorno fa e il fatto che lo abbia portato in ufficio senza che io ne facessi richiesta forse è l'atto che suggella la lettura di questo breve saggio: fare passaparola. Invitando le amiche, colleghe, sorelle a opporre resistenza al trend negativo che riguarda lo stato dei diritti e più in generale lo stile di vita delle donne italiane.
Non posso che condividere quello che scrive questa giovane (classe 1970) filosofa che ovviamente insegna e lavora fuori dall'Italia (a Parigi). Non entro nel merito delle sue analisi e osservazioni su diritti civili, percezione del corpo femminile, maternità, discriminazioni varie . Riferisco solo che alla lettura di ogni paragrafo non posso fare a meno di pensare a Bianca e a quello che la attende. Per lei auspico qualcosa di meno avvilente di ciò che viviamo noi nella quotidianità, ma soprattutto spero non subisca il condizionamento dei modelli femminili in auge. Io intanto, anche per il suo bene, inviterò quante più amiche a leggere questo libro.

1 novembre 2010

I bambini usano l'ironia già a 4 anni?

Ricordo poco dei miei studi universitari, del resto sono passati quasi vent'anni dal mio primo esame. Si trattava del corso di Pedagogia, docente Susanna Mantovani. Non ricordo il tema del corso monografico, forse riguardava Piaget. Mi è sempre rimasta impressa invece la faccenda dell'incapacità dei bambini di cogliere il vero significato di frasi e discorsi in cui si usano ironia e sarcasmo. Di fatto un bambino non sarebbe in grado, fino ai 10 anni, di capire una battuta ironica e rimarrebbe disorientato da affermazioni che per lui vanno intese solo nel loro senso letterale. Di qui l'oppurtunità di evitare tale registri comunicativi.
Oggi su Repubblica viene pubblicato questo articolo, dove si cita una ricerca canadese che sembra smentire quanto detto sopra: "I bambini ci guardano, e ci prendono in giro, usando sapientemente un bagaglio che a tre anni arriva a mille diverse parole, e di lì in poi viaggia velocissimamente e continua a evolvere in espressioni, sfumature, capacità di interazione". Tuttavia, pare che non tutti i piccoli siano in grado di inviare correttamente messaggi ironici/scherzosi, ma che solo alcuni abbiano questo "dono", in relazione anche all'intelligenza personale e all'ambiente nel quale crescono.
A sostegno di questa tesi la giornalista Vera Schiavazzi porta anche "l'esperienza concreta che viaggia sui blog per sole mamme", nei quali - si sa - le prodezze verbali dei piccini la fanno da padrone. Per poi conclude che forse "esiste una proporzione tra le esagerazioni verbali dei genitori e quelle dei figli".

Io non sono molto persuasa delle conclusioni di questo studio. Mi sembra di capire che alla fin fine i piccoli "scimiottano" i grandi che vivono con loro e quindi possono scherzare o ripetere in modo opportuno battute di cui però non capiscono a fondo il significato. L'esperienza personale a me dice che poi i bambini rimangono sostanzialmente incapaci di recepire correttamente affermazioni o osservazioni ironiche e, peggio, sarcastiche.

31 ottobre 2010

Le fattorie didattiche

Grazie a una gita organizzata dall'asilo di Luigi e Bianca, ho scoperto l'esistenza delle cosiddette fattorie didattiche (qui un link che elenca le fattorie didattiche della Lombardia).
La visita si è tenuta al Fontanile Tallarini, tenuta di Gandosso (BG) dove si coltiva e si produce vino nell'apposita cantina. A dire il vero, ero già stata in questa fattoria, ma in occasione di un matrimonio d'estate (che caldo che faceva!).
Luigi ci è andato invece in ottobre per fare l'esperienza della vendemmia: credo gli sia piacuto, anche se in realtà la spremitura dell'uva è stata fatta a mano e non con i piedi. E' seguita all'attività didattica (visita al vigneto, raccolta dei grappoli, visita alla cantina...) una merenda e pare che i bambini abbiano poi giocato all'aria aperta posticipando di un bel po' il rientro per il pranzo. Meglio così!

25 ottobre 2010

Le idee confuse

La mattina già non è facile, tantomeno di lunedì, se poi ci si mette anche Trenitalia le cose si complicano davvero!


11 ottobre 2010

La festa del mais spinato a Gandino

Sabato pomeriggio abbiamo trascorso qualche ora sulla piazza di Gandino (Bg, in Val Seriana). L'occasione era l'annuale festa del mais spinato (I Giorni del Melgotto), una varietà di pannocchia tipica di questa zona nel secolo scorso, la cui coltivazione e stata oggi reintrodotta grazie soprattutto alla collaborazione con il centro di maiscoltura di Bergamo.
La festa era pensata soprattutto per i più piccoli, a cui e stato insegnato come scartocciare le pannocchie,come sgranarle con una macchina a manovella oppure con una specie di grattugia e alla fine come macinarle per ottenere la farina (ovviamente con un macinino manuale). Molto carino il tutto, gustoso anche il pane (la Garibalda) offerta con la Nutella e il te!



25 settembre 2010

La ragazza coi cetrioli di Sisley è trasgressiva o solo volgare?

Da circa due settimane ad attendermi alla mia discesa dal treno in Stazione Centrale a Milano c'è questa pubblicità del marchio Sisley:

Gira incessantemente su uno dei due megaschermi che accolgono i viaggiatori, dura una manciata di secondi e in pratica è impossibile non guardarla. La prima mattina l'ho trovata banale e volgare, dalla seconda ho iniziato a trovarla fastidiosa.

Poi, all'esordio della Fashion Week di Milano leggo un'intervista ad Alessandro Benetton, Vice Presidente Esecutivo di Benetton Group. Alla domanda se anche la sua azienda si farà contagiare dalla moda dilagante di assoldare grandi firme per farsi disegnare una collezione, nello specifico per Sisley, ha risposto: "Abbiamo già degli ottimi stilisti per Sisley... e le sue campagne di comunicazione, sofisticate e trasgressive, unite all’attenzione per l’immagine, la ricerca e l’innovazione pongono il marchio al centro delle tendenze e dei movimenti contemporanei". Ovviamente la campagna di comunicazione se la fanno in casa, con Fabrica.

Ma a me invece la ragazza tra i cetrioli continua a urtare e quasi quasi la segnalo ai genitori del Moige: possibile che le uniche trasgressioni che si possono somministrare ai giovani siano a sfondo scontatamente sessuale?

15 settembre 2010

Back to work

Lunedì 13 sono tornata a lavorare dopo un anno esatto di maternità. Ecco le prime impressioni, per ora positive. Per quelle negative mi sa che c'è tempo.

Il viaggio in trenoI treni che pendolano tra Bergamo e Milano sono diventati un po' più veloci. Purtoppo sono sempre sporchi uguali, ma visto che voglio essere positiva aggiungo: l'aria condizionata al pomeriggio funziona. Inoltre ho finalmente provato l'ebbrezza di un simil diretto tra Bergamo e Milano Centrale: il treno delle 16.10 ferma a Lambrate, Pioltello, Verdello e poi Bergamo: un miracolo!

Gli orari di lavoro
Sono rientrata con le sei ore che spettano alle mamme fino all'anno di età dei piccoli: dovrebbe essere sempre così.

La location
Strano termine da usare quando si parla del posto in cui si lavora, eppure mi sento di farlo. Mentre ero a casa in maternità i nostri uffici hanno traslocato e finalmente ci siamo lasciati alle spalle la squallida zona di via Farini e Valtellina. Ora siamo in un edificio dotati di un bar al piano terra (e non in uno scantinato), di finestre che si aprono, di un ingresso che ti invita a entrare... e soprattutto di una fermata della metropolitana appena fuori dalle porte dell'ufficio, che ti aspetta anche per fare qualche rapido giretto nella gran Milan.

La mensaE' la prima volta nella vita che provo l'ebbrezza del pasto in mensa. In fin dei conti non è male poter evitare di scegliere ogni sacrosanto mezzogiorno tra i bar e i locali meno peggio della zona per recarsi come un automa alla mensa aziendale.

I colleghi
Non erano esattamente tutti quelli che c'erano un anno fa, ma quelli rimasti sembravano felici di rivedermi :-)

9 settembre 2010

AAAA... asilo affittasi


Una mattina, serena delle tue scelte, ti incammini con i tuoi due figli verso la scuola materna/asilo-nido a cui li hai iscritti dopo estenuanti mesi di riflessioni e considerazioni. Giri l'angolo e vedi un cartello appeso al cancello dell'asilo che recita: "L'agenzia immobiliare Tal dei Tali AFFITTA intero edificio ...".

Un colpo al cuore: l'asilo in affitto? Cosa significa, che ci buttano tutti fuori? Panico!
Mi informo presso la direzione: poche le certezze, ma di sicuro la cosa andrà per le lunghe. Chi se la sentirà mai di comprare o affittare una struttura al cui interno si trova una scuola per l'infanzia?

Intanto io, per non accelerare i processi, ho tagliato il numero di telefono dalla foto qui sopra. Non si sa mai che a qualcuno di voi venga in mente di affittare o comprare l'asilo di Luigi e Bianca :-)

7 settembre 2010

Ho visto due papà fare l'inserimento delle figlie al nido

Quando avevo inserito Luigi all'asilo nido di papà non ne avevo visti, questa volta invece ne ho conosciuti ben due. Un buon segno direi! Certo che però la fenomenologia del genitore in fase di inserimento è ben diversa da papà a mamme.

Le mamme in generale si attardano con i loro pargoli sul tappeto ricoperto di giochi nella stanza di accoglienza e intanto scrutano ogni particolare dell'ambiente e delle presenti. Alcune chiedono alle maestre informazioni su orari e corredini, altre ansiose raccontano di allergie, abitudini alimentari e orari di sonnellini dei rispettivi figli. Le più implacabili denunciano la potenziale pericolosità di alcuni oggetti in dotazione al cestino dei tesori e controllano inflessibili che la struttura sia a norma di sicurezza.

I due papà invece si sono trattenuti con le loro bimbe nella sala di accoglienza conversando amabilmente con altre mamme; poi, quando le maestre hanno invitato chi lo desiderasse ad uscire in giardino, si sono spostati con le loro piccole all'esterno. Dopo circa un quarto d'ora conversavano amabilmente fra di loro appoggiati ad un muretto sotto un albero. Le due bambine giocavano, peraltro pacificamente, cinguettando tra le braccia delle educatrici. E' ovvio che in prima o in seconda battuta sono passate o passeranno le mamme a spiegare alle educatrici quanto detto sopra.

L'inserimento di Bianca comunque procede bene, molto lentamente per darle il tempo di abituarsi a nuove facce, a nuovi ambienti e alla sua nuova vita per i prossimi dieci mesi. In fin dei conti questo strano limbo, in cui io mi trovo con lei, sta dando modo anche a me di "inserirmi" nel nido, di conoscere gli altri bambini per nome, le educatrici, le ausiliarie, gli spazi... ovvero la futura quotidianità di Bianca. Con Luigi non avevo capito quanto anche il mio inserimento fosse importante, questa volta non ripeterò l'errore!

6 settembre 2010

New look

Che ne dite del nuovo design del mio blog? Finalmente anche Bianca è nella foto di apertura!

Una vaporiera può migliorarti la vita?

Per vaporiera intendo qull'elettrodomestico che cuoce velocemente e in contemporanea i cibi a vapore, in particolare pesce, verdure e riso... ovvero buona parte di ciò che un neonato mangia durante lo svezzamento.
Eccola... ne sono particolarmente orgogliosa, già mi fa sentire più efficiente e organizzata in previsione del mio rientro al lavoro. E anche più sana e in procinto di dimagrire!

30 agosto 2010

Una mattina all'Ikea

Sono una delle più fervide sostenitrici del modello, mi piace il design nordico e apprezzo i luoghi dove sei ben accetta con figli, ma non mi illuderò mai più che i bambini (almeno i miei) si possano divertire all'Ikea mentre i genitori spensierati fanno shopping tra copripiumini e ciotole di legno.

Giovedì, dopo aver organizzato la mattinata di Bianca, ho prelevato Luigi e ci siamo buttati in autostrada in direzione Brescia. A dire la verità qualche segnale di scoraggiamento l'ho avuto, ma non vi ho prestato attenzione.
Nell'ordine: ho scoperto dopo i primi cinque minuti di viaggio che l'aria condizionata dell'auto non funzionava; ho sbagliato uscita dell'autostrada e sono dovuta tornare indietro di un casello; a 500 metri dall'arrivo l'auto ha iniziato ad arrancare, dando strani segni di agonia.

Dubbiosa sul da farsi ma praticamente a destinazione, ho deciso di persistere e di parcheggiare nei sotterranei dell'Ikea di Roncadelle.
Scopro prima che siamo arrivati con 45 minuti d'anticipo; e poi, quanto alle famose nursery con le palline, che Luigi non ne vuole sapere, tantomeno restarsene lì da solo in compagnia di una sconosciuta.

Entriamo quindi insieme nell'area esposizione e successivamente nel mercato: subito Luigi inizia la litania "ho sonno, andiamo a casa, comprami quel cagnolino". Io, sempre con l'occhio all'orologio, compro velocemente le cose segnate nella lista della spesa ma già penso con apprensione al ritorno su una macchina forse in panne.

Risultato: trovo (anche perché cerco poco) solo la metà deglia articoli della mia lista (frutto di una stesura lunga circa 10 mesi), mentre Luigi esce trionfante con un cagnolino di peluche maculato e il libricino "Coccodrilla cerca casa" sottobraccio. Non sto a raccontare il viaggio di rientro tutto in prima corsia tra i tir, nell'eventualità che la macchina si fermasse.

Che fatica!

24 agosto 2010

Vacanze offline






Dopo due mesi, rieccomi ad aggiornare il mio blog. Due mesi che ho trascorso sconnessa da ogni network, senza quasi mai consultare la mail, senza accedere al blog e senza leggere nessun quotidiano online.
Ho vissuto senza interruzione di sorta tra le montagne del Trentino e quelle austriache, in costante compagnia di Bianca e Luigi (Cesare è stato con noi per tre settimane di ferie e nei week end), frequentando malghe, prati, boschi e mucche a non finire.
Ora mi sento quasi in colpa e in dovere (oltre che di riprendere a lavorare dopo questa infinita maternità) di comprare uno "smartphone" e magari di vagheggiare un iPad.
Mi restano ancora tre settimane di vita offline. Poi, dopo, sarò pesantemente online.

28 giugno 2010

Dormire va di moda

Sarà che negli ultimi sette mesi gli ho dedicato poche ore (o meno di quante avrei desiderato), ma sono diventata molto attenta al tema del sonno.

Fino a qualche mese fa non mi sfuggivano libri e articoli che invitano a rallentare i ritmi frenetici sul lavoro, nella vita quotidiana e addirittura nell'attività di genitori (così scrivevo due anni fa a proposito di slow parenting). Leggerli mi aiutava a placare l'ansia, riducendo i sensi di colpa per tutte le cose non fatte nel corso di giornate sempre troppo corte. Di ieri, sul Corriere, un bellissimo elogio all'ozio, che sottoscriverei dalla prima all'ultima citazione.

Ultimamente invece ad attrarre la mia attenzione sono articoli, post (questo nientemeno che di Arianna Huffington) e studi dedicati al sonno. Per esempio, il capitolo "Dormire bene per pensare bene" del libro Il cervello Istruzioni per l'uso di John Medina così si conclude: "La mancanza di sonno compromette l'attenzione, le funzioni esecutive, la memoria di lavoro, l'umore, le competenze quantitative, il regionamento logico e persino la destrezza motoria."

Mi chiedo se sono davvero io che ormai in preda a un desiderio cronico di dormire vedo il tema del sonno alla ribalta, o se davvero sta prendendo piede una nuova moda: quella che per vivere bene, almeno un terzo della vita va trascorso dormendo (alla faccia di movida, Internet, Facebook, videogiochi...).

23 giugno 2010

Gelosia tra fratelli

E chi l'avrebbe detto che l'acme della gelosia di Luigi per Bianca sarebbe giunto con lo svezzamento della piccola? Credevo infatti che il peggio per lui fosse vedermi mentre allattavo al seno Bianca, e invece le rimostranze vere sono iniziate da quando la imbocco. Per dimostrarmi la sua contrarietà a questa nuova fase della vita della sorella, da un mese a questa parte Luigi non ha trovato di meglio che inscenare ad ogni pasto (colazione e merenda comprese) scioperi della fame e azioni di disturbo a beneficio dei presenti, in particolare mio e del padre.
All'asilo mi dicono che invece tutto procede per il meglio, anche a tavola: anzi, lì si abbuffa, costretto a compensare i digiuni domestici.

Leggo sui manuali di pediatria che questo è un momento in cui i genitori devono avere particolare comprensione verso il primo figlio, in cui è meglio fingere di nulla a tavola per fare in modo che la sequenza dei ricatti si interrompa, in cui è fondamentale essere coerenti con le posizioni assunte per contrastare le rimostranze del primogenito. Ma vi assicuro che è difficilissimo mantenere la calma di fronte all'ennesimo rifiuto, all'ennesimo "beeh, che schifo!", "no!" e simili. E non credo neanche che la pazienza infinita, che ti porta a imboccare e tenere sulle ginocchia un bambino già perfettamente in grado di sfamarsi da solo, sia la strategia vincente (anche perché ci ho provato: oltre a essere controproducente i risultati in termini di cibo ingerito lasciano a desiderare).
E poi, mi chiedo, quando finirà l'asilo e saremo in vacanza come la metteremo? Lo sciopero della fame si interromperà? Speriamo che l'aria di montagna faccia miracoli.

p.s. chiudo il post con questa bella foto foto di Bianca e Luigi perché in fondo sono convinta che i due si vogliano già molto bene :-)

14 giugno 2010

Bilancio di una vacanza al mare

L'assenza dal blog in questi ultimi giorni è dovuta a una vacanza a San Remo, o meglio, a un tentativo di vacanza. Darò solo qualche numero per farne un resoconto:
- nonne presenti: 2
- figli a carico: 2 (e fin qui il bilancio poteva essere positivo)
- bagni balneabili a San Remo: 0 (a maggio si sono rotte le fogne della città, per cui la balneazione è proibita)
- giorni di vento tale da rendere inaccessibili anche le spiagge: 2
- giorni di sole: 3
- febbre della Bianca a partire da giovedì: 38,3 C°
- code sulla strada del ritorno: 3 (sull'Aurelia, in tangenziale a Milano e tra Milano e Bergamo)

La prossima vacanza la tenteremo in montagna.

31 maggio 2010

Zero in ambiente

L'anno scorso mi preoccupavo molto per il fatto che Luigi, bambino cittadino, viva assai poco a contatto con la natura. Il libro di Richard Louv - che parla di Nature Deficit Disorder - mi aveva messo in allarme: pare infatti che il gioco in spazi verdi induca pace, capacità di autocontrollo e autodisciplina nei piccoli e che il contatto con la natura sia curativo per i bambini che soffrono di Adhd (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività) o di alcune manifestazioni dell'autistismo.

Di questi giorni è invece la pubblicazione di uno studio Ue sulla situazione dello smog in Lombardia. Pare che sia stato dissotterrato dai cassetti della Regione grazie alla sollecitudine dei combattivi Genitori Antismog. Conclusioni: dopo tre anni di ricerche, gli scienziati della Commissione europea (Jrc) che ha sede a Ispra hanno messo in relazione smog e salute; i composti cancerogeni del Pm10 in Lombardia provocano un rischio di cancro appena inferiore al rischio medio provocato «dall’inquinamento negli Stati Uniti». Prima causa: i trasporti su strada.

Insomma, l'ambiente in cui vivono Luigi e Bianca è malsano da ogni punto di vista: se non gli accorcerà la vita li renderà sicuramente più stressati e nevrotici. La loro mamma ha un bel da fare a prendere treni, spingere passeggini sempre più carichi di bambini, borsine e giocattoli, servirsi nei negozi sotto casa e sfruttare parchi e asili nelle vicinanze. Intanto tutti e tre ci respiriamo le polveri sottili di chi della qualità dell'aria e della vita in questa regione se ne fa un baffo!
Davvero sono molti e gravi i motivi per cui è necessario allontanarsi il più spesso possibile dalle città, soprattutto lombarde: farò mia con solerzia anche questa missione.

26 maggio 2010

E io invece do ragione alla Gregoraci

Tutti adesso danno addosso a Elisabetta Gregoraci per la storia del latte che le è sparito dopo lo spettacolare sequestro del mega yacht Force Blue su cui viveva con il figlio di due mesi. E invece io la capisco eccome!
Sballottare un neonato da una casa all'altra, fargli cambiare inopportunamente aria e abitudini è la peggiore delle pene che gli si possa infliggere. Anche la piccola Bianca, come Nathan Falco Briatore, ha molto sofferto la scorsa settimana, quando, non la guardia di finanza ma la sua stessa madre l'ha sballottata nel giro di una settimana prima a Sanremo, poi a Aix en Provence con relativi viaggi di andata e ritorno, facendola dormire in due letti e almeno tre stanze diverse.
Risultato: era isterica, è diventata stitica, ha iniziato a svegliarsi tre/quattro volte per notte (abitudine che ancora non ha perso). E ora anche io posso dire di aver vissuto un "terribile incubo". Quasi quasi apro un gruppo di sostegno su Facebook...

12 maggio 2010

La pasta brisée con la farina di farro

Devo ringraziare le colleghe amiche Fru e Anna Paola che mi hanno fatto scoprire il mondo dei cereali in cucina. Una mi ha regalato un utilissimo libricino (Il Pentolino) con tante ricette a base di orzo, farro, miglio ecc. adatte anche ai bambini, l'altra ha passato pause pranzo e caffé a indottrinarmi sulla bontà dei cereali e sulla necessità di una dieta che ne contempli l'alternanza.

Ecco quindi un interessante esperimento: la pasta brisée a base di farina di farro integrale e a basso contenuto di burro. Ecco gli ingredienti:

350 gr di farina di farro integrale
200 gr di robiola (AP suggerisce il caprino)
50 gr di burro
un pizzico di sale

Ho impastato il tutto con il mixer, lasciato riposare 10 minuti e poi steso direttamente sulla carta da forno. Ho sbagliato lo spessore, avrei dovuto tirare maggiormente la pasta (a uno spessore di 1 mm sarebe stato meglio), ma il micro mattarello a rullo non mi consentiva una performance del genere. Infine ho farcito come una normale torta salata e messo in forno già caldo a 220°C per 45 minuti.
Non male, ma la prossima volta provo la variante farina di kamut + farro.

PS: ma ai bambini piacciono le torte salate?

Architetture di cuscini

Uno dei miei giochi preferiti da piccola: come negarlo a Luigi??



Via Smallable.com

5 maggio 2010

Gli Alpini a Bergamo

Questa la vista che si gode oggi dal mio bellissimo terrazzo:


Il prossimo fine settimana Bergamo ospiterà l'83esima adunata nazionale degli Alpini.
Più o meno so già cosa aspettarmi, la nostra città non è nuova all'evento, già vi si prestò quando frequentavo la prima liceo (era il 1986, bei tempi...). Ricordo il clima festoso, la confusione e una moltitudine di alpini in giro un po' alticci. E dato che il meccanismo che in queste occasioni funziona meglio è lo stesso che trasforma fiumi di birra all'Oktoberfest, ecco che la città è stata preventivamente disseminata di numerose postazioni di bagni chimici. Che la dicono lunga sul vero spirito dei festeggiamenti, aldilà delle parate e delle commemorazioni in programma :-)

1 maggio 2010

Mariastella, che beatitudine!

"E' proprio come dicono. Uno stato di beatitudine che dà una forza incredibile, che non conoscevo. Ti senti più forte di prima". Le dichiarazioni appena rilasciate dal ministro Mariastella Gelmini nell'intervista a Io Donna di oggi proprio non mi vanno giù. Tralascio l'affermazione: "stare a casa dopo il parto? Lo giudico un privilegio" (anni di battaglie che se ne vanno in fumo, senza peraltro alcun accenno alla situazione pietosa dei servizi per l'infanzia nel nostro Paese e alla ancor più deprimente situazione dell'occupazione femminile).
Ma sulla retorica della beatitudine di essere madre invece non posso non innervosirmi. E' vero, avere dei figli è forse l'esperienza più totalizzante e completa della vita, insieme alle sensazioni che si vivono e alla profondità dei sentimenti in gioco. Ma perché tacere su tutto il resto, ovvero la quotidianità concreta fatta anche di momenti critici, a volte di sconforto altre di affaticamento? Perché tornare indietro di cent'anni nella visione della maternità, negandole la sua complessità? Ci sono ormai molti modi in cui le donne decidono di vivere il momento della nascita di un figlio, alcune addirittura rivendicano il diritto di non desiderarlo, altre predicano la liberazione dai figli scimpanzé e altre analizzano senza retorica la solitudine delle madri nella società di adesso.
A me la risposta che viene è che affermazioni come quelle sopra si fanno quando non si vive fino in fondo la maternità (negandosi così di capirla) e quando se ne delegano gli aspetti più prosaici. Quando insomma, non si vive la maternità per quel cataclisma che inevitabilmente è.

26 aprile 2010

Varicella: antivirale sì o no?

Sabato scorso, come già due settimane fa, abbiamo trascorso la mattinata al pronto soccorso pediatrico (grazie al sistema sanitario italiano che prevede che i pediatri di base non lavorino il fine settimana). A tascinarci in ospedale la prima volta, un eccesso di scrupolo (Bianca, "aiutata" da Luigi, era caduta dal letto su uno spesso tappeto, ma bisognava scongiurare ogni ipotesi di trauma cranico); la seconda, dei sospetti pomfi sulla faccia, la testa e la pancia della piccola.
Dopo un'attesa di circa due ore in isolamento abbiamo ricevuto una diagnosi neanche troppo imprevedibile: varicella per tutti e due, più evidente per Bianca e più preoccupante dati i suoi soli cinque mesi di vita, agli inizi per Luigi.
La pediatra del pronto soccorso ci ha congedati raccomandando la somministrazione di un "EV" antivirale per Bianca solo in caso di diffusione pesante delle pustole. Inoltre, no bagni in acqua per tutti e due (il virus si espanderebbe di più), sì isolamento e no aria aperta.

Questa mattina chiamo La Pediatra di base e le faccio il resoconto del week end. Lei mi chiede se è stato somministrato subito l'antivirale a Bianca; dico di no e le spiego le eventualità indicate per la somministrazione.
"Errore! L'antivirale nei bambini sotto l'anno e in quelli sopra i dodici va somministrato entro le prime 48 ore dalla comparsa dei sintomi della varicella! Somministrarlo ora è inutile! E poi: sì all'acqua sulla pella, sì all'aria aperta, certo senza rischiare contagi".

Messo giù il telefono mi sono chiesta chi delle due avesse realmente ragione e soprattutto mi è rimasto un grosso interrogativo: in caso di peggioramento di Bianca, l'antivirale andrà somministrato o no?
Sconfortata, ancora una volta mi sono detta che la pediatria è tutto tranne che una scienza esatta.

20 aprile 2010

Parchi di provincia, parchi di città

Con la bella stagione sono tornata a frequentare i parchi giochi.
Questo lungo inverno non ha concesso a Bianca lunghe passeggiate con la carrozzina ne' tantomeno a Luigi frequenti puntate al parco cittadino più vicino a casa. A dire il vero ci abbiamo messo piede per la prima volta la settimana scorsa.

Non ero più abituata alla vita e soprattutto alle frequentazioni da parco cittadino e improvvisamente mi sono sentita come un'orso che esce coi suoi cuccioli dalla tana dopo un lungo letargo. In altre parole: al cospetto di una fauna di mamme accessoriate di figli e borse elegantissime ho avvertito la necessità di una visita dal parrucchiere e di un colorito meno cadaverico e sonnambulesco. L'indole dei frequentatori del parco cittadino era "da struscio" sul corso pedonale: ci si incontra, ci si saluta e si chiacchiera amabilmente aggiornandosi dopo la pausa invernale. Poi si passa alla mamma successiva.

Il giorno dopo per salutare la mia amica Laura, ancora una volta in partenza per Dubai, mi sono recata al parco di Villa di Serio: inutile negare la differenza di stile. Forse perché il parco offre giochi più articolati (per esempio, la carrucola sulla quale i bambini più grandi si lanciano per percorrere sospesi in aria un bel po' di metri), tavoli per le merende, il box per giocare con la sabbia e soprattutto una notevole quantità di spazio, ma le mamme con rispettiva prole avevano un'indole più domenicale, di chi nel parco ci va come nel cortile o nel giardino di casa propria. Ho partecipato anche io a una merenda in corso, ho perso di vista Luigi più di una volta e seduta su una panchina ho preso qualche raggio di sole.

12 aprile 2010

1 aprile 2010

Non è una Regione per donne

Il giorno dopo le elezioni il mio amico Marcello mi ha inviato un sms per chiedermi a chi avessi dato la mia preferenza di voto.
La mia risposta: a trascinarmi al seggio, oltre a uno stantio senso civico (e una tessera del PD che giace in qualche piega del mio portafoglio), è stato il desiderio di esprimere una preferenza di genere: ovvero, votare per una donna.

Credo però che in pochi abbiano ragionato come me, visto che su ottanta eletti nel Consiglio Regionale della Lombardia ci sono solo sette donne... Che dire? Forse per sostenere la politica di genere nel nostro paese, più che della legge sulle quote rosa c'è ormai bisogno di quella sulle specie protette.

30 marzo 2010

La prima volta che tradisci La Pediatra


Ci sono cascata, ho tradito La Pediatra (che visita solo nel suo studio, solo in certi giorni, se non è in vacanza) in nome della comodità. Mi sono fatta dare da un'amica il numero di un Pediatra A Pagamento Che Visita a Domicilio e ne ho pagato le vere conseguenze.

Giornate fredde e di pioggia, Luigi e Bianca si ammalano, chiaramente lui ha portato a casa dall'asilo qualche virus e lo ha passato a lei.
La mattina si svegliano (loro, io no perché non ho mai dormito), uno con febbre, l'altra raffreddata. Decido di chiamare il Pediatra A Pagamento Che visita a Domicilio e quando suona il campanello puntuale mi sembra una cosa meravigliosa.

Li visita entrambi, decreta una bella bronchite per Luigi, poi tira fuori il libretto per le prescrizioni mediche e comicia la litania: antibiotico, areosol, goccine da sciogliere in tisana (e chi l'ha mai propinata a Bianca rischiando di incogliere nelle ire de La Pediatra?), supposte, antimucolitici... Più lui scrive più io mi sento sprofondare: mi sta prescrivendo una quantità di medicinali che Luigi non ha mai assunto neanche in tre anni di vita! e se Bianca è solo raffreddata, perché mai propinarle tre diversi tipi di medicine?

Si congeda e io chiudo la porta alle sue spalle carica di ogni dubbio e perplessità. Che fare, passare davvero a un approccio pediatrico così radicalmente diverso da quello seguito fino a oggi? E la prossima volta chi glielo racconta a La Pediatra? E adesso? Panico!

Alla fine decido: chiamo La Pediatra, confesso le mie colpe e la diagnosi del Pediatra a Pagamento Che Visita a Domicilio e la imploro di visitare entrambi in mattinata nel suo studio. Lei all'inizio si irrigidisce, ma poi la mia captatio benevolentiae ("Prima di cominciare una terapia antibiotica, vorrei che lei visitasse Luigi") funziona.

Responso de La Pediatra: non c'è bronchite, per ora no antibiotico, sì areosol e lavaggi del nasino. L'antibiotico solo in caso di peggioramento e dolore all'orecchio. E così è stato.

Che dire: la lezione mi è servita, non tradirò più La Pediatra.

11 marzo 2010

L'ASL e le torte di compleanno

Oggi è il compleanno di Luigi, il terzo.
Per festeggiare durante la merenda di questo pomeriggio la direttrice dell'asilo mi ha chiesto di portare torte e succhi, e si è raccomandata: "Le torte devono essere confezionate, come quelle del Mulino Bianco, che riportano bene tutti gli ingredienti sulla scatola. Dovesse passare l'Asl e trovare i bambini che mangiano torte fatte da voi mamme saremmo nei guai!"

Mi sono attrezzata, e rifiutandomi di comprare le tortine suddette ho optato per quelle fresche di panetteria. Ma per farle passare al controllo della direttrice ho dovuto chiedere al panettiere di timbrare il foglio di carta su cui erano riportati gli ingredienti.

A me questo scrupolo dell'Asl pare un po' eccessivo. Non mi risulta che ai nostri tempi qualche bambino sia mai stato avvelenato da una torta di compleanno "home made". E poi non sono i pediatri italiani quelli che vietano le tanto vituperate "merendine"? Quelli che attribuiscono l'obesità infantile al consumo di prodotti da forno confezionati a base di grassi ignoti e conservanti ?? Quelli che dicono che le mamme nostrane non cucinano più come una volta???

26 febbraio 2010

Decision making

Anche nella vita di una mamma casalinga full time si presentano occasioni in cui la capacità di decidere viene messa duramente alla prova.

Nell'ultimo mese oggetto della mia indecisione è stato il tema Iscrizione agli asili (scuola materna per Luigi, nido per Bianca): dando per scontato che si deve fare, su quale asilo far cadere la scelta?

Le variabili da considerare e conciliare sono moltissime:
- prossimità degli asili (elemento fondamentale vista la mia vita a chilometro zero)
- compresenza di scuola materna e nido (per evitare un pellegrinaggio quotidiano da un asilo all'altro in compagnia di passeggini, pedane, biciclettine ecc..)
- rette mensili
- orari d'apertura (e, soprattutto, chiusura)
- calendario delle vacanze (soprattuto quelle estive)
- sconti fratellino (se mandi due fratellini nello stesso asilo viene applicato uno sconto)
- disponibilità nonne
- disponibilità tate
- e non ultimo: progetti educativi, rapporto educatrici/bambini, uscite, attività sportive ecc...

Due gli asili alla fine presi in considerazione: quello in cui Luigi è andato finora e un secondo ancor più vicino a casa e più economico. Contro ogni razionalità ma ragionando con cuore di mamma alla fine opterò per iscriverli tutti e due al primo, convinta che una struttura più piccola sia più accogliente, che la continuità giovi a Luigi, che una maggiore elesticità sugli orari mi aiuterà quando ricomincerò a lavorare...
Mi è servito un mese per arrivare a questa decisione, ma forse ha ragione mia sorella (tornata lavoratrice full time dopo sei mesi sabbatici) : quando hai molte ore al giorno a disposizione per pensare, la propensione al "decision making" cala drasticamente.

16 febbraio 2010

Nessuno

Mi piace molto questa canzone di Neffa, anche se mi fa strano che sia lui a scrivere "c'è una sola direzione per uscire da qui ed è arrendersi incondizionatamente all'amore e dire di sì".
Eppure, sempre più spesso, anch'io la penso così...

11 febbraio 2010

Il vestito di Barbapapà

Barbapapà è nato in un giadino mentre il piccolo Francesco innafiava i fiori...

Per convincere Luigi a travestirsi per il suo primo Carnevale in festa (all'asilo), mi sono dovuta appellare alla sua più grande passione: i Barbapapà, facendo leva in particolare su una sconfinata ammirazione per Barbaforte.
Mi sono davvero impegnata per realizzare questa specie di canottiera a forma di Barbaforte in feltro rosso. Ho ritagliato molto (le due sagome per davanti e dietro e gli occhi, disegnando il tutto prima sulla carta di giornale), cucito poco (gli occhi e le quattro bretelle) e "ricamato" (bocca, naso e sopracciglia).
La cosa più difficile: i due manubri , che non ho trovato già fatti in gommapiuma e che quindi ho realizzato tagliuzzando e bruciacchiando un galleggiante da piscina.
Oggi mi sento proprio una brava mamma :-)


6 febbraio 2010

Luigi fotografo

Ecco le prime foto scattate da Luigi (ovviamente ho scelto le migliori), in cui ritrae i suoi soggetti preferiti (ma forse nelle sue intenzioni Bianca doveva far parte dello sfondo).



29 gennaio 2010

1 + 1 non fa 2


Questo quello che sostengono la maggior parte degli amici che hanno avuto il secondo figlio: ovvero, l'impegno che comporta l'accudimento di due bambini è ben superiore al doppio dell'accudimento di uno solo.
Io dissento (anche se poi magari stanotte pagherò cara questo mio spavaldo dissentire). A me sembra infatti che quando arriva la seconda creatura, salvo imprevisti, il compito più complesso sia la gestione dell'invevitabile gelosia del primo figlio; ma che in compenso l'esperienza maturata con la prima maternità/paternità alleggerisca l'accudimento del secondo nato.
Insomma, secondo me regna una sorta di legge di compensazione.

Sono invece convita che 2 + 1 non faccia per niente 3.
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