19 settembre 2007

La Storia siamo noi

Alla fine ne dovevo parlare, dopo questi mesi in cui, spesso involontariamente, ho seguito le puntate della trasmissione di Giovanni Minoli La Storia siamo noi. A volte senza audio, scrutando nel buio le immagini dal divano su cui stavo seduta per allattare Luigi a ore improbabibili della notte, a volte perché la tv rimaneva accesa dopo il tiggì della mattina e allora partivano i palinsesti di Rai Educational.
Devo ammettere che a me lo stile di Minoli non piace, ma suggestiona: la musica un po' drammatica della sigla di apertura, la sua parlata ritmata ed enfatica, i testi forti... e poi le immagini e i video di repertorio! Il tutto servito nelle fasi più acute del mio baby blues... Era come se mi raccontassero delle storie, per lo più tragiche, che già sapevo come sarebbero finite (Marcinelle, Moro, il nazismo, il boom economico, Oriana Fallaci...), ma con particolari avvincenti e inediti. Per esempio, voi lo sapevate che le casalinghe negli anni '70 facevano delle manifestazioni con tanto di striscioni e passeggini? Per me è stata una rivelazione. Ma non credo che la depressione post partum abbia giocato nella commozione suscitata dalle puntate dedicate a Paolo Borsellino e Dalla Chiesa.

Insomma, ringrazio la Rai e Minoli per avermi intrattenuto per tanti mesi, in assenza di un abbonamento a Sky :-)

1 commento:

PippaW ha detto...

A me Minoli sta proprio sulle balle. Per me è il prototipo del giornalismo sensazionalistico che infanga la professione ma che, diciamocelo, fa ascolti.

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