10 maggio 2007

Mamma fascia vs Mamma carrozzina

Ho ormai letto molti libri su allattamento e puericultura, ho parlato con tante mamme e con esperte di vario genere e la mia conclusione, dopo una fase iniziale di disorientamento, è che i primi mesi da mamma si possono affrontare in due modi: seguendo le richieste del piccolo (cibo in primis, poi coccole e sonno) oppure tentando di disciplinarle. La scelta è ovviamente personale e insindacabile.

Nel primo caso l’allattamento viene fatto “a richiesta”: ogni volta che il bambino piange per fame (il 90% delle volte) gli si “dà la tetta” (anche 12 volte al giorno, mi dicono convinte le seguaci del metodo). L’allattamento a richiesta si accompagna di solito a un atteggiamento di assoluta disponibilità verso il bambino; chi lo pratica tiene in piccolo quanto più possibile attaccato a sé, anche durante le varie incombenze della giornata. Da qui l’utilizzo di marsupi (per mamme dal look sportivo) e di fasce (vanno per la maggiore, anche se danno un’aria un po’ no global). Chi opta per questo tipo di approccio si appoggia spesso a consultori dedicati alle madri e a gruppi tipo quelli de La Leche League: le mamme si incontrano ogni settimana assistite da un’esperta, di solito un’ostetrica. Ufficialmente lo scopo è di dare informazioni utili e aiuto, di fatto l’incontro si trasforma in una sorta di terapia di gruppo. Il rischio è infatti che la madre che allatta a richiesta si esaurisca nel giro di due mesi, mentre di solito suo desiderio è protrarre l’allattamento al seno oltre l’anno di età del bambino.

Se la fascia è lo strumento principe della madre “a richiesta”, la mamma disciplinata diventa invece schiava della carrozzina. Decidere di dare regolarità alle poppate di un neonato significa concentrare gli sforzi per tirare l’ora prefissata. Cosa meglio di una bella passeggiata distrae e assopisce il piccolo affamato anzitempo? Ecco dunque che le forzate della carrozzina imparano a riconoscersi nei punti topici della città (isole pedonali, passeggiate, parchi), si conoscono e prendono a frequentarsi senza mai smettere di camminare, camminare, camminare…
La Mamma carrozzina è riconoscibile per forma fisica (di solito, nell'arco di due o tre mesi ha perso tutti i chili presi in gravidanza), è sempre carica di borse (piene di cambi, fasciatoi da viaggio e parapioggia), gira anche a ore impensabili per la città, conosce a memoria le vetrine dei negozi e... se anche le parlate di latte artificiale non inorridisce troppo velocemente :-)

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