1 gennaio 2007

La Grande Enciclopedia della Donna

Ci sono arrivati!
Hanno riesumato quel grande capolavoro che è l'Enciclopedia della Donna, edita negli anni '60 da Fabbri Editore. Certo, nulla a che vedere con i tredici volumi rilegati in brossura che mia mamma ancora tiene ben riposti sul Billy di Ikea.
Rizzoli si è limitato a una summa di quelli che sono i consigli di bon ton, dalla moda al ricevere, per signore un po' vintage. In realtà, l'Enciclopedia della Donna era davvero enciclopedica e copriva una vastità di argomenti: puericultura, cucina, arredamento, bellezza, cucito, ricamo, rapporti sociali, lavoro, salute... Quella montagna di suggerimenti e consigli in alcuni casi oggi risulta datata (ci mancherebbe!), ma in altri... non solo suonano di buon senso, ma sono davvero utili. Certe ricette, come per esempio quella per le pesche ripiene, le istruzioni per imparare i punti base della maglia, certe regolette di galateo... e dove le trovi altrimenti? Sono lì, da consultare tutte insieme, e intanto ti ripassi anche gli stili dell'arredo e i sistemi infallibili contro le tarme.
E' evidente che i tredici volumi mi entusiasmano (a dire la verità ambirei anche a portarmeli a casa!) e mi dà un po' noia che nelle recensioni a questo nuovo libricino parlino di "nostalgia" e "ironia" per i "fantastici anni '50 e '60" (e soprattutto sulle massaie di quei decenni). Abbasso l'introduzione di Lella Costa: nei prossimi mesi voglio trasformarmi in una perfetta padrona di casa in puro stile Enciclopedia della Donna!

3 commenti:

Carmen ha detto...

la ricordo anch'io. Mia sorella la buttò, la odiava. C'era la settimana della casalinga organizzata. Mi sembrava a ritmi serrati e mi faceva sentire inadatta per questo genere di vita. Ora finita la dittatura faccio la settimana corta e democratica!

Anonimo ha detto...

Meravigliosa. Mia mamma ce l'ha ancora. Io e mio fratello (classe '74 e '76) quando eravamo alle elementari, anziché rintronarci davanti alla televisione sfogliavamo la Grande Enciclopedia della Donna. Mio fratello si divertiva come un pazzo col Galateo.
Le mie cugine grandi venivano a sorseggiare il the, a chiacchierare con la mamma e a consultare le preziose rubriche della Grande Enciclopedia della Donna.
Ai tempi del Liceo la detestavo anch'io credendola un prontuario maschilista e clerico-fascista.
Ora la adoro e torno spesso a consultarla, non solo con tenerezza e nostalgia. Alcuni suggerimenti -cucina, cucito, maglia, cura della casa, giardinaggio - risultano davvero utili.
Le rubriche di Teatro e Letteratura inoltre non suggeriscono romanzetti futili per donnine ebeti, bensì testi classici, quali Verga, Svevo, Pirandello, Miller, Shakespeare...
Giunti a questo punto chi fa davvero pena sono le post-sessantottine-radical-chic-di-successo (Lella Costa, Natalia Aspesi, etc...) che non riescono a interagire con le donne del 2012.
Viva la Grande Enciclopedia della Donna!

Alessandra

littleelo ha detto...

Alessandra, condivido il tuo entusiasmo. C'è davvero da riesumare un capolavoro di buon gusto come l'enciclopedia della donna, che io ribattezzerei dedicandola anche agli ometti :-)

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