16 giugno 2008

Qualcuno faccia deragliare il treno!

E da quando ho letto questo articolo che ci rimugino sopra. I pendolari si ammalano mentalmente, diventano paranoici e il pendolarismo ha effetti devastanti sulla personalità e la creatività, non si capisce se irreversibili o meno.

In effetti, come dare torto allo psichiatra Massimo Di Giannantonio di Chieti quando parla di "lesione dell'identità" e "rituali ossessivi" del pendolare?
Ormai da mesi cucino solo pasta con le zucchine, fotografo compulsivamente sempre lo stesso soggetto (Luigi), divento aggressiva se non consumo la medesima colazione nel medesimo posto ogni mattina (cappuccio e brioches integrale e miele della forneria Rota, mmmhhhh), telefono solo a due persone (mia madre e Cesare) e ascolto la stessa playlist da dopo il festival di Sanremo (ripromettendomi a ogni viaggio di aggiornarla).

Per scongiurare i sintomi mi sto quindi impegnando ogni mattina a fare una strada diversa per arrivare in ufficio, da quando scendo dalla metro a quando arrivo all'orrido tornello. L'obiettivo è comunque al limite del paranoide: la ricerca del percorso più veloce e quindi breve (dato che cammino). Per ora mi limito a guardare l'orologio, ma sto meditando di munirmi di contapassi. Quando arriverò a chiedere a Cesare il suo Tom Tom per fare un calcolo satellitare del tragitto più conveniente, allora sarò sicura che la "componente ossessiva" avrà preso il sopravvento .

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...