22 aprile 2007

Massaggini

Anche Luigi soffre periodicamente di quelle che tutte le mamme chiamano "coliche" e che i pediatri preferiscono definire occasionali "mal di pancino". Aldilà delle disquisizioni sul termine, a ogni attacco di male il piccolo si contorce piangendo disperato, con grande frustrazione della mamma impotente. Circa dieci giorni fa, su suggerimento di amiche più esperte di me in fatto di neonati, mi sono dunque decisa a portare Luigi da Valeria, una massaggiatrice dell'AIMI (Associazione Italiana Massaggio Infantile).
Valeria non doveva massaggiare Luigi, bensì attraverso due sedute insegnare a me come farlo in modo da evitargli il più possibile quei dolorosi momenti. Gli incontri sono stati individuali, ma avrebbero potuto essere condivisi con altre madri; i massaggi sono in relatà una serie di semplici movimenti da ripetere due volte al giorno e... con mia grande felicità (e - immagino - ancora più grande di Luigi) FUNZIONANO! Le sedute di massaggini si ripetono ora quotidianamente sul fasciatoio di casa e si protrarranno per almeno due settimane: al termine ci sarei quasi arrivata, ma ho paura di smettere, non si sa mai che si ripresentino le temutissime coliche!
Nel frattempo mi sto facendo istruire anche sui massaggi rilassanti e al prossimo incontro si presenterà anche Cesare. La promessa è che il piccolo benefici di maggiore tranquillità e soprattutto che dorma come un angioletto :-)

11 aprile 2007

Vade retro tiralatte!

Prima o poi durante la gravidanza e la maternità sorge in tutte il dubbio di poter tornare a essere attraente e desiderabile, almeno per quell'uno che è il padre del proprio figlio. Ma il dubbio si fa certezza quando si ha la sfortuna (o fortuna, dipende dai punti di vista) di imbattersi nel tiralatte.

Il tiralatte può essere vissuto in modi a dir poco contrapposti. C'è chi lo considera entusiasticamente strumento di riconquistata libertà: consente infatti di togliere il latte (manualmente o con supporto di apparecchiatura elettrica), di conservarlo in frigo o in freezer e di farlo somministrare da una baby sitter o da una nonna volenterosa. Un approccio sicuramente pragmatico: il piccolo non viene privato del prezioso latte materno, ma la mamma è libera di prendersi una pausa lontano da lui.
Nella loro soddisfazione, sfido però le adepte del tiralatte a sostenere che l'utilizzo di questo strumento sia una passeggiata. E non solo perché è doloroso, ma anche perché rende irreversibile la trasformazione in macchine da riproduzione: persa ogni traccia di poesia (il famoso bonding che si crea tra madre e figlio durante l'allattamento) rimane la sensazione di essere munte e prosciugate!
Chi ha la sfortuna poi di doverlo utilizzare per evitare i cosiddetti ingorghi e annesse mastiti, difficilmente si consola pensando alla possibilità di allattare "a distanza": si limita a subire la pratica del tiralatte augurandosi che finisca in fetta :-)

6 aprile 2007

Pasqua a Castelnuovo

Per la prima gita fuoriporta con il piccolo Luigi abbiamo scelto Castelnuovo Bocca d'Adda, il paese dove ha vissuto tutta la vita mia nonna Giacomina e dove è nato mio padre. La casa della nonna, ora un po' malconcia, è comunque un buon punto d'appoggio oltre che di ritrovo con gli altri parenti.
Dopo il pranzo pasquale (allestito come sempre con grande abbondanza dalla zia Marilena) ho combattuto il momento di inevitabile abbiocco con una passeggiatina, accompagnata da mia sorella Alessandra e da mio cugino Alessandro (indovinate come si chiamava mio nonno!!) questa volta munito di fidanzata londinese.
Castelnuovo si trova incuneato tra Adda e Po, circondato da argini che ora sono parte del Parco Adda Sud. Nonostante gli argini e le discese verso i due fiumi siano agibili con biciclette, auto e passeggini, non ci siamo spinti verso le mete più interessanti della zona (come a cascina Bonissima o il punto esatto in cui si vede l'Adda affluire nel Grande Fiume), ma ci siamo limitati a percorrere l'argine che costeggia la statale di ingresso al paese.

5 aprile 2007

Passeggino Tour

La carrozzina è una vera manna, funziona come la morfina sul piccolo: non appena sollevo la navicella-culla e la trasporto per le scale, prima ancora di essere arrivata al piano terra dove ci aspettano le tre ruote, Luigi sta già sonnecchiando!

La stagione ancora non è stabile, ma nel week end ho inaugurato le lunghe passeggiate, e ieri ci siamo fatti proprio una bella gita. Destinazione: casa della nonna, passando per le mura e Città Alta.
Sulle mura ci siamo arrivati affrontando la salitona di via Sant'Alessandro, con tanto di fondo ciotolato che amplifica l'effetto culla. Passati per porta San Giacomo, mi sono diretta a Colle Aperto e qui mi sono premiata con la mia seconda colazione: cappuccio e brioshe della Marianna, praticamente un rito.
Le vetrine della corsarola di via Colleoni non erano niente di speciale, ma nei giorni feriali anche il centro di Città Alta ci guadagna, non è preso d'assalto come nel week end e si incontarno solo residenti e qualche turista straniero.

Per scendere verso via Pignolo ho imboccato la discesa che dalla funicolare porta alla Fara e alla chiesa di Sant'Agostino: percorso direttissimo verso la città bassa, ma la prossima volta metterò scarpe con il fondo in gomma; con quelle di cuoio non mi sentivo molto sicura e già mi immaginavo il peggio, con me che scivolavo e la carrozzina che partiva come una saetta modello corazzata Potëmkin...

Ignaro di tutto questo il piccolo Luigi se ne stava sprofondato nella sua culla in uno stato di dormiveglia e così è rimasto fino allo scoccare dell'ora X, ovvero la poppata del pranzo somministrata a casa della benevola nonna (che a sua volta continua a preoccuparsi dell'alimentazione della figlia!).
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