27 febbraio 2007

Argentina mi ricordo

Fa impressione rivedere le scarpe dei gauchos argentini sulle pagine di un giornale, proposte per di più come nuovo oggetto del desiderio per modaioli europei!
Si tratta delle alpargatas, le scarpe di stoffa e corda calzate da chi lavora e si muove a cavallo per le pampas sudamericane, prodotte ora da un texano che le vende a scopo più o meno benefico (TOMS Shoes).
I gauchos argentini indossano una sorta di divisa per lavorare nei campi. Oltre a questa specie di espadrillas, portano le bombachas, dei pantaloni bellissimi chiusi da un bottone alla caviglia, larghi sulle cosce e decorati da pinces cucite a volte fino in fondo. Le camicie sono colorate e spesso ricamate sulle spalle o sulla schiena e si indossano con un fazzoletto annodato al collo.
Al termine del mio soggiorno nella provincia di San Luis - parlo del lontano 1999 - avevo comprato un paio di bombachas, ma con scarso successo: non esistono pantaloni da lavoro femminili, quindi la taglia e il taglio non sono dei più "fit" per le donne. Mai però mi era venuto in mente di comprare le alpargatas, forse anche in quel caso era una questione di numero?
Trovavo che i gauchos fossero molto eleganti, soprattutto quando cavalcavano. Li ho anche fotografati in gruppo, mentre lavoravano nei campi con le mandrie... che bei ricordi!

21 febbraio 2007

Unacasaperfetta.com

Si tratta di un sito (purtroppo non ancora di casa mia...), nato su ispirazione del libro Una casa perfetta di Cindy Harris (Luxury Books), ma sponsorizzato da Nuncas, marchio di prodotti per l'igiene della casa.
Ci ho trovato un po' di suggerimenti pratici (kit di base per pulizia, come fare il bucato, l'esperto risponde...), ma la sezione più interessante, quella di Lifestyle, è ancora in costruzione. La promozione dei prodotti dello sponsor però è pesante, per cui alla fin fine sarà più divertente rifarsi direttamente al libro della Harris.
Fino ad ora per le informazioni sulla gestione domestica, oltre che all'evergreen Enciclopedia della donna, mi sono affidata al manuale di Irma d'Aria, Il piacere della casa.
Mi sono spesso chiesta cosa spinge una donna a scrivere un manuale dedicato ai lavori domestici. Va beh, oggi come oggi nessuna delle guru della casalinghitudine si limita a dispensare consigli della nonna e tutte mettono sul piatto anche space clearing (e feng shui), bon ton (vedi Domestic Bliss di Rita Konig), nostalgie vintage e teorie new age.
Le pagine più divertenti di solito sono quelle dedicate all'arte dell'invito: l'esibizione del proprio lavoro tra le pareti di casa (ovvero il momento in cui si ricevono gli ospiti, si cucina per loro e li si mette a proprio agio) è fondamentale, anzi, credo che qui sia il vero godimento e coronamento di tutta la fatica!

15 febbraio 2007

Mission: Impossible

Potrei avere davanti a me ancora due o tre settimane di gravidanza. Nelle quali dovrei sistemare la cameretta.
Premessa: fino a ottobre 2006 la cameretta non esisteva fisicamente. Da lì in avanti un angolo dell'ampio living/cucina è stato chiuso con parete in cartongesso e vetro e dopo poco è stata aggiunta una porta, poi dipinta di bianco: formalmente, ha iniziato a esistere una nuova stanza, in realtà è nato il refugium peccatorum della casa.
Da quando sono in maternità ce la sto mettendo tutta per farne una "cameretta". A più riprese ho tentato di organizzare altri angoli della casa per accogliere nuovi armadi e scaffali e una settimana fa sono stati montati i battiscopa... ma l'aspetto di magazzino permane. Perché? Forse per via dell'accatastamento di scatole, computer, carrozzine, pezzi di passeggino, culle mezze impolverate, lampade vecchie e nuove... o forse perché l'orrido stendino regna sovrano?
Urgono idee: la cameretta non sarà mai tale fino a che non ci sarà un micro progetto di sistemazione che ci piaccia almeno un po'. Eviteremmo lettini, fasciatoi e armadi coordinati e corredati di orsetti a colori pastello; mi piace lo stile nordico dei mobili e degli accessori di Nume, ma ora vengono promossi a Milano da DePadova ed è stato aperto un negozio monomarca, non oso immaginare con che costi. Cesare, come al solito, punta a un mobile vecchio...

Quanto all'imprescindibile fasciatoio c'è Raphia di Jacadi che sembra funzionale (in legno, munito solo di ripiani, senza cassetti e facile da spostare), ma dove si compra?



L'acquisto più economico è il vero fasciatoio in legno di Ikea , a cui però bisognerebbe aggiungere le 4 ruote. Si delinea all'orizzonte una spedizione in giro per negozi specializzati, che avrei evitato volentieri...

10 febbraio 2007

Polpettone secondo Artusi

Ieri sera sono venuti a trovarmi i miei colleghi da Milano. Sono stati veramente carini, non mi aspettavo che alla fine si sarebbero organizzati così in tanti per venire fino a qui, per di più un venerdì sera.
Ho preparato una bella cenetta, provando per la prima volta a fare il polpettone di carne. Per farlo ho seguito la ricetta classica di Pellegrino Artusi (da "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene"): mi è piaciuto molto! Il soffritto di aglio, cipolla e prezzemolo lo rende di certo un po' più pesante, ma anche molto più saporito.

Ingredienti per 6 persone: 300g di carne di manzo, 250 g di vitello, 50 g di salsiccia di maiale, un uovo, tre cucchiai da minestra di parmigiano, un panino e mezzo con tanta mollica, una scodellina di latte, uno spicchio d'aglio, una cipolla, prezzemolo, sale, pepe, olio e burro per friggere, un po' di farina, un po' di vino bianco.
Se compri la carne dal macellaio, fattela tritare.
Prepara un soffritto con l'aglio, la cipolla, il prezzemolo finemente tritati, olio e burro; nel frattempo lascia il pane immerso nel latte; impasta poi il soffritto, il pane che avrai strizzato e la carne; aggiungi sale e pepe. Fai una grossa palla, infarinala leggermente, ponila in una pentola antiaderente dove avrai messo a rosolare un po' di burro e cuoci sul fuoco, girando ripetutamente, per un'ora abbondante; se si asciugasse troppo, aggiungi due o tre cucchiai di vino bianco (io li ho aggiunti subito).

8 febbraio 2007

La valigia

Sto riempiendo la mitica valigia che deve essere sempre pronta nelle ultime settimane della gravidanza. Non pensavo fosse così laborioso.
Innanzitutto non bastano solo le tue camicie da notte, ma serve anche il corredino del nascituro, suddiviso in giorni di degenza ed eventuali cambi aggiuntivi. Si è dunque costretti a fare dei conti e a confrontarsi con una lista che viene fornita durante il corso preparto. A questo punto è pressoché inevitabile che scatti una fase di shopping in negozi specializzati (o di telefonate alle amiche che ti possono fornire tutine e body usati) perché scopri che ti mancano un mucchio di cose. Se poi ti chiedi in anticipo come lo vestirai per portarlo fuori dall'ospedale, con quale culla/carrozzina/guscio lo trasporterai nel suo primo viaggio verso casa, dove lo sistemerai una volta arrivati... beh, allora scatta anche un po' di panico! Avevi pensato alle tele cerate da mettere tra materasso e lenzuolo della carrozzina? E il materassino, è antisoffoco? E i ciucci in caucciù? Forse è meglio assumere un atteggiamento un po' più zen.. ma la fase valigia non è certo da sottovalutare.

7 febbraio 2007

Eames Plastic Armchair

Alla fine il regalo di nozze di Giovanna e Nicolò è arrivato: la sedia progettata negli anni '50 dalla coppia di designer americani Charles & Ray Eames, che oggi viene riedita da Vitra.
Il guscio in polipropilene si associa a diversi supporti; noi abbiamo scelto la versione bianca con i pattini in legno che ne fanno una poltroncina a dondolo. Dopo averla vista ambientata in numerosi servizi su diverse riviste di arredamento mi aspettavo fosse più grande, invece ha delle dimensioni molto contenute.
Mi sembrava bello che un regalo di nozze nascesse da un progetto ideato proprio da una coppia di sposi designer. In realtà sono diversi i designer che hanno condiviso con le mogli anche momenti della loro vita professionale. Charlotte Perriand progettava mobili e architetture con Pierre Jeanneret, compagno un po' trascurato, mai marito. Iela Mari ha disegnato con il consorte Enzo delle illustrazioni per bambini, mentre Massimiliano Fuksas lavora nel suo studio con la moglie Doriana, anche se lei non fima nulla, chissà perché?

5 febbraio 2007

Preparto

Da circa due settimane sto seguendo anche un corso preparto. A tenere le lezioni è principalmente l'ostetrico Giuseppe: abbastanza insolito che sia un uomo, ma a dire la verità inizio a trovarlo confortante. Nelle prime lezioni si è dilungato sulle fasi del parto: piano piano sto entrando nell'ottica di dover partorire, mi ci sto abituando. Credo sia molto utile vedere anche i luoghi dove avverranno fisicamente il travaglio e il parto: lo trovo rassicurante e spero che anche Cesare riesca a farci una visita prima del fatidico momento.
Ma l'emozione e la vera "botta di realtà" è arrivata nella nursery: qui, usando come "cavie" i bambini nati in giornata, ci hanno mostrato medicazioni, lavaggi, cambi di pannolini... insomma, il tutto iniziava a essere molto concreto e reale! Le sensazioni erano molte e confuse, dalla tenerezza all'inadeguatezza.

Nel frequentare i corsi per gestanti un aspetto non secondario è l'approccio con le altre future mamme: se ne conoscono di ogni tipo ed età e con tutte si parla, parla, parla... ovviamente del nascituro e della maternità. Non pensavo che mi sarei lasciata coinvolgere tanto, e invece! Mi entusiasma il mondo dei corsi per gestanti, tanto che sto iniziando a pensare che continuerò a frequentare neomamme anche dopo il parto: ho scoperto che ci sono corsi per l'allattamento, per massaggiare i neonati, di nuoto per bambini di tre mesi... Un mondo meraviglioso!!
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