31 maggio 2007

Punto croce, ci riprovo


L'ultima fatica da "mani di fata" intrapresa prima di partorire è stato un ricamo a punto croce per un lenzuolino da culla. La scelta del soggetto, tre minuscoli ciclisti, doveva gratificare il futuro papà (appassionato delle due ruote) e piaceva molto alla futura mamma per la sua aria un po' démodé (il libretto da cui ho ripreso lo schema risale al secolo scorso e apparteneva alla sorella di una mia zia...)
Il giorno dopo aver impostato il lavoro con tanto di canovaccio e griglia applicati sul bordo del lenzuolo, mi sono trovata in ospedale con in braccio il piccolo Luigi. Ora sto tentando di riprendere in mano il tutto e di terminare il ricamo al più presto. I ritmi di crescita di Luigi mi fanno sospettare infatti che a breve dovremo abbandonare culla e carrozzina, in favore di lettino e passeggino e quindi... addio ciclisti démodé!

20 maggio 2007

Parco tecnologico

Non ero messa benissimo quanto ad attrezzatura tecnologica e digitale.
La macchina fotografica, vecchia di quattro anni fa, mi ha lasciato dopo un mese neanche dalla nascita di Luigi. La sostituirà una Canon Ixus. Ma la vera zavorra era il mio computer, soprannominato "il trattore" (causa i rumori che emette quando funziona) nonché "il catafalco" (per via dello schermo simile a una televisione con tubo catodico); non che lui mi abbia abbandonata definitivamente, ma in realtà era talmente datato da non valorizzare la linea ADSL di cui siamo muniti e da non supportare programmi di rielaborazione di immagini, i video... senza menzionare le volte che l'ho spento nel modo più drastico perché completamente impallato. Ora ho tra le mani un fiammante notebook HP. E a proposito di ADSL... è arrivato anche il modem WiFi!
Come mai tanta abbondanza? Semplice, il bonus compleanno è stato totalmente investito nel rinnovamento del parco tecnologico!

14 maggio 2007

Vita da laghée

Per circa tre mesi io, Luigi e Cesare vivremo più o meno stabilmente a Lierna, su "quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno...", ovvero a pochi chilometri a nord di Lecco. La nostra villeggiatura agevolerà l'andirivieni di Cesare tra Oggiono e Morbegno causa lavoro, mentre io e Luigi passeggeremo alla scoperta delle bellezze lacustri.
Per fortuna sono munita di auto. Lierna non offre molto a una Mamma carrozzina. La nostra casa è posta nella parte alta del paese e la discesa a lago è piuttosto impervia, pur tra carrugi e strette viuzze pedonali. Più che arrivare al paese (che di fatto consiste in una sola piazza e un imbarcadero ancora chiuso) vale la pena di imboccare la via Ducale nei pressi della stazione dei treni. Da qui, in zona pedonale tra villette e giardini alberati, si cammina paralleli alla strada statale e in circa una decina di minuti, deviando in via San Francesco, si arriva alla spiaggia di Lierna.


Riva Bianca è un lido di sassi chiari, molto pittoresco poiché chiuso in un'insenatura presidiata a sud dal minuscolo borgo medievale di Castello. Per le mamme segnalo la presenza di una rampa di accesso, panchine, alberi, un baretto e fondi percorribili con passeggino (meglio se un po' sportivo). Il lido non è organizzato con alcuna struttura, ma nel week end si popola di bagnanti oltre che di anatre e due fastidiose oche bianche.
Intanto, per cominciare la nostra villeggiatura sotto buon auspicio, cito Andrea Vitali, scrittore originario di Bellano, paese lacustre poco distante da qui: "Un luogo è pari a un altro. Come una donna. L'atmosfera fa la differenza. Bisogna innamorarsi per capire." Chissà se io e Luigi capiremo il lago di Como...

10 maggio 2007

Mamma fascia vs Mamma carrozzina

Ho ormai letto molti libri su allattamento e puericultura, ho parlato con tante mamme e con esperte di vario genere e la mia conclusione, dopo una fase iniziale di disorientamento, è che i primi mesi da mamma si possono affrontare in due modi: seguendo le richieste del piccolo (cibo in primis, poi coccole e sonno) oppure tentando di disciplinarle. La scelta è ovviamente personale e insindacabile.

Nel primo caso l’allattamento viene fatto “a richiesta”: ogni volta che il bambino piange per fame (il 90% delle volte) gli si “dà la tetta” (anche 12 volte al giorno, mi dicono convinte le seguaci del metodo). L’allattamento a richiesta si accompagna di solito a un atteggiamento di assoluta disponibilità verso il bambino; chi lo pratica tiene in piccolo quanto più possibile attaccato a sé, anche durante le varie incombenze della giornata. Da qui l’utilizzo di marsupi (per mamme dal look sportivo) e di fasce (vanno per la maggiore, anche se danno un’aria un po’ no global). Chi opta per questo tipo di approccio si appoggia spesso a consultori dedicati alle madri e a gruppi tipo quelli de La Leche League: le mamme si incontrano ogni settimana assistite da un’esperta, di solito un’ostetrica. Ufficialmente lo scopo è di dare informazioni utili e aiuto, di fatto l’incontro si trasforma in una sorta di terapia di gruppo. Il rischio è infatti che la madre che allatta a richiesta si esaurisca nel giro di due mesi, mentre di solito suo desiderio è protrarre l’allattamento al seno oltre l’anno di età del bambino.

Se la fascia è lo strumento principe della madre “a richiesta”, la mamma disciplinata diventa invece schiava della carrozzina. Decidere di dare regolarità alle poppate di un neonato significa concentrare gli sforzi per tirare l’ora prefissata. Cosa meglio di una bella passeggiata distrae e assopisce il piccolo affamato anzitempo? Ecco dunque che le forzate della carrozzina imparano a riconoscersi nei punti topici della città (isole pedonali, passeggiate, parchi), si conoscono e prendono a frequentarsi senza mai smettere di camminare, camminare, camminare…
La Mamma carrozzina è riconoscibile per forma fisica (di solito, nell'arco di due o tre mesi ha perso tutti i chili presi in gravidanza), è sempre carica di borse (piene di cambi, fasciatoi da viaggio e parapioggia), gira anche a ore impensabili per la città, conosce a memoria le vetrine dei negozi e... se anche le parlate di latte artificiale non inorridisce troppo velocemente :-)
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