26 dicembre 2007

I want to ride my bicycle

Ecco il regalo più bello che ho ricevuto: finalmente di nuovo una vera bici. Le altre mi erano state rubate anni fa, di recente ne usavo una "molto vintage", cigolante e per di più prestata. Manca solo il seggiolino posteriore per portare a spasso il piccolo Luigi e poi altro che passeggino tour!

25 dicembre 2007

"Natale con i tuoi...

... e Pasqua con chi vuoi", dicono. Questo è stato un Natale davvero familiare, forse anche perché essendo sia io che Luigi malati, siamo stati costretti a stare sempre tra delle mura domestiche: quelle di casa nostra, quelle dei miei genitori, della mamma di Cesare...
Non sono mancati i momenti gastronomici, spachettamenti e brindisi. Adesso pausa!

23 dicembre 2007

Lo spirito del Natale

Ogni anno ritorna puntuale. Chi? Lo spirito natalizio che due giorni prima delle feste mi fa ammalare.

Io che dovrei essere superperformante tra regali e preparativi, mi ritrovo chiusa in casa con raffreddore, mal di testa e mal di gola. Lo spirito del Natale si deve essere proprio accanito contro di me, e dire che sono una delle poche persone che si diverte a fare i regali, a impacchettarli e a scrivere i biglietti d'auguri. E una delle ancor più rare che ama i té prenatalizi per scambiarsi pensierini e biscotti.

Senza poi contare i baci e gli abbracci che ci si scambia in questo periodo... finirò per passare da untrice :-)

15 dicembre 2007

Anolini Day


E' stata una giornata di intenso lavoro.
Mia madre, presa da panico prenatalizio, ha deciso che proprio oggi era il giorno per preparare gli anolini (per chi non ha origini piacentine: si tratta dei cappelletti da cuocere in brodo il giorno di Natale). Il problema è che di anno in anno la squadra addeta ai lavori si assottiglia, causa defezioni di fratello e sorella, che arrivano a Bergamo pochi giorni prima del 25 Dicembre. Così siamo rimaste in due, io e mia madre.

Incurante del fatto che ho ripreso a lavorare e che ho un figlio a carico (del resto l'anno scorso neanche il mio avanzato stato di gravidanza l'aveva impietosita) questa mattina all'alba è arrivata in auto a prelevare me e Luigi sotto casa, sfidando la prima nevicata dell'inverno.

Per fortuna la sera prima aveva già preparato il ripieno di carne e la pasta all'uovo, quindi alle nove e mezza in punto abbiamo cominciato: io tiravo chilometri di pasta con l'Imperia (ovviamente quella a manovella, se avesse il motore non sarebbe un vero Natale), lei posizionava il ripieno, io piegavo, lei tagliava e riponeva gli anolini sui vassoi. A un certo punto ci siamo alternate, perché rimpastare i ritagli di pasta stava diventando peggio che fare la macchina dei bicipiti in palestra.
Mi ha concesso una pausa a mezzogiorno (dovevo pur dar da mangiare a Luigi!) e poi di nuovo via, rifai anche la pasta, che era finita e c'era ancora un quarto di marmitta di ripieno.
Alla fine ero distutta, lo sono tutt'ora. Appena tornano, mi saprò vendicare dei miei fratelli.

Per chi si volesse cimentare nell'impresa:
Pasta: 7 etti di farina, 5 uova, c. 2 tazzine da caffé di acqua calda. Fai la fontana con la farina e nel buco metti uova e un po' d'acqua (non tutta, vedi poi se serve). Impasta a lungo con le mani come se volessi "impacchettare" la palla di pasta

Stracotto: 1/2 chilo di manzo o polpa magra, 2 etti di lonza di maiale magra. Fai il soffritto con cipolla, sedano, carota e aglio, aggiungi la carne e fai rosolare. Poi aggiungi acqua fino a coprire la carne e fai cuocere per 3 ore.

Ripieno: stracotto, 1 cassetto di grana grattugiato, 1 cassetto di pane grattato, 3 uova intere, noce moscata. Trita con la mezzaluna la carne ben sgrassata; mischia con pane grattato e una grattata di noce moscata. Bagna con il sugo dello starcotto fino a che non ottine la consistenza giusta (devi poter fare delle palline che stiano insieme).

Per fare gli anolini: stendi la pasta, disponi il ripieno a pallini, piega la striscia a metà e taglia con l'apposito stampino.

11 dicembre 2007

Odissea

Se Ulisse avesse fatto l'Odissea su un treno FS Penolepe alla fine avrebbe sposato uno dei proci.

Questa mattina il viaggio verso Milano è stato un incubo: ho raggiunto di corsa la stazione senza poter fare colazione. Dopo la corsa estenuante scopro che il treno arriverà in ritardo, ma non abbastanza però per andare in un bar. Medito se prendere il treno che fa il tour panoramico sull'Adda prima di arrivare a Milano (passando sul pittoresco ponte di Calusco, sopra l'Adda), ma valuto che un'ora e venti di viaggio la mattina è davvero troppo. In ogni caso anche quello è in ritardo...

I sottopassaggi sono bui, la gente si riversa dai binari e mi travolge. Ma io combatto e salgo al binario 5. Qui l'attesa si fa lunga: ma i tir in sciopero hanno occupato anche i binari?

Alla fine il treno arriva, ce la facciamo a salire e ad arrivare a Lambrate: qui altra corsa e prendo al volo un treno (in ritardo) per Garibaldi, ancora una volta sfidando il muro umano della gente in discesa dalla scale del binario.
Alla fine arrivo in uffico, neanche troppo tardi, ma davvero demoralizzata, senza sapere neanche più con chi prendermela. Mi sono ufficialmente dimissionata dal CPB... del resto l'impressione è che tutto l'impegno e il tempo profuso abbia portato a ben poco... Neanche uno astuto come Ulisse ce l'avrebbe potuta fare.

7 dicembre 2007

Contro i giovani

Sabato scorso sono andata in Città Alta per assistere alla presentazione del libro Contro i giovani. Come l'Italia sta tradendo le nuove generazioni, di Tito Boeri e Vincenzo Galasso.
Il posto è uno dei più suggestivi in città: il Caffé della Funicolare, da cui si gode una bella vista sulla bassa. L'ambiente è migliorato molto, me lo ricordavo ben peggiore... ora è una vineria con travi a vista e divanetti sui terrazzi.
Tornando allo scopo della passeggiata (ci sono arrivata a piedi), l'incontro con Tito Boeri (il coautore non c'era) è stato davvero interessante. (Il libro non l'ho letto, come tutti gli altri di quel genere che girano per casa: La Casta, La scomparsa dei fatti... mi innervosisco troppo, mi basta il resoconto che me ne fa Cesare).

Finalmente adesso posso rispondere a ragion veduta a mia madre quando dice che noi "giovani" di oggi abbiamo troppe pretese, e che quindi siamo convinti di guadagnare poco e di fare una vita da miseri (e dimostrazione per lei ne è il fatto che "tutti" diamo per scontato di dover vivere in una casa di proprietà anche quando viviamo in affitto). Ecco la risposta che le propinerò alla sua prossima uscita: il parametro di confronto è lo stipendio medio degli italiani: una volta un neolaureato entrava nel mercato del lavoro con uno stipendio più alto rispetto a quello, oggi la situazione è capovolta.

Bene, appreso questo, ho ascoltato con interesse anche il resto: cooptazione e non selezione delle nuove leve tanto in campo universitario che politico, una finanziaria che non redistribuisce alle classi veramente bisognose (che non sono i pensionati ma le famiglie monoreddito con due figli), un sistema scolastico indecente che i genitori non tentano neppure di cambiare (senza capire il danno enorme che stanno subendo i loro figli)... e altro ancora.
I cinqua-sessantenni presenti in sala (eravamo al secondo piano) mostravano facce contrite, e qualche mea culpa lo hanno anche fatto... Quanto alle proposte per cambiare non sono certo mancate e pare che il libro ne sia pieno (contratto unico, età di uscita al lavoro flessibile, riforma dell'università...), ciò non toglie che da lì sono uscita davvero sconsolata.
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