29 agosto 2007

Diaperfreebaby.org: senza pannolino

Mi sono spesso chiesta come fanno le mamme dei paesi più poveri, dove certo non esisono i pannolini usa e getta ma nemmeno la possibilità di lavare quelli di stoffa (i ciripà), a tenere puliti da cacca e pipì i piccoli appena nati.
Ed ecco che sul Corriere compare oggi un curioso articolo su chi, nei paesi più sviluppati, propone di emancipare dal pannolino i bambini sin dalla nascita. Il metodo , leggo sul sito Diaperfreebaby.org, oggi si chiama Elimination Communication (o Elimination Timing o Infant Potty Training o Going Diaperless...) ed è ne' più ne' meno quello seguito dalle donne africane, dalle nostre antenate e dalle mamme moderne più volenterose e naturaliste.
Si tratta di base di una precoce "educazione al vasino", basata sulla convinzione che il neonato nasce consapevole delle proprie esigenze di "eliminazione". Dunque, la comunicazione che si instaura tra mamma e figlio, sin dalla nascita, consente una precocissima gestione delle feci e delle urine del piccolo senza ricorrere al pannolino, frutto della nostra solita cultura occidentale snaturalizzante.
Il ragionamento non fa una piega: se il neonato strilla per dirci che vuole mangiare, perché non dovrebbe in qualche modo comunicare anche la sua voglia di fare cacca e pipì? Sta solo a noi capirlo e stimolarlo all'uso precocissimo del vasino.

Mah, a leggere certe cose verrebbe voglia di crederci. Non dico che mi sta venedo voglia di provare ora a mettere Luigi sul vasino, ma magari tra qualche mese... L'idea di emanciparmi anche io dalla schiavitù del fai e disfa giornaliero che comporta il continuo cambio dei pannolini non è male :-)

26 agosto 2007

Ti piace Sanremo?

Per capire se ti conviene fare una vacanza a Sanremo, la riviera dei fiori e del festival della musica italiana, rispondi a queste domande:
- ti piace la focaccia, soprattutto nella variante sardenara (pomodoro, acciughe e aglio)?
- ti piacciono le strade rappezzate con diecimila tipi di asfalto diverso?
- ti piacciono gli stabilimenti balneari a pagamento con gli ombrelloni tutti uguali?
- ti piace il traffico cittadino tra le vie con i negozi alla moda (utili se il tempo fa schifo)?
- ti piacciono i porti turistici pieni di barche a vela, motoscafi e yacht?
- ti piacciono le ville in stile liberty circondate da rigogliosi parchi botanici?
- ti piace camminare su una diga foranea guardando le barche in mezzo al mare al tramonto?
- ti piacerebbe sapere il vero lavoro di Alfred Nobel (proprio quello dei premi Nobel)?
- ti piace comprare il pesce fresco la mattina dal pescivendolo che ti insegna anche a cucinarlo?
- ti piace la musica (leggera, jazz, d'autore...)?

Se hai risposto sì ad almeno la metà delle domande, allora puoi fare una vacanza a Sanremo. Diversamente, punta a diversi lidi.

16 agosto 2007

Nordic Walking

La Val di Sole e il Parco Nazionale dello Stelvio quest'estate si sono organizzati alla grande.
Oltre che da eventi e manifestazioni, boschi e montagne sono stati tapezzati con le segnovie per il Nordic Walking, che in parole povere significa camminare con i bastoncini da alpinismo alla mano.
Lo sforzo perché il Nordic Walking sembri una novità è però meritevole. Cartelloni che lungo i sentieri spiegano come impostare durante la camminata gambe, spalle, impugnatura e sguardo (!). Cartine e mappe che illustrano i percorsi suddivisi per grado di difficoltà. E segnovie ovunque, che impedirebbero anche a chi è totalmente privo di senso dell'orientamento di perdersi.
Noi abbiamo sperimentato il percorso ad anello (livello 1) che parte dal Belvedere di Folgarida: una strada in mezzo al bosco, praticamente senza dislivelli eccetto un imprevisto strappo finale. Per superare l'impervio sentiero, tra sassi e radici, io ho caricato Luigi nel marsupio e mi sono inerpicata, mentre Cesare si destreggiava con il passeggino per riportarlo al punto di partenza. Insomma, un brivido d'avventura in alta quota :-)

La gita si è comunque conclusa nel migliore dei modi. Senza rendercene conto ci siamo imbucati nella comitiva dell'hotel Dimaro, in trasferta pranzo in una graziosa baita nel bosco. Attirati dal profumo di salsicce alla griglia e dalla polenta cucinata sul fuoco a legna, ci siamo accomodati a uno dei tavoli già apparecchiati. Non ci è stato negato nulla (ovvero, ci siamo pappati tutto quello che ci hanno messo nel piatto).
Solo quando ci hanno chiesto se eravamo nuovi della combricola abbiamo realizzato di essere abusivi, ma a quel punto la pancia era belle che piena. Evviva la montagna!

12 agosto 2007

Un po' di cultura

Otto Artisti Sorabi della Lusazia. Come rinunciare a una mostra con un titolo così intrigante? Il piccolo Luigi dovrà pure iniziare a farsi una cultura!
E visto che ci troviamo in Val di Sole, con base a Malé, abbiamo sfruttato l'offerta culturale locale, iniziando proprio dai Sorabi. In realtà abbiamo colto l'occasione per visitare il castello di Caldes (che ospita la mostra), un vecchio edificio squadrato che risale al 1200, poi modificato nei secoli successivi. La custode ci ha riferito che la famiglia che viveva nella cappella sconsacrata del castello è sloggiata, mentre solo due dei piani della struttura sono stati recuperati e resi accesibili al pubblico.
Più degli artisti sorabi ci ha interessato la visita al museo della Civiltà Solandra di Malé: si tratta di una vasta raccolta di attrezzi, utensili, mobili e suppellettili utilizzati nei due secoli passati dai locali per il lavoro e la vita domestica.
La materia prima è sempre il legno, cosa che non può che entusiasmare Cesare. Suo padre gli ha lasciato in eredità non pochi esemplari di quegli stessi oggetti che oggi abbiamo visto nel museo e così ho scoperto anche a cosa servono. E dire che da qualche anno li teniamo in casa a mo' di soprammobili... ora li spolvererò con più entusiasmo :-)
p.s.: nela foto un pettine per cardare il lino, e chi lo avrebbe mai detto?

9 agosto 2007

Shopping a Cortina


Le condizioni metereologiche non stanno favorendo escursioni e passeggiate tra i monti. Il tempo incerto anche questa mattina ci ha spinto a fare una visita a un'altra delle località amene della zona: Cortina d'Ampezzo. Lo ammetto, avevo dei pregiudizi, pensavo fosse la solita località di montagna sopravvalutata, famosa soprattutto per mondanità e frequentazioni. E invece no.
Le montagne intorno a Cortina sono bellissime, imponenti e scenografiche. La città è curata ma non finta. E' bastato passare il confine regionale e approdare in Veneto perché i balconi siano meno fioriti e le case un po' meno fiabesche.
E poi c'è lo struscio di Cortina, affollatissimo. Qui ci siamo ripromessi di resistere alla seconda tentazione locale: lo shopping nei negozi di loden super chic e griffatissimi. La cosa c'è riuscita (abbastanza facilmente, visti i prezzi da fregaturisti), eccezion fatta per i pantaloni di una tuta acquistati in tutta fretta per Luigi da Benetton. E' successo che il pannolino mal posizionato ha ceduto e i risultati sono stati devastanti: il cambio si è imposto praticamente in mezzo alla strada, visto che era impossibile ricollocare Luigi sul passeggino, ma anche tenerlo in braccio.

Decisamente meno movimentata la sosta al lago di Misurina, sulla via del ritorno: durante un frugale picnic ci siamo goduti la vista delle mitiche tre cime di Lavaredo, che svettavano tra le nuvole che andavano e venivano.

8 agosto 2007

La cucina tirolese...

... mi sta creando dei problemi.
Il Trentino Alto Adige è la patria dei canederli, degli spatzli, dei rostig, degli strudel e delle torte al cioccolato che, come noto, non potrebbero esistere se non fosse per latte, burro, panna e formaggio.
La devozione di questa terra al latticino mi sta procurando non poche sofferenze, visto che a causa dell'allergia di Luigi mi devo astenere dal mangiare qualsiasi cosa ne contenga traccia.
Le privazioni iniziano di prima mattina, con il buffet della colazione: vietate le briosche, ma anche le torte della casa (che la padrona di casa sadicamente ripropone al pomeriggio nella hall dell'albergo per una merenda volante). Da brava madre con figlio allergico mangio pane e marmellata, al massimo mi vizio con un uovo sodo.
A mezzogiorno il pasto al sacco, a base di pane e speck: arrivata al terzo giorno devo dire che il salume affumicato inizia a sembrarmi indigesto.
Per finire la sera, quando in sala da pranzo mi rotea intorno ogni sorta di delizia locale guarnita di sbuffi di burro e panna, mentre a me viene servito un menù a parte, generalmente a base di contorni sconditi, primi al sugo rosso e verdure alla griglia.
La situazione inizia a deprimermi, in altri tempi sarei caduta felicemente a ogni tenazione, ma ora proprio non posso: aiuto!

7 agosto 2007

San Candido (Innichen)

Una visita breve, ma molto piacevole: pochi chilometri prima di Sesto Pusteria, San Candido è la cittadina altoatesina esemplare. Pulita e perfetta, le case sono dipinte e decorate da centinaia di fiori sui balconi in legno. I negozi che vendono loden e lana cotta sulla mondana via principale si alternano a caffè e pasticcerie, fino ad arrivare alla bellisima collegiata in stile romanico. Il giardino che si attraversa per accedere alla chiesa ospita un cimitero pittoresco, di quelli di montagna che a me ispirano serenità, dove i morti riposano in pace tra i vivi, nel bel mezzo del centro abitato (proprio come a Gressoney Saint Jean).
Abbiamo vagato con il passeggino anche nei dintorni dell'isola pedonale, tra casette in legno un po' meno perfette, giardini, orti e pollai. L'ultima tappa è stata in un "Lebensmittel" vicino al parcheggo per comprare prosciutti, pane e speck, un pasto al sacco consumato poi nel parco giochi di Sesto prima del pisolino pomeridiano di Luigi.
Mi sento davvero in vacanza!

6 agosto 2007

La prima gita

Per la nostra prima uscita alla scoperta dell'amena val Pusteria, ci hanno consigliato la gita in val Fiscalina (traduzione fantasiosa del tedesco Fischleintal), accessibile proprio a tutti, anche ai passeggini e persino alle carrozze trainate dai cavalli ( e a chi arriva con le infradito ai piedi...).
Noi ci siamo presentati molto ben preparati alla partenza, con il nostro passeggino trekking a tre ruote carico, oltre che di Luigi, anche di liquidi, vestiti caldi, marsupio e parapioggia.
Il percorso in realtà è l'inizio di una passeggiata ben più impegnativa, che porterebbe al rifugio Locatelli (2438 m., da cui si gode di una vista superba sulla tre cime di Lavaredo, così dicono, ovviamente noi non ci siamo arrivati).
Usciti a piedi dall'albergo, abbiamo seguito le indicazioni fino ai Bagni di Moso (1350 m., si tratta di un minuscolo centro termale) per poi proseguire in mezzo a boschi, prati e piccoli masi su una stradina bianca che porta all'albergo Dolomitenhof (1454 m.). In realtà questo percorso è una pista da fondo, che in inverno deve riservare grandi soddisfazioni ai fondisti e ai "ciaspolatori". Noi ci siamo accontentati di percorrerlo per poco più di un'ora con il nostro passeggino fino al rifugio Fondovalle (1540 m.), punto di approdo per famiglie, dove ci siamo abbondantemente rifocillati in mezzo ad altre circa duemila persone.
Avremmo potuto proseguire sulla pista per altre poche centinaia di metri (poi si sarebbe trasformata in un vero sentiero di montagna, con dislivelli ben più impegnativi), ma ormai Luigi dava segni di nervosismo, per cui abbiamo preso la via del ritorno. Poco male, ad aspettarci c'è stata la seduta alla zona wellness, con frutta e tisane super depuranti!

5 agosto 2007

Al Drei Zinnen


Davvero una bella sorpresa l'albergo dove abbiamo prenotato la nostra settimana altoatesina: il Drei Zinnen Hotel di Sesto Pusteria si è rivelato al di sopra delle nostre aspettative!
Innanzitutto la rete wi-fi funziona alla perfezione.
Poi: dalle visite frettolose al sito Internet non avevo realizzato che oltre alla piscina esterna c'è anche una micro zona wellness, che agli occhi di una neomamma reduce dai primi cinque mesi di maternità fa l'effetto di un paradiso termale. Ma quello che più ci affascina è la struttura dell'albergo: si tratta di un grande edificio in pietra che risale al 1929 (opera dell'architetto Holzmeister), arredato soprattutto nelle hall e nelle sale da pranzo con mobili e arredi originali: salottini, boiserie, poltrone, sedie, lampadari... tra il rustico locale e il razionale anni 30-40. Vista anche l'età e il tenore degli altri ospiti, l'atmosfera è da villeggiatura fuori dal tempo e a noi piace proprio così!

2 agosto 2007

Programmi estivi

Tra due giorni partiamo per le vacanze, quelle ufficiali. Una settimana in Val Pusteria, una in Val di Sole e poi approderemo in Liguria, a Sanremo, dove ci aspetta una seconda nonna volenterosa. In tutto tre settimane, passando per il via (casa) solo una volta.
Sono già in ansia: la preparazione delle valige dovrà essere un'operazione di precisione scientifica, un'impresa in cui nulla dovrà essere lasciato al caso perché ogni errore commesso in questa fase si paga (nel vero senso della parola) poi profumatamente.
Non sto esagerando, la presenza di Luigi imporrà un carico eccezionale della station wagon di Cesare: passeggino, culla, sdraietta, ciambellone per i giochi, i giochi, la farmacia, i vestiti per ogni stagione, una montagna di pannolini, stoviglie... e molto altro ancora (è proprio in questa voce che rientreranno le dimenticanze). Bei tempi quelli in cui in due si partiva per le vacanze in moto carichi solo di due valigette!

1 agosto 2007

W la Pappa!

Ce la stiamo per fare: tra dieci giorni inizia lo svezzamento di Luigi!
Oggi la Pediatra (finalmente di ritorno dalle sue infinite vacanze) ha detto sì, si può cominciare a nutrire questo bambino con qualcosa che non sia il latte materno. Perché aspettare dieci giorni? Perché nel frattempo il pancino di Luigi si deve "resettare" dopo gli sgarri alimentari commessi dalla sua snaturata madre. Dopodiché si parte con frutta e pappe di riso, sperando che nuove allegie non siano in agguato.
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