16 ottobre 2007

Una brutta piega

Parto straconvinta e serena delle mie scelte per i prossimi mesi, relativamente a lavoro, tate e nido. Poi ecco in sequenza quanto è successo nelle ultime 24 ore:

- incontro un'amica che ha appena ricominciato a lavorare, e mi sento dire che il figlio sta vivendo una crisi d'abbandono: lei ovviamente è a sua volta in crisi;
- compro un libro, consigliato da un'altra amica che incrocio mezz'ora dopo, su come far giocare i bimbi da 0 a 3 anni negli asili. I primi capitoli sono però dedicati alla descrizione degli effetti non sempre positivi del nido sull'umore del piccolo. L'autrice è inglese e pare che il sistema pubblico di lassù in quanto ad asili sia pessimo (e noi che ci lamentiamo dei nostri...);
- parlo con il mio medico di base, un'uomo, che minimizza il tutto e mi consiglia anzi di ricominciare a lavorare e a ritagliarmi spazi tutti per me: è ora signora!

Insomma, emotività da montagne russe, ogni nuova informazione è un affondo o un appiglio. Alla fine mi sorprende (e consola) la saggezza di Cesare (che forse voleva solo cavarsela in fretta e dormire): ogni cosa a suo tempo...

2 commenti:

Franco ha detto...

Cesare ha ragione... e comunque ricordati che la vita scorre a proprio modo e non ha senso cercare di prevedere tutto. Anzi, pensa che noia se tutto fosse prevedibile!

littleelo ha detto...

sì ok, ma devi capire che "core di mamma" certe cosa fa fatica a capirle!

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