29 settembre 2007

Bavaglia casual

Riflessione su uno dei pezzi obbligati dell'bbigliamento dell'infante: la bavaglia.
Ce ne sono di diversi tipi, da scegliere in base alle necessità: per la pappa ( qui ti puoi sbizzarrire, le trovi in ogni tipo di materiale, compreso quello usa e getta; più grande è meglio è), per i rigurgitini (per fortuna Luigi non ne ha mai avuto bisogno), per la bava da dentizione (spessa, almeno a due strati, deve assorbire litri e litri di saliva)...
Di fatto le bavaglie sono un accessorio orribile, rovinano il look anche del neonato più ricercato, e la dimostrazione è che nelle vetrine dei negozi per bambini non compaiono mai. Chiunque ha avuto un figlio ne possiede però almeno una ricamata a punto croce con il nome del piccolo, regalo di un'amica o di una parente.
Visto che è impossibile farne a meno, tento di selezionare almeno per le uscite in pubblico le bavaglie più "casual", ovvero quelle che evitano quadretti, dimensioni eccessive, disegni di pupazzi e pizzi, puntando su tinte unite oppure fantasie a righe o fiorate, dimensioni contenute, tessuti di piquet, abbottonature al posto dei classici laccetti.
A questo punto qualcuno penserà che è proprio ora che io torni a lavorare...

21 settembre 2007

GQ: the 50 most stylish men of the past 50 years

Questa è la copertina del numero speciale di GQ (edizione americana) dedicato ai 50 uomini più fascinosi degli ultimi 50 anni: non c'è che dire, guarda pure tutti gli altri qui... Unica buccia di banana: Pete Doherty :-(

19 settembre 2007

La Storia siamo noi

Alla fine ne dovevo parlare, dopo questi mesi in cui, spesso involontariamente, ho seguito le puntate della trasmissione di Giovanni Minoli La Storia siamo noi. A volte senza audio, scrutando nel buio le immagini dal divano su cui stavo seduta per allattare Luigi a ore improbabibili della notte, a volte perché la tv rimaneva accesa dopo il tiggì della mattina e allora partivano i palinsesti di Rai Educational.
Devo ammettere che a me lo stile di Minoli non piace, ma suggestiona: la musica un po' drammatica della sigla di apertura, la sua parlata ritmata ed enfatica, i testi forti... e poi le immagini e i video di repertorio! Il tutto servito nelle fasi più acute del mio baby blues... Era come se mi raccontassero delle storie, per lo più tragiche, che già sapevo come sarebbero finite (Marcinelle, Moro, il nazismo, il boom economico, Oriana Fallaci...), ma con particolari avvincenti e inediti. Per esempio, voi lo sapevate che le casalinghe negli anni '70 facevano delle manifestazioni con tanto di striscioni e passeggini? Per me è stata una rivelazione. Ma non credo che la depressione post partum abbia giocato nella commozione suscitata dalle puntate dedicate a Paolo Borsellino e Dalla Chiesa.

Insomma, ringrazio la Rai e Minoli per avermi intrattenuto per tanti mesi, in assenza di un abbonamento a Sky :-)

Il mio nome è rosso

"... all'improvviso, tutto il mondo mi sembrò un palazzo con innumerevoli stanze che si aprivano l'una sull'altra. Riuscivamo a passare da una stanza all'altra solo ricordando e immaginando, ma la maggior parte di noi lo faceva molto poco e rimaneva sempre ad aspettare nella stessa stanza" (da Il mio nome è rosso di Orhan Pamuk)
Finalmente ieri sera ho finito di leggere questo libro: un'impresa, non è una lettura che scorre facile, soprattutto nei primi sei mesi di maternità, quando ogni sforzo di concentrazione riesce ciclopico. Però ne è valsa la pena, lo consiglio a chi ha voglia di leggere un Libro. C'è tutto: stile, intreccio, Storia, arte, amore, suspance... Ti viene voglia di conoscere meglio la Turchia, la sua storia e la sua cultura; e soprattutto di trovare la biblioteca più vicina per ammirare le miniature di Behzat e della scuola di Herat.

15 settembre 2007

L'importante è non fermarsi mai

Mi riferisco all'attività domestica sottointesa alla nascita di un figlio nel suo primo anno di vita.
All'inzio ha bisogno di una culla e di una carrozzina (con annesse lenzuola e copertine), poi di un lettino e di un passeggino. Dopo un mese necessita di sdraietta, ma presto, dopo i cinque mesi, vuole stare seduto appoggiato ad un ciambellone gonfiabile. Fino a quando inizia a essere più sicuro in un box, che si riempie di giochi e pupazzi e che troneggia nel mezzo del soggiorno. Per non parlare poi dei vestiti, che da un giorno all'altro diventano troppo corti e stretti, per cui urge comprarne o ereditarne di nuovi e della misura adatta.
Al sesto mese inizia poi l'avventura pappe, e anche la cucina viene ribaltata: farine, scorte di omogeneizzati, sterilizzatori (a freddo e a caldo), liofilizzati, robot, piattini e posatine, biberon (nella variante a becco o con tettarella) e soprattutto un seggiolone. Il bagno invece è sin dall'inizio invaso da vaschette, fasciatoi, stufette elettriche, prodottini vari e giochini galleggianti.
Insomma, roba, cose e oggetti spesso di dimensioni ingombranti ovunque, che invadono progressivamente e disordinatamente ogni angolo della casa, demolendo ogni sforzo per arredare i tuoi pochi metri quadri.
Come ovviare? Continuando a eliminare ciò che non serve più, implacabilmente, senza cedere mai alla pigrizia. Ogni volta si smonta, si lava e si sigilla pezzo per pezzo, poi si trasporta, spesso a casa di un genitore munito di cantina. Oppure si regala.
La regola d'oro: non far entrare in casa il nuovo accessorio se prima non hai fatto uscire, o quanto meno chiuso pulito e imballato in un armadio, un pezzo analogo per ingombro e collocazione. Questa la faticosa conclusione a cui io sono giunta dopo 6 mesi.
In alternativa, si può sempre cambiarea casa, ma suggerisco almeno 200 metri quadri. Io per adesso adotto la prima soluzione...

10 settembre 2007

CPB

Ecco i miei amici del Comitato Pendolari Bergamaschi, compagni di avventurosi viaggi sui binari tra Bergamo e Milano Centrale, nonché di estenuanti quanto quasi inutili battaglie per migliorare il servizio ferroviario regionale. E alla fine ce l'hanno fatta a finire anche su Panorama!

Speriamo serva a far funzionare meglio i treni per quando ricomincerò a pendolare...

7 settembre 2007

Show must go on...

Forse non è il momento per scrivere questo post, quando tutti sono commossi per la morte di Luciano Pavarotti. Ma il fatto che un grande artista dopo una vita di successi su ogni palcoscenico se ne vada, che Valentino si ritiri dalle passerelle nel 45° anno della sua onorata carriera, che Romano Prodi non si candidi alla guida del nuovo Partito Democratico.... come dire, mi fanno pensare che la vita in fondo non fa che il suo dovere, va avanti. E che forse è arrivato il momento che un po' di facce nuove si affaccino sul mondo di moda, politica e spettacolo. Certo, qualcuno potrebbe essere un po' depresso al pensiero di trovarsi la faccia della Facchinetti (la figlia dei Pooh e, peggio, la sorella di Dj Francesco) al posto di quella di Valentino Garavani... ma forse siete contenti di vedere Mike Bongiorno e Loretta Goggi (140 anni in due) che presentano per cinque sere Miss Italia in prima serata??! Mi auguro che almeno Luigi un giorno ne possa fare a meno...

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