9 marzo 2008

La schiavitù del minestrone

Sto per uscire dal tunnel minestrone, credo e spero.

La base di tutte le pappe dello svezzamento è il famoso minestrone, che all'inizio si prepara solo con patate, carote ed erbette e poi mano a mano si arricchisce di sedano, zucchine, finocchi, insalata...
La conservazione del minestrone è un tema su cui le mamme spesso si scambiano opinioni ed esperienze. Si comincia timorose a fare un litro di minestrone per volta. In pratica ogni due tre giorni si è da capo a pulire e bollire verdure. Il prodotto, finché dura, si conserva in frigorifero separando le verdure dal brodo (che altrimenti potrebbe inacidire).

Un po' rinfrancate, dopo una o due settimane si comincia a pulire verdure per produrre almeno due litri di minestrone alla volta. Il problema della conservazione è quindi ancora più urgente. Ovviamente non ci sono alternative e bisogna surgelare la pozione già frullata: chi lo metto in ciotoline monoporzione, chi invece nelle vaschette per fare i cubetti di ghiaccio (in questo modo, però, non avrete mai il ghiaccio fatto all'occorrenza, e in estate potrebbe essere deprimente...).

Nell'ultimo stadio, quando ormai si è zuppi di minestrone, si surgelano in sacchetti di plastica le verdure già pulite e pronte da cuocere, misurate per circa un litro di passato.
Io sto uscendo dal tunnel, la Pediatra infatti mi ha consentito di passare alla miscela di verdure surgelate Findus. E soprattutto mi ha consigliato di introdurre nella dieta di Luigi gli alimenti che consumiamo noi a pasto: evviva!

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