19 ottobre 2007

Report

Arrivo a scoppio ritardato, ma è tutta la settimana che a tratti ci penso. Domenica sera ho guardato con attenzione la puntata di Report, il programma di Milena Gabanelli (resisto a non fare abbonamenti a Sky).
Il servizio di Stefania Rimini "Il banco vince sempre" era dedicato alla questione dei derivati piazzati da banche italiane e straniere a piccole medie imprese e enti locali, oltre che a Comuni e Regioni.
Ero a dir poco sconvolta da quello che si diceva, dei danni che questi prodotti finanziari stanno causando e soprattutto causeranno in futuro a chi li ha sottoscritti pensando di tutelarsi, come con un'assicurazione, dal caro-tassi: chi è fallito, chi si è indebitato pesantemente, chi è destinato a pagare interessi insormontabili.
Stando al servizio, questi derivati sono e vere proprie trappole per ingenui, fruttuosi nell'immediato ma forieri di pesanti perdite nel futuro; per esempio, il comune di Napoli sarebbe sull'orlo del fallimento dopo averne sottoscritti.

Come ha detto Michele Santoro durante l'intervista barbarica a Daria Bignardi, il servizio di Report era "una bomba atomica", visto che venivano citati con nome e cognome vittime e carnefici. Eppure nei giorni dopo tutti hanno più o meno taciuto. Mi aspettavo titoloni sui giornali, reazioni significative da parte delle banche citate, ma soprattutto da chi sarà responsabile per i fallimenti di bilanci di enti pubblici... e invece niente.

Davvero non capisco, io mi sono indignata moltissimo, sono andata a letto sinceramente preoccupata, chiedendomi se anche il mio Comune abbia sottoscritto strane cose con un'avida banca. Ma poi non è successo più niente, nessuno ne ha più parlato... mah.

1 commento:

littleelo ha detto...

Ecco il testo di un comunicato che Marcello mi gira in relazione all'argomento:
19 ottobre 2007
Derivati ed enti locali, in arrivo una norma bipartisan
È in arrivo un emendamento di Cinzia Bonfrisco (Fi) e di Giovanni Legnini (relatore alla Finanziaria dell'Ulivo) per contenere il rischio dell'esposizione degli Enti locali sui prodotti finanziari derivati. La proposta, che sarà presentata lunedì, deve ancora essere messa a punto e va deciso se presentarla in Aula al decreto legge collegato o alla Finanziaria, ma «c'è la disponibilità del Governo a discuterne», hanno riferito Legnini e Bonfrisco.

Legnini ha presentato, come relatore, un emendamento alla Finanziaria che prevede «un'asseverazione dei prodotti finanziari proposti agli Enti locali da parte della competente Direzione generale del dipartimento del Tesoro del ministero dell'Economia circa i profili di rischiosità del contratto da stipulare». La discussione si è però aperta in commissione Bilancio al Senato mentre era in corso l'esame degli emendamenti al decreto legge collegato alla Manovra, quando la senatrice Bonfrisco ha illustrato una sua proposta di modifica, a suo dire «volutamente provocatoria» che vietava agli Enti locali di ricorrere all'utilizzo di strumenti finanziari derivati in mancanza di autorizzazione da parte del ministero dell'Economia.

«Decideremo se presentare la proposta al decreto legge collegato in Aula o alla Finanziaria», ha spiegato Legnini, aggiungendo che «la nostra proposta punta ad attribuire a un organismo di controllo la valutazione della rischiosità dei prodotti proposti agli Enti locali. Si tratta di una materia delicata - ha detto il relatore alla Finanziaria - che dobbiamo approfondire, ma sono consapevole che si può e si deve andare oltre, affinché i soggetti coinvolti si assumano le responsabilità. Della mia proposta - ha concluso - ne ho parlato con il Governo e vi è disponibilità».

Tra le proposte di Forza Italia, riferite dalla Bonfrisco, «la valutazione della rischiosità potrebbe essere affidata in alternativa a Bankitalia e Consob». Inoltre, «noi tendiamo a mantenere l'Ente locale libero di sottoscrivere prodotti finanziari derivati, mettendo però un limite intorno al 10% per i derivati all'interno di un paniere complessivo di prodotti finanziari proposti all'Ente locale. Inoltre, proponiamo che ci sia una compartecipazione al rischio da parte delle banche».

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