31 maggio 2008

Negramaro 2

Presi da entusiasmo dopo il concerto che a novembre avevamo sentito al Conservatorio di Milano, siamo tornati a sentire i Negramaro. Il fatto che fossero a San Siro è stato determinante, mi piaceva l'idea di vedere un concerto in uno stadio grande come il Meazza, mi sembra così suggestivo.

Devo essere sincera, per quanto io sia un fan della band del Salento, pensavo mi avrebbero emozionato di più; ma forse lo scorso autunno molto avevano giocato l'imprevisto e l'euforia per la prima serata di libertà dopo mesi e mesi di incatenamento alla culla di Luigi.

Comunque è stato un bello spettacolo: come loro stessi hanno annunciato, è stata una "festa della musica", con tanti ospiti e momenti celebrativi della musica folklorica pugliese (!), De André, Luci a San Siro ecc. Certo il momento di massimo tripudio si è raggiunto quando sul palco è comparso anche Jovanotti a cantare Cade la pioggia... insomma, vent'anni d'onorata carriera non s'inventano.



21 maggio 2008

La spirale iraniana

Mio malgrado, torno a leggere un libro di un'autrice iraniana.
La scelta è stata davvero causale, ma inizio a pensare che ci sia una regia occulta che guida le mie ultime letture.

A Castelnuovo mia zia mi ha restituito due pacchetti natalizi. Erano i regali acquistati due anni fa per dei cugini di Milano. Per ragioni poco piacevoli da raccontare, i pacchetti non sono mai stati ritirati e così sono tornati al mittente. Erano libri, questo lo sapevo perché li avevo scelti io, ma non ne ricordavo assolutamente i titoli. E' stato bellissimo aprirli: era come ricevere dei regali inaspettati, avendo oltretutto la certezza che mi sarebbero piaciuti!

Peccato che due li avessi già letti. Sul terzo, invece, mi sono congratulata con me stessa: Leggere Lolita a Teheran, di Azar Nafisi, un libro che da anni mi ripromettevo di leggere.

Intepretato l'episodio come un segno del destino, mi sono messa sulle 379 pagine. Il libro è autobiografico, triste perché già si sa che l'autrice, insegnante di Letteratura inglese a Teheran, sta scrivendo dagli Stati Uniti. Tutt'ora ci vive, dopo l'allontanamento dall'università per l'evidente incompatibilità tra la materia da lei insegnata e il regime religioso.

Delle pagine sino ad ora lette mi ha colpito questo passaggio, che descrive i pensieri e i sentimenti di Sanaz, una delle studentesse che di nascosto seguono i seminari sulla lettertura occidentale tenuti nel chiuso dell'appartamento della Nafisi. Rifletto che non bisogna dare mai niente per scontato:
Con ogni probabilità tenta di estraniarsi il più possibile da quanto la circonda. Chissà, forse pensa al fratello, o al fidanzato lontano e a quando lo incontrerà in Turchia. Oppure paragona la sua situazione a quella della madre alla sua età, e si domanda con rabbia perché le donne della sua generazione potessero passeggiare liberamente, godere della compagnia dell'altro sesso, arruolarsi in polizia, diventare piloti, vivere insomma in un sistema tra i più avanzati al mondo riguardo alla condizione femminile. Forse si sente umiliata dalle nuove leggi, dal fatto che dopo la rivoluzione l'età minima per sposarsi sia stata abbassata da diciotto a nove anni, e che si sia reintrodotta la lapidazione per le adultere e le prostitute... Poteva esserci di consolazione - e avevamo davvero voglia di ricordarcelo? - che ciò era accaduto perché noi glielo avevamo permesso?
Dopo una pausa forzata nella lettura, voluta questa volta più che dalla longa manu del destino dalla manina di Luigi che ha nascosto per un po' il libro, mi ci rimetterò. Sembra promettere bene...

Questa canzone di Sanremo...

... è quella che mi è piaciuta di più. Dopo mesi di ascolto - l'ho anche messa sul mio iPod - ho decretato che Il solito sesso di Max Gazzé è la mia canzone preferita del Festival (sempre perché non ho Sky e mi tocca certe cose vederle per lavoro...)


18 maggio 2008

Luigi Francesco

Ce l'abbiamo fatta, abbiamo battezzato Luigi (Francesco). E' stata una bella cerimonia e anche una bella merenda, il tutto in quel di Castelnuovo. Luigi si è comportato bene in chiesa, nonostante desse chiari segni di dissenso di fronte al prete che lo voleva ungere in fronte (scuoteva la testa con energia e aria di disapprovazione). Spero al più presto di recuperare qualche foto... per ora ci sono solo quelle scattate da me in giardino, alle prese con due articoli dell'inevitabile montagna di regali di cui è stato omaggiato: casetta e scivolo...



16 maggio 2008

Madre degenere

Visita di controllo dei 14 mesi di Luigi.
La Pediatra mi chiede: "E' sveglio? Sa dove sono i suoi piedini?"
Colta alla sprovvista, farfuglio: "Ehm... mmh... non lo so. Non gliel'ho mai chiesto..."
E' bastato questo per sentirmi una madre degenere.

14 maggio 2008

Sono una statistica vivente

Negli ultimi anni mi è capitato spesso di leggere articoli sui giornali o ricerche tipo Istat che descrivono la situazione delle mamme lavoratrici ialiane.

L'impressione, leggendo, era che il profilo descritto riassumesse in sé tutte le massime e possibili sfighe a cui una donna - madre - lavoratrice - casalinga potesse andare incontro: spostamenti faticosi, lavoro inflessibile (leggi no part time, no telelavoro), downgrade professionale, malattie del piccolo (leggi no nido, oddio come lo piazzo), incombente caos domestico, scarsa sensibilizzazione maschile alla questione...

Non pensavo però che tutte queste sfighe si abbattessero inderogabilmente in gruppo sulle mamme lavoratrici.

"Magari", mi illudevo, "se sei messa male col tragitto casa lavoro, hai un datore di lavoro illuminato che ti dà il part time. Oppure, se non hai il part time hai uno di quei mariti aspiranti chef che cucinano la sera mentre tu fai il bagnetto alla creatura. Oppure, se non hai il marito perfetto qualche volta ti è concesso di lavorare da casa oppure l'aria condizionata sul treno funziona... "

Insomma, credevo che la Grande oppressa dalla società maschilista italiana fosse solo un profilo Istat. Ho scoperto invece di incarnare quasi alla perfezione il profilo, e inizio a vacillare.
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