29 dicembre 2008

Tanta neve così...

... erano anni che non si vedeva!
Questa frase ci accompagna ad ogni uscita di casa, con sci o ciaspole ai piedi. E come se non bastasse continua a nevicare!

16 dicembre 2008

Può un budino diventare una torta?

Secondo me sì.
STEP 1
Il budino è quello di riso venuto male. Ingredienti: 160 gr di riso, 2 cucchiai di zucchero di canna, 2/3 di litro di latte, scorza di limone e arancia grattugiata, 1 stecca di vaniglia.
Si cuoce il riso nel latte con lo zucchero e tutto il resto. Io ho dovuto aggiungere dell'acqua, senno si attaccava.

A cottura ultimata ho versato nel frullatore e poi messo il budino in uno stampo.
Piccolo particolare: causa insistenze di padre e figlio (volevano cenare, già seduti a tavola mi sollecitavano a mollare il budino per sedermi con loro), non ho potuto far cuocere il riso fino a cottura ottimale. L'ho quindi frullato che era ancora mezzo crudo dentro, per cui la poltiglia collosa che è uscita dal mixer era abbastanza digustosa. La situazione è peggiorata con il raffreddamento.

STEP 2
Questa sera, quando ho aperto l'anta del frigorifero, ho ritrovato la mattonella di riso malcotta. Buttare via tutto mi spiaceva (la casalinga-Enciclopedia della donna non butta via niente), quindi ho deciso di traformare il budino in una torta.
Ingredienti: 3 uova, gocce di cioccolato.
Questa volta ho messo uova e budino nel mixer con la frusta per impastare, alla fine ho aggiunto le gocce. Poi tutto in uno stampo da forno, per 45 minuti.

Sorpresa: la torta si è comportata come un soufflé, si è gonfiata in forno e appena tolta dal caldo si è accasciata.
La consistenza, ora che è cotta e a temperatura ambiente in effetti è simile a quella di un soufflé e anche il sapore non è molto diverso... diciamo che il tutto si lascia mangiare.

Joaquin Sorolla


Sarò sensibile al tema infanzia, ma Joaquin Sorolla mi piace molto... (mi è venuto in mente perché degli amici mi hanno detto che andranno a Madrid, Prado compreso)

15 dicembre 2008

Ecco il frutto di tanto lavoro...

La presentazione per la serata bergamasca di Donne al Volante, frutto del lavoro mio e di Elisabetta. Ne è valsa la pena di tante seratine a tu per tu con il sito della camera di commercio... :-)
Il tutto si è tenuto a Curno, davanti a persone sinceramente interessate al tema dell'occupazione femminile nella nostra provincia e in Italia.

Me and Elisabetta...

10 dicembre 2008

Kinderheim Gressoney

Il ponte di Sant'Ambrogio come mai prima. La location, sempre la stessa, Gressoney.
La compagnia un po' diversa: famiglie con bimbi, in tutto tre di età compresa tra i 18 e i 22 mesi. Luigi ha socializzato molto con il piccolo Riccardo, un po' meno con la neve.



Io la neve l'ho guardata da lontano, con gli sci nel bagagliaio della macchina. Ma è stato bello lo stesso :-)

21 novembre 2008

Luigi tiranno, mammite sospetta

In queste settimane mi sento vittima delle richieste di attenzione sempre più incalzanti da parte di Luigi. C'è chi dice che si chiama "mammite", ovvero una sorta di compensazione del tempo che tu non passi con lui, ma io sospetto che ci sia di mezzo anche qualcosa che inizia a somigliare ai capricci.

Ora mi dovrò documentare. Sento che la risposta la potrebbe dare Asha Phillips, per placare i sensi di colpa se invece di accoglierlo amorosamente in braccio mentre cucino la cena, lo inviterò a giocare con i suoi giochini nei pressi del divano.

In ogni caso il pressing serale di Luigi è estenuante, sono certa che esiste un'alternativa. Tutto sta a trovarla.

13 novembre 2008

Quando piove

Ero quasi tentata di trovare affascinante questo tempo piovoso, perché rendeva le nostre città più mitteleuropee... poi questa sera ho cambiato idea.

Quando sono uscita dall'ufficio ho scoperto che piovigginava e che avevo dimenticato l'ombrellino portatile sotto la scrivania.
Quando sono arrivata in Stazione Centrale per prendere il treno ho trovato sulla mia strada:
- poliziotti bardati come una domenica allo stadio. Ho pensato fosse la solita trasferta di esagitati tifosi e già mi preparavo a trovarmeli sul treno. I poliziotti però erano tanti e soprattutto erano in "cordata" per non consentire l'ingresso ai binari se non previo controllo dei biglietti;
- una folla di studenti, con striscione lungo come tutti i cancelli della stazione. Con megafono una di loro inveiva contro Trenitalia, che non concedeva gli sconti per il treno verso Roma. Obiettivo: arrivare gratis alla manifestazione che ivi si tiene domani contro la riforma dell'università
- Moni Ovadia a sua volta infervorato e dotato di megafono. Non ho ascoltato quello che diceva, solo ho chiesto a uno degli studenti che ci stavano lì a fare (perditempo!)

Alla fine sono salita sul treno e sono arrivata a Bergamo.

Quando ho tagliato il traguardo dell'asilo pioveva e ho scoperto che tra i passeggini parcheggiati davanti all'ingresso non c'era quello di Luigi. Mi sono quindi caricata 13 chili in spalla e a piedi, strisciando sui muri sotto i cornicioni, siamo tornati a casa. Speriamo che domani non piova :-)

11 novembre 2008

Piccolo untore

Lo scorso weeke end Luigi non era in formissima, anzi, ha accusato viaggio e salita con tornanti per Gressoney. Noi, sciagurati genitori, non abbiamo capito che trattavasi di forma influenzale fino a domenica sera, quando prima Cesare e poi io abbiamo iniziato a soffrire degli stessi sintomi.
Il piccolo untore ci ha passato il subdolo virus e oggi sono a casa in balia di nausee, un male triturante alle ossa e il pc, tra divano e letto.
In serata ho scoperto che anche mio padre, il nonno, è stato contagiato.

10 novembre 2008

Ispettorato del lavoro

Lunedì scorso sono andata a firmare il mio part time di sei mesi all'Ispettorato del lavoro di Milano, in via Macchi. La procedura è d'obbligo: l'uffico vuole accertarsi che il lavoratore accetti di buon grado una riduzione dell'orario lavorativo, senza che la cosa sia imposta dal datore di lavoro (ovviamente questo non era il mio caso).

Siamo arrivate circa in quindici, eravamo tutte donne, in sala d'attesa con il nostro numerino in mano. Allo sportello due impiegate, con l'aria un po' protettiva e un po' inquisitoria, che indagavano: chi ha chiesto il part time, perché è stato chiesto, per quanto tempo...

Eravamo tutte un po' preoccupate per la pignoleria delle due su timbri e date, ma quelle che se la sono vista peggio sono state tre lavoratrici accompagnate dalla datrice di lavoro. L'impiegata più agguerrita ha subito allontanato "la capa" e ha interrogato le altre tre.

"Chi ha chiesto il part time?" Risposta "La capa".
"Perché?" Risposta "Perché l'azienda è in crisi".
"Per quanto tempo è stato richiesti il part time?" Risposta: "No limits".
Su questo dettaglio è scattata la polemica: giustamente l'impiegata consigliava di indicare la scadenza del part time, perché se l'azienda si risollevasse si avrebbe la certezza di tornare a lavorare a tempo pieno, diversamente no.

A questo punto è intervenuta "la capa". Non aveva certo l'aria dell'aguzzina, anzi, era molto agitata e le tre lavoratrici erano chiaramente in apprensione. Lei spiegava alla solerte ispettora che se le sue dipendenti non avessero firmato il part time, lei avrebbe chiuso l'attività.

E' finita che capa e lavoratrici si sono ritirate in consulto telefonico con un commercialista-consulente. Non ho visto come poi si è conclusa la storia, era il mio turno e tutto per fortuna è filato come l'olio ("Chi ha chiesto il part time", risposta "Io!")

Conclusioni:
- prima di andare all'Ispettorato bisogna verificare che firme, date di inzio/fine part time e timbri dell'azienda siano in ordine
- all'uffico del lavoro a chiedere il part time ci vanno soprattutto le donne
- alcune lavoratrici combattono per avere il part time, anche solo per sei mesi
- altre lo accettano perché lo chiede il datore di lavoro
- io per sei mesi sarò più serena.

Week end in montagna

Gressoney, un po' inverno, un po' autunno...



2 novembre 2008

Dal blog al libro

Sto leggendo il libro Non solo mamma.
Mi sta piacendo, non certo per l'effetto sorpresa, visto che da qualche mese seguo il blog da cui è tratto.
All'inizio della lettura ero scettica: tanto mi divertiva il blog (e non solo perché scritto da una mamma) tanto poco mi attraeva il libro che vedevo sugli scaffali delle librerie. Lo ammetto, la mia esitazione era dettata dallo scetticismo che un blog si possa trasferire con buoni risultati sulla carta stampata. Eppure gli esempi ultimamente non mancano, sono molti e molte i blogger che hanno riversato i propri diari on line su pagine e pagine di carta.

Alla fine il libro mi è stato regalato (grazie fru!). Sempre per lo scetticismo di cui sopra, ho iniziato non a leggerlo ma a sfogliarlo, e anche qui rimuginavo, saltando da pagina 120 a pagina 50, "ecco, vedi, è impossibile che un diario online diventi un romanzo...". Poi mi sono decisa: ho dimenticato il blog, ho aperto il libro alla prima pagina e l'ho letto esattamente come si legge una storia, ovvero concentrata sulla "trama", sui personaggi e sul divertimento offerto dalla scrittura.

Anche se ancora non sono arrivata all'ultima pagina, la lettura di Non solo mamma è piacevole, rilassante e consolatoria. L'esperimento di trasposizione sembra riuscito, anche se - rifletto - per forza l'operazione è selettiva: addio commenti delle utenti (che sono moltissimi), cernita dei post, aggiunte di poche pagine scritte ex novo che servono forse a interrompere la monotonia del diario (nell'online ci pensano le sbirciatine alle decine di commenti sotto ogni post).

La mia conclusione? Un blog per diventare un libro si snatura, la lettura di un blog è come l'assunzione più o meno giornaliera di una pillola omeopatica (mentre quella di un romanzo è una terapia antibiotica, si inizia e si deve finire, in caso di recidiva cerchi altri romanzi dello stesso autore) e la fiction in un blog è quasi un controsenso.

31 ottobre 2008

Spiriti buoni


pumpkins
Originally uploaded by the mayfly

Vista così anche la zucca di Halloween può avere il suo fascino...

23 ottobre 2008

Nel tunnel di ShopStyle

La collega Galax mi ha fatto conoscere questo sito. Mi sono registrata e ho iniziato a navigare tra abiti, scarpe, borse, gioielli, tovaglie, giochi per bambini. Adesso non riesco più ad uscire dal tunnel dello stylebook...
Charlotte Russe at ShopStyle

20 ottobre 2008

Facebook: come lo uso

Mi sono iscritta a Facebook circa un anno e mezzo fa, su invito di mio cugino che lavora tra Algeri e Londra. Mi era sembrato uno strumento carino per tenersi aggiornati e in contatto con gli amici lontani. A mia volta quindi ho invitato fratelli, sorelle e amiche che se ne stanno all'estero a iscriversi; alcuni hanno accettato, altre hanno fatto finta di niente. Ho iniziato a caricare foto di Luigi per tenerli aggiornati sulla sua crescita.

In questa prima fase in realtà non capivo molto a cosa servisse Facebook, se non ad accumulare punti con il giochino dei Vampiri. Cercavo senza molto successo vecchi compagni del liceo, dell'università e amici di vecchia data.

Quando sono rientrata in ufficio (circa un anno fa) ho inizato a spedire inviti ai colleghi (attuali ed ex). E' iniziata la fase Gruppi: vuoi aderire a Gli amici di l'Aura? Certo, mi piace, ma non capivo cosa seguisse alla sottoscrizione. Intanto il mio network si ampliava, e io ancora non riuscivo a prefigurarmi a cosa mi potesse servire.

Da qualche mese "i miei contatti " hanno iniziato ad aggiornarmi con una frequenza preoccupante su quello che stanno facendo in quell'esatto momento, modello Twitter. In compenso stanno smettendo di tempestarmi di richieste per installare applicativi che visualizzano Barbapapà, cappuccini di Starbucks, calendari dell'avvento e simili sulla mia bacheca.

Da circa un mesetto anche la mia città, Bergamo, ha scoperto Facebook. Sono arrivati circa una trentina di contatti. I più attivi sono i gruppi e gli attivisti PD. Nel frattempo anche il vecchio comitato dei pendolari (CPB) ha creato un suo gruppo e io ho postato sulla bacheca un video per dimostrare quanto sono affollati i treni per andare a Milano.
Ho tirato una prima conclusione, dunque, una settimana fa: il social network funziona sui temi davvero social.

Oggi sono entrata nella fase selettiva. Ho iniziato a cancellare alcuni contatti, quelli "delle persone che se le incontri per strada o in un corridoio o non ti salutano (o non le saluti).
Visto poi che non mi piace l'eccessiva esposizione sulla home page di Facebook di tutto ciò che posto o scrivo a singoli amici del mio network, ho cambiato le impostazioni della privacy.

Forse, finalmente, sto diventando un'utente di Facebook più evoluta .

Il Disinformatico scrive anche questo

17 ottobre 2008

Punti Fineco

Con i punti Fineco Hi-Fi che ho accumulato fino a oggi grazie alle mie spese con VISA non vinco nemmeno la borsa della spesa + portachiavi.

Ancor più difficile la scalata all'asciugacapelli, dovrei come minimo fare un piano di accumulo in fondi (500 punti) o frequentare un corso di trading (100 punti).

Con i tempi che corrono, mi sa che rinuncio all'asciugacapelli.

12 ottobre 2008

Luigi socialite

Oggi pomeriggio Luigi è stato invitato alla sua prima festa di compleanno, gli ospiti erano i figli di Massimiliano (1 e 4 anni).
Tanti bambini, la favola di Hansel e Gretel animata, attrezzi e giochi in uno spazio ad hoc per le feste dei piccoli. Mi è piaciuto osservare Luigi in mezzo agli altri bimbi, quasi attento alla favola e tanto coinvolto dai giochi da non voler più andare via. Insomma, l'ho potuto vedere in un contesto molto simile a quello dell'asilo, ambiente che vivo davvero poco con lui. E mi ha fatto piacere notare che lui ci si trovava tranquillamente a suo agio!




7 ottobre 2008

C'è qualcosa che non torna

LaFeltrinelli per decorare gli scaffali utilizza i volti di scrittori famosi, ma a me, nella sequenza qui sopra, qualcosa non torna... non è eccessivo accostare Andrea De Carlo a Dante?!

5 ottobre 2008

Il vasino

E' presto? Forse, ma sabato mattina ho preso coraggio e ho comprato il vasino, anche se mai avrei pensato di potermi portare a casa un oggetto del genere. Non che pensassi a un pitale d'oro con le iniziali incise, ma neanche a "quel" vasino. Eppure quando la signorina di Prenatal gli ha mostrato i due modelli diponibili, Luigi si è subito appassionato a quello più mostruoso, rumoroso e ingombrante (vedi la foto da catalogo). Il fatto però che ci si sia subito seduto sopra a cavalcioni senza esserne intimorito mi ha persuasa all'acquisto.

Ora mi sto documentando, non ho proprio idea di come iniziare far capire a Luigi a cosa serve quella cosa che per ora lui usa più o meno come un triciclo. Leggo che addirittura l'esimio Brazelton ha dedicato un libro alla pratica, che si intitola Il tuo bambino e... il vasino. Una guida autorevole per insegnare a vostro figlio la pulizia e l'igiene.

Quello che finora ho capito è che serve una grande dosa di pazienza, che i bambini imparano per imitazione (!), per questo sarebbe meglio se avesse un fratello che fa già tutto nel water, che bisognerà gioire la prima volta che Luigi produrrà qualcosa nel vasino.

30 settembre 2008

I microfoni in Burn after reading

Dopo mesi e mesi di assenza dalle sale, sono tornata al cinema per vedere questo film:Non mi è piaciuto, un miscuglio di tante cose già viste nei film dei fratelli Coen ma ben più deludente. Aldilà di questo, durante molte scene del film mi sono chiesta come mai si vedesse il braccio del microfono sopra la testa dei personaggi: è una scelta artistica o come leggo qui un problema del proiezionista? Se anche così fosse, rimane la peplessità per il cameramen che si vede di striscio in una scena con Brad Pitt.
Più che vezzi a me sono sembrate sciatterie...

20 settembre 2008

Gazebo PD

Il mio flebile attivismo politico ha avuto un sussulto.
Dopo una pausa estiva durata circa due mesi, il circolo a cui appartengo ha ricominciato a incontrarsi settimanalmente. Le missioni a cui siamo stati arruolati per la campagna d'autunno del PD: l'allestimento di banchetti per contestare i tagli previsti dalla finanziaria, l'avvio della campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative.

Ho svolto il mio dovere (presenza al gazebo - ma da quando la moda di questi orribili tendoni? - con annesso volantinaggio) oggi pomeriggio, dalle 14 alle 16. Ovviamente, visto l'orario, ero sola a presidiare la postazione e un banchetto di volantini in balia del vento. Ho così avuto modo di intrattenermi con, nell'ordine:

- una coppia di amici con bambino che casualmente passava di lì. Si è discusso ampiamente di "work-life balance" (leggere tra le righe);
- un reduce dalla Siberia: non sono riuscita a capire di che guerra stesse parlando, solo farfugliava che lui da quelle parti non ci voleva tornare più;
- una pazza vera, che mi ha vista indecisa se chiamare in soccorso la polizia per riportarla sulla via di casa;
- una coppia di pensionati milanesi in giro per Bergamo, furiosi per non avere ancora in mano una tessera del partito dopo 30 anni di sentita appartenenza;
- un numero indefinito di pensionati che lamentavano l'esiguità della pensione, prendendosela con l'euro. Ad attrarli non il gazebo, ma l'adiacente panchina;
- i soci del Ciuca Sub, che dal pittoresco banchetto vicino mi hanno quasi convinta a iscrivermi al corso di apnea;
- il dirimpettaio del gazebo UDC che spillava innocentemente informazioni sulle attività dei circoli cittadini PD (burp!);
- un militante tanto deluso dall'opposizione al governo da invocare Curcio;

Due ore inaspettatamente divertenti, che mi hanno ripagata dello scetticismo di allestire un gazebo in mezzo a una via utile soprattutto a far vedere che si esiste.

18 settembre 2008

Il primo di una lunga serie?

Non è ancora ufficialmente arrivato l'autunno e Luigi ha già trascorso più giorni a casa che al nido.

Forse la gufata della pediatra ha funzionato, quando dieci giorni fa mi ha detto: "La prossima sarà la visita dei due anni. Ma visto che va al nido, ci rivedremo sicuramente prima".

"Visto che va al nido" lo ha sibilato con impercettibile (non per me) disapprovazione, ma tanté, ci sono abituata dopo la diatriba se mandarcelo o meno lo scorso anno. E' innegabile che al nido i bambini si ammalano di più, ma a mio parere non è salutare neppure che passino 12 ore al giorno tra nonne e tate.

Questa volta però il nido non c'entra, l'untrice è mia madre, con cui Luigi ha trascoso lo scorso weekend mentre io provvedevo a riempirmi di freddo e acqua a Riva del Garda.

Le conseguenze di un raffreddamento sono cosa nota: si dorme male perché il naso è tappato, si perde l'appetito, il naso cola in continuazione e i soggetti maschili diventano particolarmente irascibili e pesanti. Luigi non fa eccezione, salvo essere preso da un'incontrollata frenesia di comunicazione e gioco tra l'una e le tre di notte. Però adesso siamo fiduciosi che il peggio sia passato, anche perché, come dicevo, l'autunno non è ancora ufficialmente iniziato :-(

13 settembre 2008

Da Riva del Garda

E io che pensavo di divertirmi, dormire, bloggare... Qui è una fatica a cui non ero preparata!

Levatacce, ricerca convulsa di una connessione UMTS o Wi fi che sia (ma che non c'è), spola con il Mart di Rovereto, stanze affollate e soffocanti, borse cariche di cavi e caricatori sempre appresso.

Solo oggi pomeriggio sono riuscita a sentire un dibattito, sulle start up in Internet. Non che io abbia particolari velleità, ma quello offriva a quell'ora il programma. Ha parlato anche Ainio, il fondatore di Virgilio (leggi qui).
Ora siamo in attesa delle premiazioni, che erano previste per mezz'ora fa. Siamo intrattenuti nella sala 1000 da un concertino, tutti al chiuso per via che fuori si alterna la bufera di vento al temporale.
La verità è che quelli che si divertono ci sono, con tutti i loro iPhone e i portatili Mac. Noi, invece, siamo qui per lavorare! E come prova, le foto della nostra photoblogger Odililly:


11 settembre 2008

BlogFest 2008

Questa sera sembra impossibile, ma domani parto e vado anche io alla festa dei bloggeri taliani a Riva del Garda. Il lavoro mi attende anche lì, ma sarà praticamente una vacanza: una stanza tutta per me in albergo, cene e pranzi in compagnia e un sacco di gente da conoscere! Posterò sui blog dell'ufficio, su Twitter e anche su questo blog.

Sarà un po' come conoscere i Sergio Romano, i Sartori e i Stella della blogosfera: attribuirò delle facce e delle espressioni a parole che leggo ormai quotidianamente, come quelle di Macchianera, Mantellini, Zoro e Malafemmena. Rivedrò tante persone che negli anni sono passate per Matrix...

Questa sera sembra impossibile che domani e dopodomani saranno delle giornate così: Luigi strilla irascibile nel suo lettino, Cesare si aggira nervoso nel bagno semirifatto senza specchi e lavandino, io devo ancora fare valigie, docce e un piano d'attacco per Luigi. Ora mi ci metto...

9 settembre 2008

Littleelo is back

Scrivevo il 27.07.08: ieri sera sono uscita di casa causa rifacimento bagno. Mi chiedevo: quando sarei rientrata?

Oggi! Finalmente oggi sono rientrata in possesso dei miei pochi metri quadri, li ho puliti con una gioia mai provata prima nel fare le pulizie e finalmente ho disfatto le valigie delle vacanze.

Il bagno non è ancora terminato, manca praticamente tutto, ma abbiamo un water, un bidet e una vasca con rubinetteria di fortuna.



E' sufficiente però per togliere finalmente il disturbo da casa dei miei, che, per quanto adorabili e ospitali, sono pur sempre genitori e suoceri.

Ora sono in casa sola con Luigi. Lui sta riprendendo confidenza con il suo lettino, io con pavimenti traballanti, scricchiolii e l'ADSL lungamente sconnessa. Ah, quante piccole gioie tra le mure domestiche, adesso mi fa quasi piacere pensare che arriverà l'autunno :-)

1 settembre 2008

Quotidianità

La mattina, verso l'ufficio, sosta in Via Valtellina...


La sera, al ritorno, seduta in treno...

28 luglio 2008

Inizio lavori

Ecco il bagno di casa come l'ho lasciato ieri sera:

Oggi sono iniziati i lavori di ristrutturazione. Noi siamo usciti di casa, per forza. Siamo ospiti di mia madre fino alla partenza per Gressoney. Chissà quando rientreremo...

22 luglio 2008

Pallla


La prima parola di Luigi, detta consapevolmente e con l'intento di indicare proprio quella cosa: "pallla".

Quanto al mitico "mamma", siamo fermi a un incompiuto "mam".
Per non scoraggiarmi penso che la palla però la prende a calci :-)

16 luglio 2008

I lettiani portano i mocassini


Festa Democratica a Bergamo, Celadina: Porcari, Letta e Serra sul palco a discutere di Pd, riformismo e nord.
E' evidente che il mocassino per i lettiani è più che una scarpa.

14 luglio 2008

Inaspettata San Remo

Ecco le foto di San Remo, quella che non conoscevo e che mi piace: i carrugi della città vecchia, il mercato coperto, i porti e gli ombrelloni a righe degli stabilimenti balneari...


13 luglio 2008

Provence

Finalmente ce l'abbiamo fatta, siamo andati a trovare almeno una delle amiche espatriate.
La visita è toccata a Patty ♥ Tom, dall'inizio dell'anno in Provenza, ad Aix. Tutto bellissimo, sia la città sia la happy family, arrivata a quota cinque: dopo Luca e Sofia, è arrivato anche Paolo.

La visita è durata solo tre giorni (si sa, oltre il pesce puzza!), ma è stato un diversivo davvero piacevole nella nostra vacanza di due settimane in Liguria, a San Remo. Ecco qualche foto del tour cittadino e della vicina diga di non ricordo bene cosa, con vista bucolica su centrale nucleare.
Certo che i francesi ci sanno fare, riescono a far sembrare belle anche le carote...




A presto anche un reportage su San Remo, che quest'anno mi è piaciuta decisamente di più dell'estate scorsa.

29 giugno 2008

A Piacenza


Il mio impegno politico, pur zoppicante e a singhiozzo, continua.
Ieri finalmente ho partecipato a un evento in cui si parlava di politica vera, a Piacenza. L'occasione era la seconda puntata di quello che l'anno scorso era stato il Festival delle Idee, nato durante la campagna per le primarie di Enrico Letta.

Quest'anno il tema ispiratore è stato il concetto di "Autorità", argomento (non unico) su cui si è riflettuto nella due giorni organizzata dalla neonata associazione 360°. In realtà, io ho seguito solo i lavori di ieri pomeriggio, una tavola rotonda sul Nord. Davvero interessante, soprattuto gli accalorati interventi di Aldo Bonomi, dedicati il primo alla questione della "sindacalizzazione della modernizzazione incompiuta" (cavalcata da sempre al nord) e il secondo alla necessità di ragionare anche in politica sulla base di "piattaforme territoriali".
La chiusura è ovviamente spettata a Letta, come sempre molto pacato e puntuale (anche nel rispettare lgli orari della tabella di marcia). Poi tutti a casa, perché va bene tutto, ma era pur sempre un sabato :-)

25 giugno 2008

Matrimonio nelle Puglie


Bilancio positivo per questa prima microvacanza senza Luigi!
Il matrimonio del collega Cotta è stato suntuoso (nella masseria Lucagiovanni a Maglie, Lecce), l'ospitalità come quella di cui si narra al sud e il Salento bello oltre ogni aspettativa.

Finalmente ho visitato Ostuni, la città bianca. Carina, ma forse è già un po' troppo turistica... Chissà perché, mi aspettavo una cittadina arroccata, misteriosa e un po' mistica. Certo il palco allestito per la registrazione (la sera dopo) di Veline e la partita di calcio Italia-Spagna hanno contribuito a smontare parte delle mie aspettative.

Al nostro ritorno, lunedì notte, abbiamo trovato Luigi a casa dei miei profondamente addormentato. I nonni in estasi ci hanno raccontato di tutti i suoi prodigi a Castelnuovo, dove saggiamente l'avevano portato in nostra assenza. La mattina dopo, quando l'ho svegliato, non ha fatto una piega, come se non si fosse accorto che ero stata via tre giorni. Ero quasi delusa!

20 giugno 2008

16 giugno 2008

Qualcuno faccia deragliare il treno!

E da quando ho letto questo articolo che ci rimugino sopra. I pendolari si ammalano mentalmente, diventano paranoici e il pendolarismo ha effetti devastanti sulla personalità e la creatività, non si capisce se irreversibili o meno.

In effetti, come dare torto allo psichiatra Massimo Di Giannantonio di Chieti quando parla di "lesione dell'identità" e "rituali ossessivi" del pendolare?
Ormai da mesi cucino solo pasta con le zucchine, fotografo compulsivamente sempre lo stesso soggetto (Luigi), divento aggressiva se non consumo la medesima colazione nel medesimo posto ogni mattina (cappuccio e brioches integrale e miele della forneria Rota, mmmhhhh), telefono solo a due persone (mia madre e Cesare) e ascolto la stessa playlist da dopo il festival di Sanremo (ripromettendomi a ogni viaggio di aggiornarla).

Per scongiurare i sintomi mi sto quindi impegnando ogni mattina a fare una strada diversa per arrivare in ufficio, da quando scendo dalla metro a quando arrivo all'orrido tornello. L'obiettivo è comunque al limite del paranoide: la ricerca del percorso più veloce e quindi breve (dato che cammino). Per ora mi limito a guardare l'orologio, ma sto meditando di munirmi di contapassi. Quando arriverò a chiedere a Cesare il suo Tom Tom per fare un calcolo satellitare del tragitto più conveniente, allora sarò sicura che la "componente ossessiva" avrà preso il sopravvento .

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...