16 settembre 2009

Vaticano S.p.A.

La scorsa estate (sigh, ormai tale la dobbiamo considerare) l'amico Marcello mi ha consigliato di leggere questo libro di Gianluigi Nuzzi.
Le rivelazioni fatte dal giornalista si basano sui documenti dell'archivio del sacerdote Renato Dardozzi, custodito in Svizzera e reso pubblico alla sua morte.

Devo dire che aldilà della ricostruzione di singole vicende a me note solo per sentito dire (dal crac ambrosiano alla maxi tangente Enimont), mi ha molto interessata la descrizione di quelli che sono i rapporti tra Ior, Segreteria di Stato, Papa e molti altri enti amministrativi della Chiesa di cui non conoscevo neppure l'esistenza. Rapporti basati sulla massima discrezione, le cui dinamiche sono molto difficilmente note agli esterni.

Ho terminato il libro proprio nel momento in cui è scoppiato il caso Boffo e alla luce di ciò che avevo letto grazie all'inchiesta di Nuzzi non ho potuto fare a meno di stupirmi per il comportamento tenuto in questa vicenda dalla Chiesa.
Possibile che Vaticano e Cei, pur a conoscenza delle accuse mosse a Boffo da mesi e più di altri tesi a tenersi lontani dagli scandali a sfondo sessuale, non abbiano proceduto a una rimozione dell'interessato prima che scoppiasse il caso mediatico? Avrebbero potuto applicare con discrezione la famosa regola del "promoveatur ut moveatur" e allontanarlo. Possibile che abbiano peccato di così tanta ingenuità ed esposto deliberatamente il fianco a un attacco come quello sferrato da Feltri?
Per quanto certi dell'innocenza di Boffo, alla fine ne hanno pur sempre (chiesto) e accettato le dimissioni, tanto valeva non esporsi...

1 commento:

Anonimo ha detto...
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