29 gennaio 2007

Wallpaper

Sono giunta alla conclusione che mi piacerebbe applicare della tapezzeria sulla parete sinistra del corridoio di casa mia: così come è ora, è troppo bianca. Cesare preferirebbe dei quadri, ma per ora questo non importa.
Non vorrei una carta con classici pattern piccoli e ripetitivi, ma qualcosa che dia più un effetto di decoro-affresco. Ci sono in commercio, e sono per lo più inglesi, delle tapezzerie molto fantasiose, che poco hanno a che vedere con le vecchie carte da parati.
Per esempio, Tracy Kendall propone dei motivi grafici in grande scala da applicare o anche solo appendere in foglio unico sulla parete. A Milano, nel ristorante di Rossana Orlandi, ho visto ai muri le sue posate giganti. In casa mia vedrei meglio dei motivi floreali oppure le piume, le spighe... Anche le foglie metalliche di Jocelyn Warner mi piacciono molto.

Sempre inglesi, sono le carte di Interactive Wallpaper, di Rachel Kelly. L'interattività consiste nel fatto che puoi scegliere e configurare i singoli elementi decorativi; in realtà per fare questo devi acquistare degli sticker adesivi, da applicare su pareti, vetri o mobili... Per ora non ho resisistito e ho comprato on line un pacchetto di adesivi esemplificativi della linea Long Flower, di cui esiste poi una normale carta da parati.

In tema di tapezzerie, mi ha affascinato anche la storia di Florence Broadhurst (oltre che le sue creazioni), un'australiana nata nel 1899. Dopo una vita avventurosa (tra Asia ed Europa, svolgendo attività alternative e inventate), a circa 60 anni ha iniziato a disegnare con successo carte da parati, che subito sono diventate di gran moda a Londra e a Sidney. Oggi la celebrano con mostre e film, rieditano le sue carte (Signature Prints) e rimane il mistero della sua morte violenta. Anche in questo caso non ho resistito: ho comprato online dei sample di tapezzeria... me li spediranno dall'Australia per posta. Che emozione quando arrivano!


25 gennaio 2007

Macef di primavera

Quest'anno non sono riuscita a fare nemmeno una visita ai padiglioni del Macef. L'impresa era aldisopra delle mie possibilità fisiche. Visitare anche solo un terzo dei padiglioni della fiera di Rho-Pero a Milano, almeno i due dell'esposizione più selettiva "Dettagli": impensabile.
Però mi è spiaciuto non andare (mi sento quasi in colpa) e per ora ho visto poco anche su giornali e tv. Un articolo sul Corriere della Lombardia e il servizio di un tg non sono bastati a darmi un'idea di cosa l'allestimento proponesse di nuovo. Hanno dichiarato come da due anni a questa parte "stop al minimal" e portano come nuova tendenza l'oggettistica antropomorfa: non mi sembrano poi 'ste novità...
Il sito del Macef è ancora un po' scarno...

24 gennaio 2007

E' finito!

Il maglioncino di Sofia è finito, cucito (non da me ma dalla magliaia), con bottone , automatico ed etichetta ricamata a punto croce. Ora devo impacchettarlo e spedirlo a Bruxelles. Sto già pensando alla mia prossima opera, magari una coperta...

19 gennaio 2007

Letture nell'attesa

Ecco i libri che in queste settimane ho per le mani:
- Fate la nanna, di E. Estivill e S. de Béjar: un po' presto per leggerlo, ma gli ho dato una scorsa, dicono che faccia bene iniziare sin da subito a gestire la questione "sonno". Potrebbe essere catastrofico se le cose prendono una brutta piega.

- Avremo un bambino, di J. Balaskas e Y. Gordon: un manuale dedicato in gran parte alla gravidanza, dal concepimento al parto. Quest'ultimo capitolo ancora non ho avuto il coraggio di aprirlo, forse è ora, ma vado per gradi. Un po' new age, ma le informazioni servono.

- Il Bambino, di B. Spock con revisione di R. Needlman. Ancora non ho colto quanto la revisione abbia snaturato questo testo del 1945, ma mi interessava capire meglio cosa ci fosse di così rivoluzionario nel suo "you know more than you think you do". E soprattutto capire se le sue teorie più permissive circa l'educazione dei figli possono fare davvero dei danni...

- Il nuovo bambino, di Marcello Bernardi (lo Spock italiano): me lo hanno regalato a Natale, sottolineandone l'utilità. E' un manuale per la cura e l'educazione del bambino. Per ora ho letto la parte relativa a corredo, cameretta, prime reazioni dopo la nascita... aspetto di incontrare tracce di "pedagogia radicale".

- I no che aiutano a crescere, di Asha Philips

18 gennaio 2007

Mum is not mummified...

Mi sta venendo un po' l'angoscia che in questa fase della maternità (le ultime settimane di attesa) si corra il rischio di ipnotizzarsi e, complici peso e sensazione di stanchezza, alla fine si finisca per rimanere inerti, dormire in continuazione, guardare cose improponibili in tv, insomma: passive.
Per scongiurare tutto questo, sto tentando la via della "professionalizzazione" della gravidanza! Letture, corsi, corredino, stanzetta... forse esagero, ma l'impressione è che se ti fermi sei perduta e la mummificazione prende il sopravvento!

11 gennaio 2007

Passeggino Tunnel

Ci siamo, sto per entrare nel tunnel "scelta del passeggino", nonché carrozzina, nonché guscio, nonché...
Primo punto: scoprire che ci sono delle leggi da rispettare in materia di trasporto. Ma in fin dei conti questa è la parte più facile.
Secondo punto: capire cosa vuoi fare con una carrozzina/passeggino. Fare shopping, trekking, portarlo in giro in auto...? A seconda dell'attività, cambiano radicalmente i modelli: un tre ruote è scomodo se l'unica cosa che farai nei prossimi mesi sarà entrare e uscire dai negozi (le ruote posteriori difficilmente passano attraverso le casse del supermercato e le porte di panettieri e fruttivendoli): per queste attività è meglio optare per i classici ripiegabili, leggeri e a quattro ruote. Al contrario, se l'intenzione è di non fermarsi in caso di neve, sabbia e sassi il tre ruote è l'ideale.
Se poi l'esigenza è trasportare il bebè soprattutto in auto, posso dire con quasi certezza che la soluzione "trio" (ruote + passeggino/culla + guscio auto) è la più funzionale: stacchi un guscio dalla macchina e lo riattacchi a delle ruote, senza scomodarlo. Il trio è comodo anche per chi vive in case senza ascensore.
Terzo punto, non sembra ma conta: quanto trendy vuoi essere quando sei in giro con il tuo passeggino? A seconda anche dell'intensità dell'invidia che intendi suscitare sceglierai in base alle marche:
- chic costoso: Aprica quello con il negozio in via Montenapoleone, Bogaboo (lo usa Gwyneth Paltrow e a Londra va per la maggiore, ma tutto colorato e disegnato), Stokke;
- sportivo glamour: Quinny (più di moda qualche anno fa), Foppapedretti Tachnology;
- classico di buon gusto: Inglesina, Peg Pérego, Chicco;
- onesto decoroso: Brevi, Cam.
Questo il livello di conoscenza a cui sono giunta dopo circa un mese di indagini e attente osservazioni di amiche e passanti. La scelta è ancora da fare!

10 gennaio 2007

Gestanti acquatiche

Ho finalmente cominciato il corso di nuoto per gestanti, tenuto da un'ostetrica, l'Attilia, in una piccola piscina vicino a casa.
In realtà, si tratta di un corso di aquagym per donne incinta, con tanto di musica.

Che sensazione di leggerezza :-) Dopo mesi e mesi in cui forza di gravità e tanti chili in più (circa un pacco da 9 litri d'acqua posizionati tra schiena e bacino, sigh!) hanno infierito su di me, potermi muovere con scioltezza, incurante di dolorini e sbilanciamenti, mi ha dato sensazioni di benessere e sollievo. In più, aiutata con salvagenti e galleggianti, ho rifatto esercizi e movimenti che da tempo non mi permettevo più.
Le compagne di corso? Siamo tante ippopotamine in costume da bagno, sul genere di quelle danzanti con tutù nel film Fantasia di Walt Disney!

5 gennaio 2007

Martine Camillieri, La Périphérie


Ho scoperto circa un anno fa l'esistenza di questa francese, artista-"scenografa del quotidiano", che fa parte dell'associazione La Périphérie. Non so quanto brava si possa ritenere, ma ogni volta che guardavo le sue creazioni fatte di materiali di recupero, stoviglie giocattolo e vecchia plastica dai colori un po' fluo mi veniva in mente, soprattutto per soggetti e spirito effimero, Elio Fiorucci; o meglio, il suo vecchio negozio in San Babila.
Ed infatti ecco il suo nome su un libricino che lo scorso anno mi diedero al Macef, (Pop Ideas) associato a quello di Fiorucci. Leggendo l'articolo non ho ben capito cosa i due abbiano poi fatto insieme (forse uno stand), ma la sequenza di immagini delle creazioni dell'uno e dell'altra è significativa.

PS: 4/02/07. Sergio Calatroni, leggo per la prima volta il nome di questo architetto milanese su CasaAmica. Nel suo studio collabora con la moglie giapponese Miyuki Yajima e fa lavorare molti giovani designer. Grafica un po' giappomanga, colori shocking, gadget e materiali plastici mi hanno fatto venire in mente il duo Fiorucci-Camillieri. Peccato che il sito sia praticamente innavigabile...

4 gennaio 2007

La pizza di scarola

Veniamo spesso invitati a cena da Chiara, una zia di Cesare.
Apprezzo molto la sua cucina, leggera ma ricercata negli abbinamenti dei sapori. E poi trovo sempre accurata la preparazione della tavola, per tovaglie, stoviglie, utensili, decori discreti...
Mi è particolarmente piaciuta una pizza che ci ha offerto come antipasto in una delle ultime cene in cui siamo stati ospiti; quindi mi sono cimentata nella ricetta, semplicissima e veloce, che è tipica dell'isola di Ischia.

Ingredienti per 6 persone: 4-500 gr di pasta per pane; 1 bel cespo di scarola, 1 cipolla o scalogno, 150 gr di olive nere di Gaeta, capperi, uvetta sultanina, pinoli, sale e pepe.
Stendi in una pirofila rotonda la pasta del pane, in modo che il disco sia sottile e di poco più largo del diametro della pirofila. Intanto, in una tazza di acqua calda fai ammollare una bella manciata di uvetta sultanina.
In una pentola fai bollire per pochi minuti le foglie della scarola (prima lavata, asciugata e tagliata) e poi scolala accuratamente. In una casseruola fai un soffritto leggero con uno scalogno o una cipolla (se ti va aggiungi un'acciuga). Fai appassire brevemente e poi aggiungi le olive ridotte a pezzi un po' grossi, i capperi, i pinoli, l'uvetta, sale e pepe. Mescola al soffritto la scarola e poi versa il tutto sul disco di pasta. Rimbocca i bordi e condisci con un filo di olio.
Cuoci in forno già caldo a 180 ° per 40 minuti.
In realtà, invece di bollirla, io ho appassito la scarola direttamente nella casseruola del soffritto.

Visto quanto mi è piaciuta questa pizza, prima o poi mi cimenterò anche nelle Pappardelle con crema di scarola e olive di Gaeta, molto simile negli ingredienti!

1 gennaio 2007

La Grande Enciclopedia della Donna

Ci sono arrivati!
Hanno riesumato quel grande capolavoro che è l'Enciclopedia della Donna, edita negli anni '60 da Fabbri Editore. Certo, nulla a che vedere con i tredici volumi rilegati in brossura che mia mamma ancora tiene ben riposti sul Billy di Ikea.
Rizzoli si è limitato a una summa di quelli che sono i consigli di bon ton, dalla moda al ricevere, per signore un po' vintage. In realtà, l'Enciclopedia della Donna era davvero enciclopedica e copriva una vastità di argomenti: puericultura, cucina, arredamento, bellezza, cucito, ricamo, rapporti sociali, lavoro, salute... Quella montagna di suggerimenti e consigli in alcuni casi oggi risulta datata (ci mancherebbe!), ma in altri... non solo suonano di buon senso, ma sono davvero utili. Certe ricette, come per esempio quella per le pesche ripiene, le istruzioni per imparare i punti base della maglia, certe regolette di galateo... e dove le trovi altrimenti? Sono lì, da consultare tutte insieme, e intanto ti ripassi anche gli stili dell'arredo e i sistemi infallibili contro le tarme.
E' evidente che i tredici volumi mi entusiasmano (a dire la verità ambirei anche a portarmeli a casa!) e mi dà un po' noia che nelle recensioni a questo nuovo libricino parlino di "nostalgia" e "ironia" per i "fantastici anni '50 e '60" (e soprattutto sulle massaie di quei decenni). Abbasso l'introduzione di Lella Costa: nei prossimi mesi voglio trasformarmi in una perfetta padrona di casa in puro stile Enciclopedia della Donna!
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