30 luglio 2007

Relax a Gressoney


Davvero peccato sia finita la nostra vacanzina a Gressoney!
Fresco, sole, passeggiate, mercatini... e Luigi in uno stato di grazia.
L'esperimento giunta è ufficialmente fallito, Luigi con o senza latte artificiale continua a voler mangiare di notte. Ma la presenza di una nonna volenterosa, che accudiva me e non solo il nipotino, mi ha decisamente rimessa in forze.
La foto non è merito mio ma di mio fratello, che ci ha raggiunti nel week end. Devo ammettere che non mi aspettavo uno zio John tanto sollecito (soprattutto nel realizzare materiale fotografico per il "book" del nipote). Del resto doveva pur recuperare, non avendo avuto modo di tornare dalla Cina e di conoscere Luigi nei mesi scorsi!

Lampada Tucano

Ho ritrovato questa vecchia lampada a Gressoney, sui comodini di una delle camere da letto.
Per anni è stata parte dell'arreamento della mia camera da bambina. Io l'ho sempre chiamata lampada Tucano, ma in realtà non so quale sia il suo vero nome.
Pochi anni fa guardando il catalogo online di Spazio900 ne vidi una uguale, ma ora non ricordo più né il nome del produttore né il nome proprio che le venivano attribuiti. Sulla base gialla gli unici dati riportati sono questi: Old Timer Ferrari - design OFT (o OTF?) Verona - mod. brev. patent - Made in Italy. Mi piacerebbe saperne di più... nel frattempo me la sono ripresa e l'ho piazzata nella cameretta di Luigi. La luce soffusa e rossastra, quando il tucano ha il becco chiuso, è l'ideale per i cambi notturni di pannolino, effettuati in punta di piedi e sperando che il piccolo torni in fretta a dormire.

20 luglio 2007

Fine di una villeggiatura

E con oggi finisce la nostra villeggiatura sul lago di Como.
Posso dire che per me e Luigi l'iniziativa non si è rivelata un successone. Alla domanda che mi ero posta all'inizio della nostra vita da laghée rispondo che no, non ci siamo innamorati di questo ramo del lago di Como. Magari siamo fuggiti da lì troppe volte e troppo in fretta, senza darci il tempo per poterlo apprezzare, causa il mal tempo e la solitudine. Magari, anzi sicuramente, il momento non era quello giusto, incastrati come eravamo tra poppate e paranoie da calo di latte.
La prossima destinazione è Gressoney e questa volta vado sul sicuro. E soprattutto ci vado con una nonna volenterosa!

18 luglio 2007

La giunta

All'inizio mi è venuto da pensare: l'ho spuntata, ecco finalmente la mitica giunta di latte artificiale con cui nutrire Luigi quando la fabbrica del latte è zoppicante. Mi sono sentita anche un po' subdola: infatti ho chiamato lo studio della pediatra che sapevo in vacanza per tutto il mese e ho parlato con la Sostituta.
Per lei non ci sono dubbi: il piccolo ha fame, per questo la notte si sveglia! Dunque, è necessario dare una giunta di latte in polvere agli ultimi due pasti della giornata. Quanto al problema dell'allergia ai latticini, si ovvia con un latte speciale che - mi anticipa - è pessimo nel sapore e molto costoso, ma che sarà ben tollerato dal pancino di Luigi.
Detto fatto, mi sono procurata il latte in questione, poppatoi, tettarelle e sterilizzatori senza badare a spese, perché la causa ovviamente lo merita.
E poi? Delusione. Luigi si rifiuta in modo categorico di succhiare le tettarelle in silicone, piange quando a forza gli faccio gocciolare il latte in bocca e al massimo gioca con il biberon. Dopo tre giorni di tentativi il miglior risultato ottenuto sono stati i 25 grammi assunti in mezzora questo pomeriggio. Che fare? Posso solo sperare che la sua fame si plachi con il caldo...

12 luglio 2007

I Quindici

Chi se li ricorda? Probabilmente chi li ha posseduti da piccolo, quindi i miei coetanei, cioé i nati più o meno negli anni Settanta!

Per chi ha avuto la sfortuna di crescere senza conoscere i libri dei Quindici ecco una breve delucidazione: trattasi di 15 libri che si propongono di spiegare e illustrare le cose del mondo ai bambini fino ai 10 anni (ai tempi infatti i 15 volumi erano definiti "Enciclopedia per ragazzi"). Ogni volume è dedicato a un argomento e ha un titolo tipo: "Fare e costruire", "Come funzionano le cose", "Come si fanno le cose", "Il mondo e lo spazio"..., mentre l'ultimo è dedicato ai genitori, in una sorta di summa pedagogica consultabile in ordine alfabetico. I più gettonati in casa mia (lo si capisce dall'intensità degli scarabocchi sulle pagine e dallo stato delle copertine) erano i volumi "Poesie e rime" e "Racconti e fiabe", ovvero i primi due, quelli dedicati ai più piccoli.

Così come per la mitica "Enciclopedia della donna" anche questo cimelio del secolo scorso è custodito, con i volumi disposti in in rigoroso ordine numerico, sulla libreria in casa dei miei genitori. L'edizione in nostro possesso è del 1971, mentre l'opera originale inglese si intitola Childcraft - The How and Why Library e risale al 1964. Oggi, mentre allattavo ospite sul loro divano, mi è caduto l'occhio sulla raccolta, sempre ben riconoscibile dato che i dorsi dei 15 volumi hanno colori accesi e in sequenza cromatica. Dati i recenti sforzi per imparare a memoria almeno uno straccio di ninna nanna, mi è venuta un'illuminazione: perché non recuperare almeno il primo volume dei Quindici, quello di rime e poesie, per raccontare qualcosa a Luigi nei prossimi mesi? Detto fatto, ho allungato le mani sul prezioso volume ed è stato quasi emozionante ritrovare alcune filastrocche di cui ancora ricordo qualche strofa. E poi non potevano non affascinarmi di nuovo le immagini e le illustrazioni, tutte così ordinate e pulite, insomma, tutte così anni '60, la mia passione.

Anche questa volta mi sono riproposta di sottrarre a mia madre l'opera intera, ma poi desisterò per la solita cronica mancanza di spazio in casa mia. Ma di sicuro di qui ci deve almeno transitare, Luigi non può certo crescere senza conoscere i Quindici! Chissà poi lui, tra qualche anno, come reagirà alla mia offerta di sfogliarne insieme un volume: magari solleverà un sopracciglio dalla sua Playstation e mi risponderà: "Sì mamma, dopo..."

11 luglio 2007

Crescere, che fatica

Luigi oggi compie 4 mesi. E per anticipare i festeggiamenti ha deciso da circa una settimana di ricominciare a svegliarsi molto presto la notte (quando la sua mamma è nella fase di sonno più profondo) per mangiare. Verso l'una sento arrivare l'ululato dalla sua stanzetta (ormai da un po' dorme nella sua camera, sia a casa che a Lierna) e sono costretta ad alzarmi. Ecco la sequenza dei tentativi per tamponare la situazione:
- lo cullo, nella speranza che si riaddormenti. E' successo una sola volta che il trucco funzionasse, per cui si è risvegliato ben quattro ore dopo. Di norma, si risveglia dopo mezz'ora (quando la sua mamma si è appena riaddormentata),
- se non accenna a smettere di piangere si passa al tentativo ACQUA, caso mai avesse sete. In realtà l'operazione serve solo a farlo arrabbiare e svegliare di più,
- gli do da mangiare. Lui è soddisfatto, io sconsolata rifletto che ancora non sono riuscita a fargli fare i mitici cinque pasti al giorno e che al più tardi alle sei di mattina sarò ancora sul divano con lui affamato.

Cosa dicono le solite esperte? Di solito che i loro figli a quell'età facevano al massimo quattro pasti al giorno, di provare a dargli un po' di latte artificiale la sera, di lasciarlo piangere... mentre in tutto questo la pediatra è in vacanza fino alla fine del mese. Ormai mi chiedo se sopravviverò fino al giorno in cui gli cucinerò la prima pappa...

1 luglio 2007

Ciuccio, cogli l'attimo

Non credevo che un bambino potesse rifiutarsi categoricamente di tenere il ciuccio in bocca. Prima che Luigi nascesse, al corso preparto ci dissero di mettere nella valigia per il ricovero anche un ciuccio di caucciu. Cosa subito fatta, acquistando un modello Chicco.

Fin da subito, ancora nel suo lettino delle nursery attorniato da tate professionali, Luigi ha rifiutato il ciuccio. Arrivata a casa, sono passata al modello Pre Natal, ancora in caucciu: niente da fare.
Quindi è iniziato il giro delle consultazioni delle amiche esperte, che parlano del ciuccio come di un'ancora di salvezza, una specie di silenziatore: a loro parere bisogna provare i vari modelli in commercio, fino a che il piccolo non trova quello a lui congeniale. Loro mi consigliano:
- ciuccio Mum: siamo riusciti a farglielo tenere in bocca per almeno 5 secondi, prima che lo sputasse ridendo contento.
- ciuccio Nuk e Avent: ancora da sperimentare.
Dunque, io fino al ciuccio Mum ci sono arrivata, poi ho maturato una mia opinione: non è il modello di ciuccio, ma l'attimo. Ovvero, c'è un momento in cui la creatura decide che gli va di succhiare il ciuccio, momento che potrebbe anche non arrivare mai, ma se succede qualsiasi ciuccio si trovi in bocca è ok. Io, comunque, sto per gettare la spugna...
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