29 settembre 2007

Bavaglia casual

Riflessione su uno dei pezzi obbligati dell'bbigliamento dell'infante: la bavaglia.
Ce ne sono di diversi tipi, da scegliere in base alle necessità: per la pappa ( qui ti puoi sbizzarrire, le trovi in ogni tipo di materiale, compreso quello usa e getta; più grande è meglio è), per i rigurgitini (per fortuna Luigi non ne ha mai avuto bisogno), per la bava da dentizione (spessa, almeno a due strati, deve assorbire litri e litri di saliva)...
Di fatto le bavaglie sono un accessorio orribile, rovinano il look anche del neonato più ricercato, e la dimostrazione è che nelle vetrine dei negozi per bambini non compaiono mai. Chiunque ha avuto un figlio ne possiede però almeno una ricamata a punto croce con il nome del piccolo, regalo di un'amica o di una parente.
Visto che è impossibile farne a meno, tento di selezionare almeno per le uscite in pubblico le bavaglie più "casual", ovvero quelle che evitano quadretti, dimensioni eccessive, disegni di pupazzi e pizzi, puntando su tinte unite oppure fantasie a righe o fiorate, dimensioni contenute, tessuti di piquet, abbottonature al posto dei classici laccetti.
A questo punto qualcuno penserà che è proprio ora che io torni a lavorare...

1 commento:

Franco ha detto...

Ma no, dài, è assolutamente normale scrivere di bavaglini per una mamma ancora "fresca"...

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