29 giugno 2008

A Piacenza


Il mio impegno politico, pur zoppicante e a singhiozzo, continua.
Ieri finalmente ho partecipato a un evento in cui si parlava di politica vera, a Piacenza. L'occasione era la seconda puntata di quello che l'anno scorso era stato il Festival delle Idee, nato durante la campagna per le primarie di Enrico Letta.

Quest'anno il tema ispiratore è stato il concetto di "Autorità", argomento (non unico) su cui si è riflettuto nella due giorni organizzata dalla neonata associazione 360°. In realtà, io ho seguito solo i lavori di ieri pomeriggio, una tavola rotonda sul Nord. Davvero interessante, soprattuto gli accalorati interventi di Aldo Bonomi, dedicati il primo alla questione della "sindacalizzazione della modernizzazione incompiuta" (cavalcata da sempre al nord) e il secondo alla necessità di ragionare anche in politica sulla base di "piattaforme territoriali".
La chiusura è ovviamente spettata a Letta, come sempre molto pacato e puntuale (anche nel rispettare lgli orari della tabella di marcia). Poi tutti a casa, perché va bene tutto, ma era pur sempre un sabato :-)

25 giugno 2008

Matrimonio nelle Puglie


Bilancio positivo per questa prima microvacanza senza Luigi!
Il matrimonio del collega Cotta è stato suntuoso (nella masseria Lucagiovanni a Maglie, Lecce), l'ospitalità come quella di cui si narra al sud e il Salento bello oltre ogni aspettativa.

Finalmente ho visitato Ostuni, la città bianca. Carina, ma forse è già un po' troppo turistica... Chissà perché, mi aspettavo una cittadina arroccata, misteriosa e un po' mistica. Certo il palco allestito per la registrazione (la sera dopo) di Veline e la partita di calcio Italia-Spagna hanno contribuito a smontare parte delle mie aspettative.

Al nostro ritorno, lunedì notte, abbiamo trovato Luigi a casa dei miei profondamente addormentato. I nonni in estasi ci hanno raccontato di tutti i suoi prodigi a Castelnuovo, dove saggiamente l'avevano portato in nostra assenza. La mattina dopo, quando l'ho svegliato, non ha fatto una piega, come se non si fosse accorto che ero stata via tre giorni. Ero quasi delusa!

20 giugno 2008

16 giugno 2008

Qualcuno faccia deragliare il treno!

E da quando ho letto questo articolo che ci rimugino sopra. I pendolari si ammalano mentalmente, diventano paranoici e il pendolarismo ha effetti devastanti sulla personalità e la creatività, non si capisce se irreversibili o meno.

In effetti, come dare torto allo psichiatra Massimo Di Giannantonio di Chieti quando parla di "lesione dell'identità" e "rituali ossessivi" del pendolare?
Ormai da mesi cucino solo pasta con le zucchine, fotografo compulsivamente sempre lo stesso soggetto (Luigi), divento aggressiva se non consumo la medesima colazione nel medesimo posto ogni mattina (cappuccio e brioches integrale e miele della forneria Rota, mmmhhhh), telefono solo a due persone (mia madre e Cesare) e ascolto la stessa playlist da dopo il festival di Sanremo (ripromettendomi a ogni viaggio di aggiornarla).

Per scongiurare i sintomi mi sto quindi impegnando ogni mattina a fare una strada diversa per arrivare in ufficio, da quando scendo dalla metro a quando arrivo all'orrido tornello. L'obiettivo è comunque al limite del paranoide: la ricerca del percorso più veloce e quindi breve (dato che cammino). Per ora mi limito a guardare l'orologio, ma sto meditando di munirmi di contapassi. Quando arriverò a chiedere a Cesare il suo Tom Tom per fare un calcolo satellitare del tragitto più conveniente, allora sarò sicura che la "componente ossessiva" avrà preso il sopravvento .

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