26 dicembre 2007

I want to ride my bicycle

Ecco il regalo più bello che ho ricevuto: finalmente di nuovo una vera bici. Le altre mi erano state rubate anni fa, di recente ne usavo una "molto vintage", cigolante e per di più prestata. Manca solo il seggiolino posteriore per portare a spasso il piccolo Luigi e poi altro che passeggino tour!

25 dicembre 2007

"Natale con i tuoi...

... e Pasqua con chi vuoi", dicono. Questo è stato un Natale davvero familiare, forse anche perché essendo sia io che Luigi malati, siamo stati costretti a stare sempre tra delle mura domestiche: quelle di casa nostra, quelle dei miei genitori, della mamma di Cesare...
Non sono mancati i momenti gastronomici, spachettamenti e brindisi. Adesso pausa!

23 dicembre 2007

Lo spirito del Natale

Ogni anno ritorna puntuale. Chi? Lo spirito natalizio che due giorni prima delle feste mi fa ammalare.

Io che dovrei essere superperformante tra regali e preparativi, mi ritrovo chiusa in casa con raffreddore, mal di testa e mal di gola. Lo spirito del Natale si deve essere proprio accanito contro di me, e dire che sono una delle poche persone che si diverte a fare i regali, a impacchettarli e a scrivere i biglietti d'auguri. E una delle ancor più rare che ama i té prenatalizi per scambiarsi pensierini e biscotti.

Senza poi contare i baci e gli abbracci che ci si scambia in questo periodo... finirò per passare da untrice :-)

15 dicembre 2007

Anolini Day


E' stata una giornata di intenso lavoro.
Mia madre, presa da panico prenatalizio, ha deciso che proprio oggi era il giorno per preparare gli anolini (per chi non ha origini piacentine: si tratta dei cappelletti da cuocere in brodo il giorno di Natale). Il problema è che di anno in anno la squadra addeta ai lavori si assottiglia, causa defezioni di fratello e sorella, che arrivano a Bergamo pochi giorni prima del 25 Dicembre. Così siamo rimaste in due, io e mia madre.

Incurante del fatto che ho ripreso a lavorare e che ho un figlio a carico (del resto l'anno scorso neanche il mio avanzato stato di gravidanza l'aveva impietosita) questa mattina all'alba è arrivata in auto a prelevare me e Luigi sotto casa, sfidando la prima nevicata dell'inverno.

Per fortuna la sera prima aveva già preparato il ripieno di carne e la pasta all'uovo, quindi alle nove e mezza in punto abbiamo cominciato: io tiravo chilometri di pasta con l'Imperia (ovviamente quella a manovella, se avesse il motore non sarebbe un vero Natale), lei posizionava il ripieno, io piegavo, lei tagliava e riponeva gli anolini sui vassoi. A un certo punto ci siamo alternate, perché rimpastare i ritagli di pasta stava diventando peggio che fare la macchina dei bicipiti in palestra.
Mi ha concesso una pausa a mezzogiorno (dovevo pur dar da mangiare a Luigi!) e poi di nuovo via, rifai anche la pasta, che era finita e c'era ancora un quarto di marmitta di ripieno.
Alla fine ero distutta, lo sono tutt'ora. Appena tornano, mi saprò vendicare dei miei fratelli.

Per chi si volesse cimentare nell'impresa:
Pasta: 7 etti di farina, 5 uova, c. 2 tazzine da caffé di acqua calda. Fai la fontana con la farina e nel buco metti uova e un po' d'acqua (non tutta, vedi poi se serve). Impasta a lungo con le mani come se volessi "impacchettare" la palla di pasta

Stracotto: 1/2 chilo di manzo o polpa magra, 2 etti di lonza di maiale magra. Fai il soffritto con cipolla, sedano, carota e aglio, aggiungi la carne e fai rosolare. Poi aggiungi acqua fino a coprire la carne e fai cuocere per 3 ore.

Ripieno: stracotto, 1 cassetto di grana grattugiato, 1 cassetto di pane grattato, 3 uova intere, noce moscata. Trita con la mezzaluna la carne ben sgrassata; mischia con pane grattato e una grattata di noce moscata. Bagna con il sugo dello starcotto fino a che non ottine la consistenza giusta (devi poter fare delle palline che stiano insieme).

Per fare gli anolini: stendi la pasta, disponi il ripieno a pallini, piega la striscia a metà e taglia con l'apposito stampino.

11 dicembre 2007

Odissea

Se Ulisse avesse fatto l'Odissea su un treno FS Penolepe alla fine avrebbe sposato uno dei proci.

Questa mattina il viaggio verso Milano è stato un incubo: ho raggiunto di corsa la stazione senza poter fare colazione. Dopo la corsa estenuante scopro che il treno arriverà in ritardo, ma non abbastanza però per andare in un bar. Medito se prendere il treno che fa il tour panoramico sull'Adda prima di arrivare a Milano (passando sul pittoresco ponte di Calusco, sopra l'Adda), ma valuto che un'ora e venti di viaggio la mattina è davvero troppo. In ogni caso anche quello è in ritardo...

I sottopassaggi sono bui, la gente si riversa dai binari e mi travolge. Ma io combatto e salgo al binario 5. Qui l'attesa si fa lunga: ma i tir in sciopero hanno occupato anche i binari?

Alla fine il treno arriva, ce la facciamo a salire e ad arrivare a Lambrate: qui altra corsa e prendo al volo un treno (in ritardo) per Garibaldi, ancora una volta sfidando il muro umano della gente in discesa dalla scale del binario.
Alla fine arrivo in uffico, neanche troppo tardi, ma davvero demoralizzata, senza sapere neanche più con chi prendermela. Mi sono ufficialmente dimissionata dal CPB... del resto l'impressione è che tutto l'impegno e il tempo profuso abbia portato a ben poco... Neanche uno astuto come Ulisse ce l'avrebbe potuta fare.

7 dicembre 2007

Contro i giovani

Sabato scorso sono andata in Città Alta per assistere alla presentazione del libro Contro i giovani. Come l'Italia sta tradendo le nuove generazioni, di Tito Boeri e Vincenzo Galasso.
Il posto è uno dei più suggestivi in città: il Caffé della Funicolare, da cui si gode una bella vista sulla bassa. L'ambiente è migliorato molto, me lo ricordavo ben peggiore... ora è una vineria con travi a vista e divanetti sui terrazzi.
Tornando allo scopo della passeggiata (ci sono arrivata a piedi), l'incontro con Tito Boeri (il coautore non c'era) è stato davvero interessante. (Il libro non l'ho letto, come tutti gli altri di quel genere che girano per casa: La Casta, La scomparsa dei fatti... mi innervosisco troppo, mi basta il resoconto che me ne fa Cesare).

Finalmente adesso posso rispondere a ragion veduta a mia madre quando dice che noi "giovani" di oggi abbiamo troppe pretese, e che quindi siamo convinti di guadagnare poco e di fare una vita da miseri (e dimostrazione per lei ne è il fatto che "tutti" diamo per scontato di dover vivere in una casa di proprietà anche quando viviamo in affitto). Ecco la risposta che le propinerò alla sua prossima uscita: il parametro di confronto è lo stipendio medio degli italiani: una volta un neolaureato entrava nel mercato del lavoro con uno stipendio più alto rispetto a quello, oggi la situazione è capovolta.

Bene, appreso questo, ho ascoltato con interesse anche il resto: cooptazione e non selezione delle nuove leve tanto in campo universitario che politico, una finanziaria che non redistribuisce alle classi veramente bisognose (che non sono i pensionati ma le famiglie monoreddito con due figli), un sistema scolastico indecente che i genitori non tentano neppure di cambiare (senza capire il danno enorme che stanno subendo i loro figli)... e altro ancora.
I cinqua-sessantenni presenti in sala (eravamo al secondo piano) mostravano facce contrite, e qualche mea culpa lo hanno anche fatto... Quanto alle proposte per cambiare non sono certo mancate e pare che il libro ne sia pieno (contratto unico, età di uscita al lavoro flessibile, riforma dell'università...), ciò non toglie che da lì sono uscita davvero sconsolata.

27 novembre 2007

Certe notti

Certe mattine, dopo certe notti, il cervello mi si blogga, ops... blocca. Preciso che le mie certe notti nulla hanno a che vedere con quelle del Liga.


p.s.: chissà se certe notti del Liga sono mai state come le mie ultime, mi risulta che abbia ben due figli...

25 novembre 2007

Non voglio più fare ordine

Ora ho capito. In questa fase appena cominciata della mia vita la casa e la gestione domestica sono la vera fonte di stress.
Il moto perpetuo che comporta il tentativo di tenerla in ordine (ora che Luigi gattona e afferra qualsiasi cosa possa raggiungere) è la fatica più estenuante delle mie giornate. Più logorante che viaggiare sui treni FS (quasi impossibile da credere), più faticoso che recuperare Luigi ogni volta che si trova in bilico e in procito di schiantarsi al suolo, più estenuante che lavorare in ufficio.
Per cui ho deciso: da oggi il disordine regnerà sovrano in casa. E io sarò indifferente a ogni videocassetta in cui inciamperò, a ogni padella sporca fuori dalla lavastoviglie, alle salviette arruffate in bagno, ai giornali spiegazzati sotto al divano...

20 novembre 2007

Negramaro




Sembra proprio che si inizi a vedere la luce in fondo al tunnel. Gli ultimi tre sabati sera sono stati un'escalation di vita mondana: cinema, poi pizzata con amici e infine, sabato scorso, un concerto, addirittura a Milano!
Bellissimo, siamo stati a sentire i Negramaro al Conservatorio grazie a "mamma Telecom" che mi ha regalato i due biglietti, estratti a sorte e assegnati in seconda battuta a me a causa della malattia del vero vincitore (poverino!).
I Negramaro mi sono sempre piaciuti, anche se ero un po' impreparata sull'ultimo album (mi sembra sia il terzo) e mi sono dovuta sorbire il pubblico femminile che cantava tutti i testi a memoria. Molto gentilmente, la band ha ospitato sul palco due studenti del conservatorio (un violino e un violoncello), che hanno valorizzato ancora di più la versione acustica del concerto.
Il video è una pregiata produzione di Cesare, in gentile concessione.

13 novembre 2007

Luis - L'homme neuf


L'autore di questa foto è mio cugino Ale, che di recente ho scoperto viralmente presente sulla Rete 2.0! Un saluto a lui che se ne sta solo soletto confinato in Algeria... in attesa di rivederci alla Rocca :-)

5 novembre 2007

Domani prendo il treno e...

... torno a lavorare.
Chissà se sarà molto duro ricollegare le sinapsi per tornare a pensare a qualcosa di diverso dalle famose "pappe, cacche e pannolini".
Oggi ho aperto il cassettino dove lo scorso dicembre, prima di Natale, avevo riposto tessere, badge e abbonamenti ai mezzi, tutte cose inutili al periodo di maternità che stava iniziando. Mi ero chiesta se al momento opportuno mi sarei ricordata che le avevo messe proprio lì, con tutto il tempo che doveva passare!
E invece me lo sono ricordata perfettamente, sono anche andata in stazione a rifare l'abbonamento per il treno che domani mattina prenderò.
Stato d'animo dominante: per ora senso di colpa. Attenuato dalla speranza di trovare al più presto un nuovo virtuoso equilibrio tra Luigi-casa-lavoro, con la soddisfazione generale di tutti.

27 ottobre 2007

Flu

Non mi ricordavo si potesse stare così male per un'influenza: febbre, mal di gola e la sensazione di essere passata in un tritasassi :-(

23 ottobre 2007

Donna Letizia

Ho acquistato Il saper vivere di Donna Letizia nell'edizione BUR sabato pomeriggio, e l'ho sfogliato soffermandomi solo su alcuni paragrafi, tipo quello che suggerisce l'abbigliamento in spiaggia ("Sconsigliabile il costume a due pezzi a qualsiasi donna che abbia oltrepassato i trent'anni... le grinze sono antiestetiche quanto i salsiccioti") oppure l'organizzazione di un battesimo (e qui scopro che il piccolo Luigi parte con un ritardo a dir poco clamoroso).

Nonostante il mio entusiasmo per il genere, star dietro ai consigli del galateo di Donna Letizia è davvero impossibile: divise per domestiche, segnaposti con titoli nobiliari, bambini che fino ai dieci anni non cenano con i genitori, conti del ristorante inviati il giorno dopo a casa del cliente abituale (!)...
Quanto poi all'applicabilità dei consigli per la Vera Signora tra le pareti domestiche ("non gira in pianelle, non si presenta a tavola in vestaglia... Non fa pesare le sue emicranie sugli altri... Piuttosto, appena egli (il marito) suona alla porta d'ingresso, corre a ravvivarsi per farglisi incontro sorridente e in ordine") tengo buona solo la conclusione: "Della bolletta del gas, del rubinetto che non funziona non farà parola, almeno fin dopo il caffé".

Eppure come vorrei che Donna Letizia rispondesse ancora dalle colonne di Grazia alle lettrici dubbiose su comportamenti sociali e bon ton! Per esempio, le chiederei come ci si comporta quando inviti a cena gente che non ti è particolarmente simpatica. Da altre riviste femminili una qualche ex sessantottina veterofemminista mi risponderebbe: "Non li invitare se ti sono antipatici", mentre Lina Sotis ti gelerebbe con un'acida battutina snob. Lei invece avrebbe capito e avrebbe fornito con ironica serietà suggerimenti idonei ad affrontare la situazione.

19 ottobre 2007

Report

Arrivo a scoppio ritardato, ma è tutta la settimana che a tratti ci penso. Domenica sera ho guardato con attenzione la puntata di Report, il programma di Milena Gabanelli (resisto a non fare abbonamenti a Sky).
Il servizio di Stefania Rimini "Il banco vince sempre" era dedicato alla questione dei derivati piazzati da banche italiane e straniere a piccole medie imprese e enti locali, oltre che a Comuni e Regioni.
Ero a dir poco sconvolta da quello che si diceva, dei danni che questi prodotti finanziari stanno causando e soprattutto causeranno in futuro a chi li ha sottoscritti pensando di tutelarsi, come con un'assicurazione, dal caro-tassi: chi è fallito, chi si è indebitato pesantemente, chi è destinato a pagare interessi insormontabili.
Stando al servizio, questi derivati sono e vere proprie trappole per ingenui, fruttuosi nell'immediato ma forieri di pesanti perdite nel futuro; per esempio, il comune di Napoli sarebbe sull'orlo del fallimento dopo averne sottoscritti.

Come ha detto Michele Santoro durante l'intervista barbarica a Daria Bignardi, il servizio di Report era "una bomba atomica", visto che venivano citati con nome e cognome vittime e carnefici. Eppure nei giorni dopo tutti hanno più o meno taciuto. Mi aspettavo titoloni sui giornali, reazioni significative da parte delle banche citate, ma soprattutto da chi sarà responsabile per i fallimenti di bilanci di enti pubblici... e invece niente.

Davvero non capisco, io mi sono indignata moltissimo, sono andata a letto sinceramente preoccupata, chiedendomi se anche il mio Comune abbia sottoscritto strane cose con un'avida banca. Ma poi non è successo più niente, nessuno ne ha più parlato... mah.

La gioia del latticino

E' da una settimana che sperimento la reintroduzione di latte e derivati nella mia dieta e osservo le reazioni che ciò ha su Luigi. Lui sta benone, pare proprio che la sua allergia sia passata e tra un po' proverà anche lui l'ebbrezza del formaggio nella pappa e, spero presto, del latte dalla bottiglia.
Tutto per dire: dopo cinque mesi di privazioni sono tornata a mangiare i latticini. Da tre mattine la mia colazione consiste in cappuccio e brioches, poi mi allieto il dopopranzo con un cioccolatino, a merenda biscotti e la sera magari un po' di gelato. Del resto la pediatra ha detto di esagerare, per un test attendibile su Luigi! Che gioia, anche il mio umore ne sta già beneficiando.

16 ottobre 2007

Una brutta piega

Parto straconvinta e serena delle mie scelte per i prossimi mesi, relativamente a lavoro, tate e nido. Poi ecco in sequenza quanto è successo nelle ultime 24 ore:

- incontro un'amica che ha appena ricominciato a lavorare, e mi sento dire che il figlio sta vivendo una crisi d'abbandono: lei ovviamente è a sua volta in crisi;
- compro un libro, consigliato da un'altra amica che incrocio mezz'ora dopo, su come far giocare i bimbi da 0 a 3 anni negli asili. I primi capitoli sono però dedicati alla descrizione degli effetti non sempre positivi del nido sull'umore del piccolo. L'autrice è inglese e pare che il sistema pubblico di lassù in quanto ad asili sia pessimo (e noi che ci lamentiamo dei nostri...);
- parlo con il mio medico di base, un'uomo, che minimizza il tutto e mi consiglia anzi di ricominciare a lavorare e a ritagliarmi spazi tutti per me: è ora signora!

Insomma, emotività da montagne russe, ogni nuova informazione è un affondo o un appiglio. Alla fine mi sorprende (e consola) la saggezza di Cesare (che forse voleva solo cavarsela in fretta e dormire): ogni cosa a suo tempo...

13 ottobre 2007

Proprio in Val Fiscalina


Che effetto fa il telegiornale quando parla di qualcosa o qualcuno che conosci!
Ieri il Tg3 si è aperto con la notizia della frana della Cima Una in Val Fiscalina a Sesto Pusteria. Le immagini dell'enorme nube di polvere e detriti che si è sollevata sulla valle scorrevano sullo schermo e intanto riconoscevo parcheggi e rifugi (ricoperti da una coltre bianca come neve) in cui eravamo passati quest'estate nella nostra gita proprio in Val Fiscalina.
Quanto alla frana, in effetti quando cammini sotto le guglie delle Dolomiti ti viene da chiederti: "ma non cadranno prima o poi?"
Meno male che è stato più poi che prima...

11 ottobre 2007

Eppur si muove

Abbiamo sollevato Luigi dalla permanenza forzata nel box: per ora infatti non necessita di stare in un recinto, non si muove tanto da essere pericoloso.
In alternativa, scomparso il box dal soggiorno, un meraviglioso tatami ha varcato la soglia di casa e ora staziona permanentemente a ridosso del divano. Mi è stato prestato da un'amica: pare infatti che la superficie e la consistenza del mitico pannello giapponese in paglia di riso siano l'ideale per agevolare i primi gattonamenti e passi dei piccoli.

Ogni giorno quindi posiziono Luigi nel centro del tatami, con le spalle al divano in modo che quando perde l'equilibrio qualcosa lo blocchi alla spalle. Eppure, senza che io me ne renda conto, senza capire come (Luigi ancora non gattona), ogni volta che giro l'occhio noto che si trova in una posizione diversa da quella in cui l'ho lasciato.
Se è sdraiato con orientamento nord sud, lo ritrovo con orientamento sud nord (forse il Feng Shui potrebbe darmi una risposta), se ha le spalle al divano lo ritrovo sul bordo del tatami che confina pericolosamente con il nudo pavimento. Insomma, Luigi compie dei micromovimenti, strisciando, girandosi e rotolando su se stesso, impercettibili all'occhio umano, ma i cui effetti si sommano in modo a volte "doloroso": ovvero, la mamma accorre allo strillo che arriva dalla zona tatami per raccogliere Luigi dal pavimento e riposizionarlo, un po' ammaccato, con le spalle al divano.

9 ottobre 2007

Mi si è incastrato l'iPod

Aiuto, l'iPod shuffle (vecchia versione) in fase di aggiornamento è rimasto incastrato nella porta USB del computer. E' come se il mio pc avesse dei denti che trattengono lo shuffle che, per quanto io tiri, non si sfila!
Vi è mai successo? Cosa posso fare per liberarlo? Ormai è una settimana che se ne sta lì attaccato...

5 ottobre 2007

Campagna elettorale

Ebbene sì, alla fine, nonostante le mie idee politiche oltremodo incerte nel trovare una collocazione nello spettro parlamentare italiano mi sono candidata nelle liste di Enrico Letta, aspirante segretario del nuovo Pd.
La mia passione per il "giovane" della politica italiana è cosa nota, ma a convincermi al grande passo sono stati soprattutto gli attivisti del Comitato per Letta di Bergamo.
Ora devo darmi da fare per questa breve campagna elettorale e so già che la mia attività principe sarà il volantinaggio: chi più di me passeggia avanti e indietro per le vie del centro città, fermandosi per fare due chiacchiere con ogni volto anche solo vagamente noto? Ecco l'occasione per rifilare i pieghevoli di cui sono stata munita.
Per cui amici bergamaschi, siate di supporto e ANDATE A VOTARE alle primarie, ovviamente per le liste Letta!!!!!

29 settembre 2007

Bavaglia casual

Riflessione su uno dei pezzi obbligati dell'bbigliamento dell'infante: la bavaglia.
Ce ne sono di diversi tipi, da scegliere in base alle necessità: per la pappa ( qui ti puoi sbizzarrire, le trovi in ogni tipo di materiale, compreso quello usa e getta; più grande è meglio è), per i rigurgitini (per fortuna Luigi non ne ha mai avuto bisogno), per la bava da dentizione (spessa, almeno a due strati, deve assorbire litri e litri di saliva)...
Di fatto le bavaglie sono un accessorio orribile, rovinano il look anche del neonato più ricercato, e la dimostrazione è che nelle vetrine dei negozi per bambini non compaiono mai. Chiunque ha avuto un figlio ne possiede però almeno una ricamata a punto croce con il nome del piccolo, regalo di un'amica o di una parente.
Visto che è impossibile farne a meno, tento di selezionare almeno per le uscite in pubblico le bavaglie più "casual", ovvero quelle che evitano quadretti, dimensioni eccessive, disegni di pupazzi e pizzi, puntando su tinte unite oppure fantasie a righe o fiorate, dimensioni contenute, tessuti di piquet, abbottonature al posto dei classici laccetti.
A questo punto qualcuno penserà che è proprio ora che io torni a lavorare...

21 settembre 2007

GQ: the 50 most stylish men of the past 50 years

Questa è la copertina del numero speciale di GQ (edizione americana) dedicato ai 50 uomini più fascinosi degli ultimi 50 anni: non c'è che dire, guarda pure tutti gli altri qui... Unica buccia di banana: Pete Doherty :-(

19 settembre 2007

La Storia siamo noi

Alla fine ne dovevo parlare, dopo questi mesi in cui, spesso involontariamente, ho seguito le puntate della trasmissione di Giovanni Minoli La Storia siamo noi. A volte senza audio, scrutando nel buio le immagini dal divano su cui stavo seduta per allattare Luigi a ore improbabibili della notte, a volte perché la tv rimaneva accesa dopo il tiggì della mattina e allora partivano i palinsesti di Rai Educational.
Devo ammettere che a me lo stile di Minoli non piace, ma suggestiona: la musica un po' drammatica della sigla di apertura, la sua parlata ritmata ed enfatica, i testi forti... e poi le immagini e i video di repertorio! Il tutto servito nelle fasi più acute del mio baby blues... Era come se mi raccontassero delle storie, per lo più tragiche, che già sapevo come sarebbero finite (Marcinelle, Moro, il nazismo, il boom economico, Oriana Fallaci...), ma con particolari avvincenti e inediti. Per esempio, voi lo sapevate che le casalinghe negli anni '70 facevano delle manifestazioni con tanto di striscioni e passeggini? Per me è stata una rivelazione. Ma non credo che la depressione post partum abbia giocato nella commozione suscitata dalle puntate dedicate a Paolo Borsellino e Dalla Chiesa.

Insomma, ringrazio la Rai e Minoli per avermi intrattenuto per tanti mesi, in assenza di un abbonamento a Sky :-)

Il mio nome è rosso

"... all'improvviso, tutto il mondo mi sembrò un palazzo con innumerevoli stanze che si aprivano l'una sull'altra. Riuscivamo a passare da una stanza all'altra solo ricordando e immaginando, ma la maggior parte di noi lo faceva molto poco e rimaneva sempre ad aspettare nella stessa stanza" (da Il mio nome è rosso di Orhan Pamuk)
Finalmente ieri sera ho finito di leggere questo libro: un'impresa, non è una lettura che scorre facile, soprattutto nei primi sei mesi di maternità, quando ogni sforzo di concentrazione riesce ciclopico. Però ne è valsa la pena, lo consiglio a chi ha voglia di leggere un Libro. C'è tutto: stile, intreccio, Storia, arte, amore, suspance... Ti viene voglia di conoscere meglio la Turchia, la sua storia e la sua cultura; e soprattutto di trovare la biblioteca più vicina per ammirare le miniature di Behzat e della scuola di Herat.

15 settembre 2007

L'importante è non fermarsi mai

Mi riferisco all'attività domestica sottointesa alla nascita di un figlio nel suo primo anno di vita.
All'inzio ha bisogno di una culla e di una carrozzina (con annesse lenzuola e copertine), poi di un lettino e di un passeggino. Dopo un mese necessita di sdraietta, ma presto, dopo i cinque mesi, vuole stare seduto appoggiato ad un ciambellone gonfiabile. Fino a quando inizia a essere più sicuro in un box, che si riempie di giochi e pupazzi e che troneggia nel mezzo del soggiorno. Per non parlare poi dei vestiti, che da un giorno all'altro diventano troppo corti e stretti, per cui urge comprarne o ereditarne di nuovi e della misura adatta.
Al sesto mese inizia poi l'avventura pappe, e anche la cucina viene ribaltata: farine, scorte di omogeneizzati, sterilizzatori (a freddo e a caldo), liofilizzati, robot, piattini e posatine, biberon (nella variante a becco o con tettarella) e soprattutto un seggiolone. Il bagno invece è sin dall'inizio invaso da vaschette, fasciatoi, stufette elettriche, prodottini vari e giochini galleggianti.
Insomma, roba, cose e oggetti spesso di dimensioni ingombranti ovunque, che invadono progressivamente e disordinatamente ogni angolo della casa, demolendo ogni sforzo per arredare i tuoi pochi metri quadri.
Come ovviare? Continuando a eliminare ciò che non serve più, implacabilmente, senza cedere mai alla pigrizia. Ogni volta si smonta, si lava e si sigilla pezzo per pezzo, poi si trasporta, spesso a casa di un genitore munito di cantina. Oppure si regala.
La regola d'oro: non far entrare in casa il nuovo accessorio se prima non hai fatto uscire, o quanto meno chiuso pulito e imballato in un armadio, un pezzo analogo per ingombro e collocazione. Questa la faticosa conclusione a cui io sono giunta dopo 6 mesi.
In alternativa, si può sempre cambiarea casa, ma suggerisco almeno 200 metri quadri. Io per adesso adotto la prima soluzione...

10 settembre 2007

CPB

Ecco i miei amici del Comitato Pendolari Bergamaschi, compagni di avventurosi viaggi sui binari tra Bergamo e Milano Centrale, nonché di estenuanti quanto quasi inutili battaglie per migliorare il servizio ferroviario regionale. E alla fine ce l'hanno fatta a finire anche su Panorama!

Speriamo serva a far funzionare meglio i treni per quando ricomincerò a pendolare...

7 settembre 2007

Show must go on...

Forse non è il momento per scrivere questo post, quando tutti sono commossi per la morte di Luciano Pavarotti. Ma il fatto che un grande artista dopo una vita di successi su ogni palcoscenico se ne vada, che Valentino si ritiri dalle passerelle nel 45° anno della sua onorata carriera, che Romano Prodi non si candidi alla guida del nuovo Partito Democratico.... come dire, mi fanno pensare che la vita in fondo non fa che il suo dovere, va avanti. E che forse è arrivato il momento che un po' di facce nuove si affaccino sul mondo di moda, politica e spettacolo. Certo, qualcuno potrebbe essere un po' depresso al pensiero di trovarsi la faccia della Facchinetti (la figlia dei Pooh e, peggio, la sorella di Dj Francesco) al posto di quella di Valentino Garavani... ma forse siete contenti di vedere Mike Bongiorno e Loretta Goggi (140 anni in due) che presentano per cinque sere Miss Italia in prima serata??! Mi auguro che almeno Luigi un giorno ne possa fare a meno...

29 agosto 2007

Diaperfreebaby.org: senza pannolino

Mi sono spesso chiesta come fanno le mamme dei paesi più poveri, dove certo non esisono i pannolini usa e getta ma nemmeno la possibilità di lavare quelli di stoffa (i ciripà), a tenere puliti da cacca e pipì i piccoli appena nati.
Ed ecco che sul Corriere compare oggi un curioso articolo su chi, nei paesi più sviluppati, propone di emancipare dal pannolino i bambini sin dalla nascita. Il metodo , leggo sul sito Diaperfreebaby.org, oggi si chiama Elimination Communication (o Elimination Timing o Infant Potty Training o Going Diaperless...) ed è ne' più ne' meno quello seguito dalle donne africane, dalle nostre antenate e dalle mamme moderne più volenterose e naturaliste.
Si tratta di base di una precoce "educazione al vasino", basata sulla convinzione che il neonato nasce consapevole delle proprie esigenze di "eliminazione". Dunque, la comunicazione che si instaura tra mamma e figlio, sin dalla nascita, consente una precocissima gestione delle feci e delle urine del piccolo senza ricorrere al pannolino, frutto della nostra solita cultura occidentale snaturalizzante.
Il ragionamento non fa una piega: se il neonato strilla per dirci che vuole mangiare, perché non dovrebbe in qualche modo comunicare anche la sua voglia di fare cacca e pipì? Sta solo a noi capirlo e stimolarlo all'uso precocissimo del vasino.

Mah, a leggere certe cose verrebbe voglia di crederci. Non dico che mi sta venedo voglia di provare ora a mettere Luigi sul vasino, ma magari tra qualche mese... L'idea di emanciparmi anche io dalla schiavitù del fai e disfa giornaliero che comporta il continuo cambio dei pannolini non è male :-)

26 agosto 2007

Ti piace Sanremo?

Per capire se ti conviene fare una vacanza a Sanremo, la riviera dei fiori e del festival della musica italiana, rispondi a queste domande:
- ti piace la focaccia, soprattutto nella variante sardenara (pomodoro, acciughe e aglio)?
- ti piacciono le strade rappezzate con diecimila tipi di asfalto diverso?
- ti piacciono gli stabilimenti balneari a pagamento con gli ombrelloni tutti uguali?
- ti piace il traffico cittadino tra le vie con i negozi alla moda (utili se il tempo fa schifo)?
- ti piacciono i porti turistici pieni di barche a vela, motoscafi e yacht?
- ti piacciono le ville in stile liberty circondate da rigogliosi parchi botanici?
- ti piace camminare su una diga foranea guardando le barche in mezzo al mare al tramonto?
- ti piacerebbe sapere il vero lavoro di Alfred Nobel (proprio quello dei premi Nobel)?
- ti piace comprare il pesce fresco la mattina dal pescivendolo che ti insegna anche a cucinarlo?
- ti piace la musica (leggera, jazz, d'autore...)?

Se hai risposto sì ad almeno la metà delle domande, allora puoi fare una vacanza a Sanremo. Diversamente, punta a diversi lidi.

16 agosto 2007

Nordic Walking

La Val di Sole e il Parco Nazionale dello Stelvio quest'estate si sono organizzati alla grande.
Oltre che da eventi e manifestazioni, boschi e montagne sono stati tapezzati con le segnovie per il Nordic Walking, che in parole povere significa camminare con i bastoncini da alpinismo alla mano.
Lo sforzo perché il Nordic Walking sembri una novità è però meritevole. Cartelloni che lungo i sentieri spiegano come impostare durante la camminata gambe, spalle, impugnatura e sguardo (!). Cartine e mappe che illustrano i percorsi suddivisi per grado di difficoltà. E segnovie ovunque, che impedirebbero anche a chi è totalmente privo di senso dell'orientamento di perdersi.
Noi abbiamo sperimentato il percorso ad anello (livello 1) che parte dal Belvedere di Folgarida: una strada in mezzo al bosco, praticamente senza dislivelli eccetto un imprevisto strappo finale. Per superare l'impervio sentiero, tra sassi e radici, io ho caricato Luigi nel marsupio e mi sono inerpicata, mentre Cesare si destreggiava con il passeggino per riportarlo al punto di partenza. Insomma, un brivido d'avventura in alta quota :-)

La gita si è comunque conclusa nel migliore dei modi. Senza rendercene conto ci siamo imbucati nella comitiva dell'hotel Dimaro, in trasferta pranzo in una graziosa baita nel bosco. Attirati dal profumo di salsicce alla griglia e dalla polenta cucinata sul fuoco a legna, ci siamo accomodati a uno dei tavoli già apparecchiati. Non ci è stato negato nulla (ovvero, ci siamo pappati tutto quello che ci hanno messo nel piatto).
Solo quando ci hanno chiesto se eravamo nuovi della combricola abbiamo realizzato di essere abusivi, ma a quel punto la pancia era belle che piena. Evviva la montagna!

12 agosto 2007

Un po' di cultura

Otto Artisti Sorabi della Lusazia. Come rinunciare a una mostra con un titolo così intrigante? Il piccolo Luigi dovrà pure iniziare a farsi una cultura!
E visto che ci troviamo in Val di Sole, con base a Malé, abbiamo sfruttato l'offerta culturale locale, iniziando proprio dai Sorabi. In realtà abbiamo colto l'occasione per visitare il castello di Caldes (che ospita la mostra), un vecchio edificio squadrato che risale al 1200, poi modificato nei secoli successivi. La custode ci ha riferito che la famiglia che viveva nella cappella sconsacrata del castello è sloggiata, mentre solo due dei piani della struttura sono stati recuperati e resi accesibili al pubblico.
Più degli artisti sorabi ci ha interessato la visita al museo della Civiltà Solandra di Malé: si tratta di una vasta raccolta di attrezzi, utensili, mobili e suppellettili utilizzati nei due secoli passati dai locali per il lavoro e la vita domestica.
La materia prima è sempre il legno, cosa che non può che entusiasmare Cesare. Suo padre gli ha lasciato in eredità non pochi esemplari di quegli stessi oggetti che oggi abbiamo visto nel museo e così ho scoperto anche a cosa servono. E dire che da qualche anno li teniamo in casa a mo' di soprammobili... ora li spolvererò con più entusiasmo :-)
p.s.: nela foto un pettine per cardare il lino, e chi lo avrebbe mai detto?

9 agosto 2007

Shopping a Cortina


Le condizioni metereologiche non stanno favorendo escursioni e passeggiate tra i monti. Il tempo incerto anche questa mattina ci ha spinto a fare una visita a un'altra delle località amene della zona: Cortina d'Ampezzo. Lo ammetto, avevo dei pregiudizi, pensavo fosse la solita località di montagna sopravvalutata, famosa soprattutto per mondanità e frequentazioni. E invece no.
Le montagne intorno a Cortina sono bellissime, imponenti e scenografiche. La città è curata ma non finta. E' bastato passare il confine regionale e approdare in Veneto perché i balconi siano meno fioriti e le case un po' meno fiabesche.
E poi c'è lo struscio di Cortina, affollatissimo. Qui ci siamo ripromessi di resistere alla seconda tentazione locale: lo shopping nei negozi di loden super chic e griffatissimi. La cosa c'è riuscita (abbastanza facilmente, visti i prezzi da fregaturisti), eccezion fatta per i pantaloni di una tuta acquistati in tutta fretta per Luigi da Benetton. E' successo che il pannolino mal posizionato ha ceduto e i risultati sono stati devastanti: il cambio si è imposto praticamente in mezzo alla strada, visto che era impossibile ricollocare Luigi sul passeggino, ma anche tenerlo in braccio.

Decisamente meno movimentata la sosta al lago di Misurina, sulla via del ritorno: durante un frugale picnic ci siamo goduti la vista delle mitiche tre cime di Lavaredo, che svettavano tra le nuvole che andavano e venivano.

8 agosto 2007

La cucina tirolese...

... mi sta creando dei problemi.
Il Trentino Alto Adige è la patria dei canederli, degli spatzli, dei rostig, degli strudel e delle torte al cioccolato che, come noto, non potrebbero esistere se non fosse per latte, burro, panna e formaggio.
La devozione di questa terra al latticino mi sta procurando non poche sofferenze, visto che a causa dell'allergia di Luigi mi devo astenere dal mangiare qualsiasi cosa ne contenga traccia.
Le privazioni iniziano di prima mattina, con il buffet della colazione: vietate le briosche, ma anche le torte della casa (che la padrona di casa sadicamente ripropone al pomeriggio nella hall dell'albergo per una merenda volante). Da brava madre con figlio allergico mangio pane e marmellata, al massimo mi vizio con un uovo sodo.
A mezzogiorno il pasto al sacco, a base di pane e speck: arrivata al terzo giorno devo dire che il salume affumicato inizia a sembrarmi indigesto.
Per finire la sera, quando in sala da pranzo mi rotea intorno ogni sorta di delizia locale guarnita di sbuffi di burro e panna, mentre a me viene servito un menù a parte, generalmente a base di contorni sconditi, primi al sugo rosso e verdure alla griglia.
La situazione inizia a deprimermi, in altri tempi sarei caduta felicemente a ogni tenazione, ma ora proprio non posso: aiuto!

7 agosto 2007

San Candido (Innichen)

Una visita breve, ma molto piacevole: pochi chilometri prima di Sesto Pusteria, San Candido è la cittadina altoatesina esemplare. Pulita e perfetta, le case sono dipinte e decorate da centinaia di fiori sui balconi in legno. I negozi che vendono loden e lana cotta sulla mondana via principale si alternano a caffè e pasticcerie, fino ad arrivare alla bellisima collegiata in stile romanico. Il giardino che si attraversa per accedere alla chiesa ospita un cimitero pittoresco, di quelli di montagna che a me ispirano serenità, dove i morti riposano in pace tra i vivi, nel bel mezzo del centro abitato (proprio come a Gressoney Saint Jean).
Abbiamo vagato con il passeggino anche nei dintorni dell'isola pedonale, tra casette in legno un po' meno perfette, giardini, orti e pollai. L'ultima tappa è stata in un "Lebensmittel" vicino al parcheggo per comprare prosciutti, pane e speck, un pasto al sacco consumato poi nel parco giochi di Sesto prima del pisolino pomeridiano di Luigi.
Mi sento davvero in vacanza!

6 agosto 2007

La prima gita

Per la nostra prima uscita alla scoperta dell'amena val Pusteria, ci hanno consigliato la gita in val Fiscalina (traduzione fantasiosa del tedesco Fischleintal), accessibile proprio a tutti, anche ai passeggini e persino alle carrozze trainate dai cavalli ( e a chi arriva con le infradito ai piedi...).
Noi ci siamo presentati molto ben preparati alla partenza, con il nostro passeggino trekking a tre ruote carico, oltre che di Luigi, anche di liquidi, vestiti caldi, marsupio e parapioggia.
Il percorso in realtà è l'inizio di una passeggiata ben più impegnativa, che porterebbe al rifugio Locatelli (2438 m., da cui si gode di una vista superba sulla tre cime di Lavaredo, così dicono, ovviamente noi non ci siamo arrivati).
Usciti a piedi dall'albergo, abbiamo seguito le indicazioni fino ai Bagni di Moso (1350 m., si tratta di un minuscolo centro termale) per poi proseguire in mezzo a boschi, prati e piccoli masi su una stradina bianca che porta all'albergo Dolomitenhof (1454 m.). In realtà questo percorso è una pista da fondo, che in inverno deve riservare grandi soddisfazioni ai fondisti e ai "ciaspolatori". Noi ci siamo accontentati di percorrerlo per poco più di un'ora con il nostro passeggino fino al rifugio Fondovalle (1540 m.), punto di approdo per famiglie, dove ci siamo abbondantemente rifocillati in mezzo ad altre circa duemila persone.
Avremmo potuto proseguire sulla pista per altre poche centinaia di metri (poi si sarebbe trasformata in un vero sentiero di montagna, con dislivelli ben più impegnativi), ma ormai Luigi dava segni di nervosismo, per cui abbiamo preso la via del ritorno. Poco male, ad aspettarci c'è stata la seduta alla zona wellness, con frutta e tisane super depuranti!

5 agosto 2007

Al Drei Zinnen


Davvero una bella sorpresa l'albergo dove abbiamo prenotato la nostra settimana altoatesina: il Drei Zinnen Hotel di Sesto Pusteria si è rivelato al di sopra delle nostre aspettative!
Innanzitutto la rete wi-fi funziona alla perfezione.
Poi: dalle visite frettolose al sito Internet non avevo realizzato che oltre alla piscina esterna c'è anche una micro zona wellness, che agli occhi di una neomamma reduce dai primi cinque mesi di maternità fa l'effetto di un paradiso termale. Ma quello che più ci affascina è la struttura dell'albergo: si tratta di un grande edificio in pietra che risale al 1929 (opera dell'architetto Holzmeister), arredato soprattutto nelle hall e nelle sale da pranzo con mobili e arredi originali: salottini, boiserie, poltrone, sedie, lampadari... tra il rustico locale e il razionale anni 30-40. Vista anche l'età e il tenore degli altri ospiti, l'atmosfera è da villeggiatura fuori dal tempo e a noi piace proprio così!

2 agosto 2007

Programmi estivi

Tra due giorni partiamo per le vacanze, quelle ufficiali. Una settimana in Val Pusteria, una in Val di Sole e poi approderemo in Liguria, a Sanremo, dove ci aspetta una seconda nonna volenterosa. In tutto tre settimane, passando per il via (casa) solo una volta.
Sono già in ansia: la preparazione delle valige dovrà essere un'operazione di precisione scientifica, un'impresa in cui nulla dovrà essere lasciato al caso perché ogni errore commesso in questa fase si paga (nel vero senso della parola) poi profumatamente.
Non sto esagerando, la presenza di Luigi imporrà un carico eccezionale della station wagon di Cesare: passeggino, culla, sdraietta, ciambellone per i giochi, i giochi, la farmacia, i vestiti per ogni stagione, una montagna di pannolini, stoviglie... e molto altro ancora (è proprio in questa voce che rientreranno le dimenticanze). Bei tempi quelli in cui in due si partiva per le vacanze in moto carichi solo di due valigette!

1 agosto 2007

W la Pappa!

Ce la stiamo per fare: tra dieci giorni inizia lo svezzamento di Luigi!
Oggi la Pediatra (finalmente di ritorno dalle sue infinite vacanze) ha detto sì, si può cominciare a nutrire questo bambino con qualcosa che non sia il latte materno. Perché aspettare dieci giorni? Perché nel frattempo il pancino di Luigi si deve "resettare" dopo gli sgarri alimentari commessi dalla sua snaturata madre. Dopodiché si parte con frutta e pappe di riso, sperando che nuove allegie non siano in agguato.

30 luglio 2007

Relax a Gressoney


Davvero peccato sia finita la nostra vacanzina a Gressoney!
Fresco, sole, passeggiate, mercatini... e Luigi in uno stato di grazia.
L'esperimento giunta è ufficialmente fallito, Luigi con o senza latte artificiale continua a voler mangiare di notte. Ma la presenza di una nonna volenterosa, che accudiva me e non solo il nipotino, mi ha decisamente rimessa in forze.
La foto non è merito mio ma di mio fratello, che ci ha raggiunti nel week end. Devo ammettere che non mi aspettavo uno zio John tanto sollecito (soprattutto nel realizzare materiale fotografico per il "book" del nipote). Del resto doveva pur recuperare, non avendo avuto modo di tornare dalla Cina e di conoscere Luigi nei mesi scorsi!

Lampada Tucano

Ho ritrovato questa vecchia lampada a Gressoney, sui comodini di una delle camere da letto.
Per anni è stata parte dell'arreamento della mia camera da bambina. Io l'ho sempre chiamata lampada Tucano, ma in realtà non so quale sia il suo vero nome.
Pochi anni fa guardando il catalogo online di Spazio900 ne vidi una uguale, ma ora non ricordo più né il nome del produttore né il nome proprio che le venivano attribuiti. Sulla base gialla gli unici dati riportati sono questi: Old Timer Ferrari - design OFT (o OTF?) Verona - mod. brev. patent - Made in Italy. Mi piacerebbe saperne di più... nel frattempo me la sono ripresa e l'ho piazzata nella cameretta di Luigi. La luce soffusa e rossastra, quando il tucano ha il becco chiuso, è l'ideale per i cambi notturni di pannolino, effettuati in punta di piedi e sperando che il piccolo torni in fretta a dormire.

20 luglio 2007

Fine di una villeggiatura

E con oggi finisce la nostra villeggiatura sul lago di Como.
Posso dire che per me e Luigi l'iniziativa non si è rivelata un successone. Alla domanda che mi ero posta all'inizio della nostra vita da laghée rispondo che no, non ci siamo innamorati di questo ramo del lago di Como. Magari siamo fuggiti da lì troppe volte e troppo in fretta, senza darci il tempo per poterlo apprezzare, causa il mal tempo e la solitudine. Magari, anzi sicuramente, il momento non era quello giusto, incastrati come eravamo tra poppate e paranoie da calo di latte.
La prossima destinazione è Gressoney e questa volta vado sul sicuro. E soprattutto ci vado con una nonna volenterosa!

18 luglio 2007

La giunta

All'inizio mi è venuto da pensare: l'ho spuntata, ecco finalmente la mitica giunta di latte artificiale con cui nutrire Luigi quando la fabbrica del latte è zoppicante. Mi sono sentita anche un po' subdola: infatti ho chiamato lo studio della pediatra che sapevo in vacanza per tutto il mese e ho parlato con la Sostituta.
Per lei non ci sono dubbi: il piccolo ha fame, per questo la notte si sveglia! Dunque, è necessario dare una giunta di latte in polvere agli ultimi due pasti della giornata. Quanto al problema dell'allergia ai latticini, si ovvia con un latte speciale che - mi anticipa - è pessimo nel sapore e molto costoso, ma che sarà ben tollerato dal pancino di Luigi.
Detto fatto, mi sono procurata il latte in questione, poppatoi, tettarelle e sterilizzatori senza badare a spese, perché la causa ovviamente lo merita.
E poi? Delusione. Luigi si rifiuta in modo categorico di succhiare le tettarelle in silicone, piange quando a forza gli faccio gocciolare il latte in bocca e al massimo gioca con il biberon. Dopo tre giorni di tentativi il miglior risultato ottenuto sono stati i 25 grammi assunti in mezzora questo pomeriggio. Che fare? Posso solo sperare che la sua fame si plachi con il caldo...

12 luglio 2007

I Quindici

Chi se li ricorda? Probabilmente chi li ha posseduti da piccolo, quindi i miei coetanei, cioé i nati più o meno negli anni Settanta!

Per chi ha avuto la sfortuna di crescere senza conoscere i libri dei Quindici ecco una breve delucidazione: trattasi di 15 libri che si propongono di spiegare e illustrare le cose del mondo ai bambini fino ai 10 anni (ai tempi infatti i 15 volumi erano definiti "Enciclopedia per ragazzi"). Ogni volume è dedicato a un argomento e ha un titolo tipo: "Fare e costruire", "Come funzionano le cose", "Come si fanno le cose", "Il mondo e lo spazio"..., mentre l'ultimo è dedicato ai genitori, in una sorta di summa pedagogica consultabile in ordine alfabetico. I più gettonati in casa mia (lo si capisce dall'intensità degli scarabocchi sulle pagine e dallo stato delle copertine) erano i volumi "Poesie e rime" e "Racconti e fiabe", ovvero i primi due, quelli dedicati ai più piccoli.

Così come per la mitica "Enciclopedia della donna" anche questo cimelio del secolo scorso è custodito, con i volumi disposti in in rigoroso ordine numerico, sulla libreria in casa dei miei genitori. L'edizione in nostro possesso è del 1971, mentre l'opera originale inglese si intitola Childcraft - The How and Why Library e risale al 1964. Oggi, mentre allattavo ospite sul loro divano, mi è caduto l'occhio sulla raccolta, sempre ben riconoscibile dato che i dorsi dei 15 volumi hanno colori accesi e in sequenza cromatica. Dati i recenti sforzi per imparare a memoria almeno uno straccio di ninna nanna, mi è venuta un'illuminazione: perché non recuperare almeno il primo volume dei Quindici, quello di rime e poesie, per raccontare qualcosa a Luigi nei prossimi mesi? Detto fatto, ho allungato le mani sul prezioso volume ed è stato quasi emozionante ritrovare alcune filastrocche di cui ancora ricordo qualche strofa. E poi non potevano non affascinarmi di nuovo le immagini e le illustrazioni, tutte così ordinate e pulite, insomma, tutte così anni '60, la mia passione.

Anche questa volta mi sono riproposta di sottrarre a mia madre l'opera intera, ma poi desisterò per la solita cronica mancanza di spazio in casa mia. Ma di sicuro di qui ci deve almeno transitare, Luigi non può certo crescere senza conoscere i Quindici! Chissà poi lui, tra qualche anno, come reagirà alla mia offerta di sfogliarne insieme un volume: magari solleverà un sopracciglio dalla sua Playstation e mi risponderà: "Sì mamma, dopo..."

11 luglio 2007

Crescere, che fatica

Luigi oggi compie 4 mesi. E per anticipare i festeggiamenti ha deciso da circa una settimana di ricominciare a svegliarsi molto presto la notte (quando la sua mamma è nella fase di sonno più profondo) per mangiare. Verso l'una sento arrivare l'ululato dalla sua stanzetta (ormai da un po' dorme nella sua camera, sia a casa che a Lierna) e sono costretta ad alzarmi. Ecco la sequenza dei tentativi per tamponare la situazione:
- lo cullo, nella speranza che si riaddormenti. E' successo una sola volta che il trucco funzionasse, per cui si è risvegliato ben quattro ore dopo. Di norma, si risveglia dopo mezz'ora (quando la sua mamma si è appena riaddormentata),
- se non accenna a smettere di piangere si passa al tentativo ACQUA, caso mai avesse sete. In realtà l'operazione serve solo a farlo arrabbiare e svegliare di più,
- gli do da mangiare. Lui è soddisfatto, io sconsolata rifletto che ancora non sono riuscita a fargli fare i mitici cinque pasti al giorno e che al più tardi alle sei di mattina sarò ancora sul divano con lui affamato.

Cosa dicono le solite esperte? Di solito che i loro figli a quell'età facevano al massimo quattro pasti al giorno, di provare a dargli un po' di latte artificiale la sera, di lasciarlo piangere... mentre in tutto questo la pediatra è in vacanza fino alla fine del mese. Ormai mi chiedo se sopravviverò fino al giorno in cui gli cucinerò la prima pappa...

1 luglio 2007

Ciuccio, cogli l'attimo

Non credevo che un bambino potesse rifiutarsi categoricamente di tenere il ciuccio in bocca. Prima che Luigi nascesse, al corso preparto ci dissero di mettere nella valigia per il ricovero anche un ciuccio di caucciu. Cosa subito fatta, acquistando un modello Chicco.

Fin da subito, ancora nel suo lettino delle nursery attorniato da tate professionali, Luigi ha rifiutato il ciuccio. Arrivata a casa, sono passata al modello Pre Natal, ancora in caucciu: niente da fare.
Quindi è iniziato il giro delle consultazioni delle amiche esperte, che parlano del ciuccio come di un'ancora di salvezza, una specie di silenziatore: a loro parere bisogna provare i vari modelli in commercio, fino a che il piccolo non trova quello a lui congeniale. Loro mi consigliano:
- ciuccio Mum: siamo riusciti a farglielo tenere in bocca per almeno 5 secondi, prima che lo sputasse ridendo contento.
- ciuccio Nuk e Avent: ancora da sperimentare.
Dunque, io fino al ciuccio Mum ci sono arrivata, poi ho maturato una mia opinione: non è il modello di ciuccio, ma l'attimo. Ovvero, c'è un momento in cui la creatura decide che gli va di succhiare il ciuccio, momento che potrebbe anche non arrivare mai, ma se succede qualsiasi ciuccio si trovi in bocca è ok. Io, comunque, sto per gettare la spugna...

23 giugno 2007

Il vento di Bellagio


Oggi siamo stati in visita a Bellagio. Il traghetto parte da Lierna e dopo soli 20 minuti si arriva a destinazione: Bellagio è veramente un bel posto, è una della località più chic che abbia visto sul lago di Como (e dico Como e non più Lecco, la differenza tra i due rami è notevole!).
Ma ciò che più ci ha divertiti è stato il battesimo del "mare" di Lugi, elettrizzato dal vento e dall'aria in mezzo al lago (il padre già intravede per lui un futuro nell'equipaggio di Luna Rossa). E'stata tale l'eccitazione tra andata e ritorno che questa sera è crollato nella sua culla molto prima del solito, riuscendo a fatica a terminare la poppata della cena :-)

22 giugno 2007

La crostata senza burro


L'allergia di Luigi al latte ha stravolto la mia alimentazione. In pratica: addio brioche e cappuccino la mattina, mozzarelle di bufala e formaggi golosi con verdurine a mezzogiorno, ma anche gelati, biscotti, cioccolati e dolci, vera risorsa per superare i momenti più bui di ogni baby-blues.
Una dieta senza latticini è cosa ben triste, tanto che dopo quasi due mesi di trattamento sto attraversando una crisi d'astinenza, a dimostrazione che dai latticini non ti puoi disintossicare.
Per provare a consolarmi mia madre (ottima cuoca) ha sfoderato una nuova risorsa, il ricettario avuto in regalo con l'acquisto di una dozzina di litri di Olio Carli. Le ricette - come è ovvio - tendono a sostituire i grassi animali con l'olio d'oliva. La Crostata di mele che mi ha fatto trovare alla mia ultima visita non era niente male, non so se per effetto dell'astinenza o se perché davvero buona.
Oggi ho riprovato l'esperimento. Ecco gli ingredienti per l'impasto:
400 gr di farina
150 gr di zucchero
1 pizzico di sale
1 bicchiere di vino bianco
1 bicchiere di olio extra vergine d'oliva
1 bustina di lievito (è uma mia aggiunta)
Per accelerare i tempi ho sostituito alle mele una marmellata già pronta di mirtilli.
L'impasto risulta molto elastico e si riesce a maneggiare (con l'aiuto di farina aggiuntiva) anche per fare le strisce per la graticola della crostata. Il tutto si informa a 180° per circa 40 minuti.
Il risultato? Anche questa volta non so se più del sapor potè la fame... ma a me la crostata senza burro sembra buona!

21 giugno 2007

Stile di vita

E' durissimo convincere una mamma dipendente dalle uscite con bimbo e passeggino a cambiare stile di vita. Eppure succede. Il caldo eccessivo, le sudate e la fatica fisica delle lunghe passeggiate sono sicuramente stati le cause del calo del mio latte la scorsa settimana. Quindi, non senza ansia, sono tornata alla villeggiatura a Lierna intenzionata a vivere con Luigi una vita più domestica e raccolta.

Sono arrivata ieri, con la macchina carica di giochini per intrattenere il piccolo e di "strumenti" perché la sua mamma trascorra quanto più tempo possibile tra le mura di casa: un ricettario, la cesta dei ricami, un libro di Pamuk, il ferro da stiro e l'aspirapolvere, l'album di cartoncini colorati, forbici, colla... oltre ai soliti computer e macchina fotografica.

Come reagirà Luigi? Oggi, nel primo giorno della nostra nuova vita, mi ha stupito positivamente. Mangia, gioca e dorme, rimangia, rigioca e ridorme... rispettando senza troppi pianti gli orari dei pasti. Iniziano a venirmi dei dubbi: forse lo stressavo troppo con i tour in passeggino? forse che il materasso della sua culla e la tranquillità della sua cameretta siano più confortevoli dei saliscendi ammortizzati tra carrugi e lungolago? Che stia tirando un sospiro di sollievo? Vediamo, se così fosse il cambio di stile di vita risulterebbe meno impegnativo di quanto credessi.

17 giugno 2007

No latte, no party

Questa volta sono davvero entrata nella cosiddetta "panic zone". E' successo giovedì, senza che io prendessi con la dovuta serietà i segnali premonitori: il calo di latte è arrivato, complici stanchezza, passeggiate selvagge e prime calure.
Le conseguenze sono devastanti: Luigi perennemente affamato, che si seglia tre volte per notte per reclamare l'ottavo pasto della giornata. Del resto come negarglielo? La mamma gli somministra a poppata meno della metà della razione abituale.
La pediatra mi ha detto di tenere duro, di bere molto e soprattutto di riposarmi e non stressarmi: ma come è possibile se il piccolo non dorme e piange in continuazione? Per convincermi "a tenermi caro il mio latte" ha sottolineato che l'allergia di Luigi al latte vaccino gli impedirebbe di assumere un normale latte artificiale (e già mi immaginavo la sua faccia disgustata dall'altra parte del telefono al solo pronunciare questa parola), argomentazione che ovviamente ha contribuito solo ad aumentato il mio stress.
In tutto questo, chi fino ad ora ci ha guadagnato sono erborista e farmacista: su consiglio delle solite amiche esperte, quelle che ci sono già passate, mi sono caricata di tisane e pasticche omeopatiche a base di galega (leggo: "erba conosciuta fin dai tempi antichi per le sue qualità galattogene") oltre che di costosissimi integratori di non so cosa.
Adesso bevo almeno tre litri di liquidi al giorno, ho la scusa per scansare le incombenze domestiche e sono tornata per qualche giorno a farmi viziare da mia madre. L'attività di Mamma carrozzina si è momentaneamente ridimensionata, anche se la bottiglia con la miracolosa tisana è già comparsa nel portacose del mio nuovo passeggino pieghevole!

13 giugno 2007

Varenna, la perla del lago

Il tempo questa settimana finalmente tiene, non che si possa trascorrere un pomeriggio in spiaggia, ma perlomeno qualche gita nelle vicinanze si può tentare.
Conoscevo già Varenna, punto di imbarco utile per traghettare e approdare a Menaggio, ma ho pensato di riscoprirla come Mamma passeggino (ormai sono al secondo stadio del processo evolutivo, carrozzina addio!).
Anticipo la conclusione: quattro passi zoppicanti, tanti scorci ma anche tante vie bloccate e l'acquisto compulsivo di un paio di pantaloni.
Varenna è infatti pittoresca, piace molto ai turisti inglesi e tedeschi, tanto ormai da eccedere in pizzerie, gelaterie e negozi souvenir. Le Mamme passeggino la ameranno invece un po' meno. Innanzitutto non si illudano di accedere al lungolago lasciando l'auto nella piazza alta, quella su cui si affacciano chiesa e municipio. Le discese a lago sono dei precipizi, tutte scalini e dai nomi che la dicono lunga sulla loro accessibilità: "contrada scoscesa", "vicolo oscuro"...
Meglio quindi parcheggiare all'imbarcadero e da qui percorrere la passerella che porta alla spiaggetta nonché alle gelaterie, ristoranti e bar in cui si riversano tutti i turisti di stagione.
E' in questo brevissimo tragitto che sono riuscita fare shopping, credo nell'unico negozio di abbigliamento di Varenna, venendo oltretutto meno al proposito di non acquistare più nulla fino all'inizio dei saldi estivi.
La nota più positiva della mia gita: Luigi si è assopito non appena abbiamo appoggiato una ruota (del passeggino) fuori dall'auto e si è risvegliato quando da nord arrivavano i primi tuoni del consueto temporale serale, che ci hanno fatto subito risalire in macchina. E poi riconosco che i pantaloni non sono male... :-)

31 maggio 2007

Punto croce, ci riprovo


L'ultima fatica da "mani di fata" intrapresa prima di partorire è stato un ricamo a punto croce per un lenzuolino da culla. La scelta del soggetto, tre minuscoli ciclisti, doveva gratificare il futuro papà (appassionato delle due ruote) e piaceva molto alla futura mamma per la sua aria un po' démodé (il libretto da cui ho ripreso lo schema risale al secolo scorso e apparteneva alla sorella di una mia zia...)
Il giorno dopo aver impostato il lavoro con tanto di canovaccio e griglia applicati sul bordo del lenzuolo, mi sono trovata in ospedale con in braccio il piccolo Luigi. Ora sto tentando di riprendere in mano il tutto e di terminare il ricamo al più presto. I ritmi di crescita di Luigi mi fanno sospettare infatti che a breve dovremo abbandonare culla e carrozzina, in favore di lettino e passeggino e quindi... addio ciclisti démodé!
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